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3 février 2015 2 03 /02 /février /2015 15:10
GLI AUGURI DELL'AMBASCIATA ITALIANA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA

Auguri di buon lavoro al nuovo Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel giorno dell’inizio del suo mandato.

L’Ambasciata italiana nel Principato di Monaco presenta i migliori auguri al nuovo Presidente della Repubblica italianacon un messaggio inviato dall’Ambasciatore Antonio Morabito anche a nome delle Associazioni italiane e della Comunità italiana residente a Monaco.

L’Ambasciatore ha evidenziato la figura di statista, politico ed insigne giurista, simbolo di stabilità e di radicati valori civili e morali dell'Italia del Presidente della Repubblica Mattarella ed ha voluto, inoltre, testimoniare "l'altissimo profilo morale e intellettuale, la sobrietà, la saggezza e la straordinaria umanità” del Presidente Mattarella il cui mandato, come auspicato da Papa Francesco, si caratterizzi per la ricerca di “unità e concordia" del popolo italiano e, come da lui stesso affermato, per l’attenzione alle "difficoltà e alle speranze degli italiani ".

Version française

Nos vœux de bon travail au nouveau Président de la République italienne Sergio Mattarella dans le jour du début de son mandat.

L' Ambassade d'Italie à Monaco présente ses meilleurs vœux au nouveau Président de la République italienne dans un message envoyé par l'Ambassadeur Antonio Morabito au nom des Associations italiennes et de la Communauté italienne résidant à Monaco.

L'Ambassadeur a souligné la figure de l'homme d'Etat, de l’homme politique et du juriste, un symbole de stabilité et des valeurs civiles et morales profonds du Président de la République d'Italie Mattarella.

Il a voulu également témoigner «le haut profil moral et la sobriété intellectuelle, la sagesse et le grand humanisme» du Président, dont le mandat, comme souhaité par le Pape François, sera caractérisé par la poursuite de « l'unité et de l'harmonie » des Italiens, et comme il l’a dit lui-même par l'attention portée aux « difficultés et aux espoirs des Italiens » .

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3 février 2015 2 03 /02 /février /2015 03:01

Les élus du Conseil National ont souhaité leurs vœux aux aînés de Monaco

Comme de tradition, les élus du Conseil National sont allés à la rencontre des aînés afin de

leur adresser leurs meilleurs vœux de santé et de sérénité pour l’année 2015.

Le Président du Conseil National, Laurent NOUVION, entouré d’élus, a ainsi souhaité rendre

visite aux résidents du Cap Fleuri, d’A Qietüdine, de la Fondation Hector Otto et des Centres

Rainier III et Spéranza.

Chaque pensionnaire a eu l’occasion d’échanger un moment convivial avec les Conseillers

Nationaux présents qui leur ont remis un cadre-photo à chacun.

Le Président du Conseil National a rappelé que le Conseil National avait œuvré auprès du

Gouvernement pour l’obtention de nouvelles infrastructures facilitant le déplacement des

aînés aux abords de leur résidence.

Des travaux et des infrastructures que le Gouvernement s’est engagé à réaliser courant 2015.

Etaient présents autour du Président Laurent NOUVION :

Visite à la Résidence Cap Fleuri en présence de Monsieur Daniel BOERI ; Mme Béatrice

FRESKO-ROLFO, Mesdames Stéphanie CHOISIT, Chargée de mission pour les affaires

sociales et Elodie THOMEL, Chargée de mission pour le protocole accompagnaient

également les élus.

Visite à la Résidence A Qietüdine en présence de Messieurs Claude BOISSON, Christian

BARILARO ; Mesdames Béatrice FRESKO-ROLFO et Caroline ROUGAIGNON-VERNIN,

ainsi que Mesdames Stéphanie CHOISIT, Chargée de mission pour les affaires sociales et

Elodie THOMEL, Chargée de mission pour le protocole accompagnaient également les élus.

Visite au Centre Rainier III en présence de Messieurs Claude BOISSON ; Philippe CLERISSI ; Madame Béatrice FRESKO-ROLFO ; Monsieur Philippe MOULY, Secrétaire Général du Conseil National, ainsi que Mesdames Stéphanie CHOISIT, Chargée de mission pour les affaires sociales et Elodie THOMEL, Chargée de mission pour le protocole accompagnaient également les élus.

Visite à la Fondation Hector Otto Résidence C. et M. Bellando de Castro et Résidence J. et J.

Giaume en présence de Messieurs Daniel BOERI ; Claude BOISSON ; Philippe CLERISSI ;

Madame Béatrice FRESKO-ROLFO ; ainsi que Mesdames Stéphanie CHOISIT, Chargée de

mission pour les affaires sociales et Elodie THOMEL, Chargée de mission pour le protocole

accompagnaient également les élus.

Visite du Centre Speranza-Albert II en présence de Messieurs Claude BOISSON ; Alain

FICINI ; Madame Caroline ROUGAIGNON-VERNIN ; Monsieur Philippe MOULY,

Secrétaire Général du Conseil National, ainsi que Mesdames Stéphanie CHOISIT, Chargée

de mission pour les affaires sociales et Elodie THOMEL, Chargée de mission pour le

protocole accompagnaient également les élus.

Visite à Qietüdine & au Cap Fleuri en présence de Monsieur GARINO, Président du Conseil

d’Administration du Centre Hospitalier Princesse Grace et de Madame AMORATTI-

BLANC, Attachée de Direction chargée des Résidences A Qietüdine et Cap Fleuri.

Visite à la Fondation Hector Otto en présence de M. BRETON, Directeur de la Fondation

ainsi que Monsieur PALMERO Président du Conseil d’Administration de la Fondation,

Madame ROMANI, Messieurs PILOT et BOTTO, membres du Conseil d’Administration.

Visite au Centre de Gérontologie Rainier III en présence de Monsieur BINI directeur du

CHPG, le Professeur PESCE, Chef du Département de Gérontologie et de Madame

GENOYER, Directrice Adjointe chargée de la Filière Gérontologique par intérim.

Centre Speranza Albert II: M. MILLIASSEAU, Cadre supérieur de santé au centre.

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2 février 2015 1 02 /02 /février /2015 05:47
Alexis SIPRAS

Alexis SIPRAS

GRECIA: OSSERVATA SPECIALE -  L’ITALIA:  A PICCOLI PASSI, COMINCIA A CRESCERE.

GRECIA: OSSERVATA SPECIALE - L’ITALIA: A PICCOLI PASSI, COMINCIA A CRESCERE.

di Rino IMPRONTA

Il neo eletto premier greco Tsipras, continua con i festeggiamenti e foto ricordo. Inoltre nei primi discorsi dopo l’insediamento, ha confermato la linea dura annunciata in campagna elettorale: stop alle privatizzazioni e ridiscutere il debito pubblico. In occasione dell’apertura del suo primo Consiglio dei ministri, ha avuto modo di affermare che ” Non andremo ad una rottura distruttiva: il governo di Atene è pronto a negoziare con partner e finanziatori per una soluzione giusta e duratura per il taglio del debito greco”. Risulta che il Presidente degli USA Obama, nel formulare gli auguri di buon lavoro, abbia ribadito che “Gli Usa sono pronti a dare una mano ad Atene”. Forse Obama gioca d’anticipo su Putin? Tsipras ribadisce la sua tolleranza zero alla corruzione e all’arroganza. «Dobbiamo sforzarci, perché il popolo soffre». Sarebbe opportuno - anche per dare una risposta immediata a chi gli ha dato fiducia - di esporre il suo programma, dimostrare o indicare la fontedelle risorse per portare i salari dei dipendenti pubblici da 450 euro al mese a 750. Ci sono tante piccole o importanti domande che richiedono una risposta immediata, prescindendo da ciò che sarà o non sarà fatto. Nella sua ricerca di alleati nell’EU, ha incassato la spinta di Martin Schulz (Presidente del Parlamento europeo) che ha dichiarato di essere “rimasto impressionato dal progetto riformista del nuovo governo”. Certo è che Tsipras non può ipotizzare di andare al “supermercato” e trovareun’offerta speciale della Troika e di tutta l’Unione. Quando si è soci di un club, oltre al pagamento della quota sociale, è necessario il rispetto delle regole previste dallo statuto.Il nuovo capo del Governo greco non deve ignorare che i suoi predecessori (così come accertato dalla Commissione Europea) hannoalterato i conti pubblici presentati a Bruxelles, sono stati disponibili a gesti di generosità ( aumenti di stipendi e vari benefici ai dipendenti pubblici). Non trascurando un aspetto importante: la presenza di una forte evasione. Queste (che oserei definire concause) ed altre ancora, non meno importanti, hanno contribuitoal dissesto del Paese. Da italiano, mi auguro di non dover - ancora una volta - contribuire al risanamento dei debiti della Grecia e che la Grecia non rifiuti di collaborare con la troika.In Spagna gli fa da contraltare il movimento di sinistra alternativa “Podemos”, che in questi giorni è sceso in piazza per manifestare contro l’austerità. In Italiasi denota qualche segnale positivo.Matteo Renzi, parlando di economia e scrivendo su Twitter, esprime parole di prudente ottimismo:«Segnali di ripresa timidi ma interessanti» aggiungendo che «la macchina si è finalmente riaccesa». Leggendo i bollettini economici della Banca d’Italia e i comunicati dell’Istat, è possibile apprendere che risale il mercato immobiliare, la produzione industriale ed il turismo, grazie anche all’Expo.Primi segnali di tendenza al ribasso della disoccupazione, non trascurando l’andamento al ribasso del prezzo del petrolio(conferma che arriva dall’aumento del consumo di carburante) e l’andamento dei cambi (del dollaro e del franco/ch) che giocano a tutto favore delle nostre esportazioni. E’ stato nominato il nuovo Presidente della Repubblica, con gli attesi strappi (difficili da recuperare) in FI, che necessita di un urgente confronto interno. Gli strappinel NCD rinforzano la posizione politica del Presidente del Consiglio. Il M5S si è contato (i suoi voti). C’è la certezza di uno scenario poco chiaro e ricco di possibili sorprese. Un periodo di serenità politica e di buon vicinato dei nostri parlamentari, farebbe bene a tutto e a tutti. Intanto restiamo alla finestra a guardare, in attesa.

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1 février 2015 7 01 /02 /février /2015 10:59
AUGURI PRESIDENTE MATTARELLA

Sergio MATTARELLA è stato eletto al quarto scrutinio Presidente della Repubblica.

Sergio Mattarella, uomo di poche parole ma duro sui valori. Dc di sinistra, senza macchie e contrario alla "politica gridata".

di Fabrizio Finzi/Ansa 31.1.2015

Un presidente a cui non piace la "politica gridata", l'inutile "aumento del volume di decibel" per far passare le proprie ragioni. Uomo senza macchie, democristiano vero e figlio d'arte di uno dei fondatori della balena bianca. Ma di sinistra. Silenzioso, poco ciarliero, a volte tagliente; misuratissimo con le parole, le vocalizza in sussurro che costringe gli interlocutori ad avvicinarsi. Motivo' in Tv le sue esplosive dimissioni contro la legge Mammi' ma sembrava che uscisse dal Governo per farsi una bella passeggiata: "Naturalmente voteremo la fiducia - disse nel 1990 lasciando il Governo Andreotti (vice-premier era Claudio Martelli - ma questo non significa che non abbiamo fatto bene a dimetterci dal governo. C'e' una direttiva comunitaria e - aggiunse impassibile mentre spiegava il suo dissenso a una norma che fu definita "salva-Fininvest - abbiamo ritenuto inammissibile porre la fiducia su una norma che di fatto entra in contrasto con una decisione comunitaria. Sarebbe stato singolare non dimettersi''.Buona parte della sua storia si svolge a Roma dove per impegni di governo del padre si trasferisce e compie tutti gli studi fino alla laurea in Giurisprudenza. Torna a Palermo per amore perche' sposa Marisa, sorella di Irma gia' moglie di Piersanti, e qui si stabilisce ("Abbiamo una piccola casa in affitto a Roma citta' nella quale peraltro abitano i miei tre figli Bernardo, Laura e Francesco", disse in una intervista di qualche anno fa). Milita nella corrente di Aldo Moro, entra in Parlamento la prima volta nel 1983. Quattro anni dopo, il balzo nel governo alla guida del ministero dei Rapporti con il Parlamento, prima nell'esecutivo De Mita poi in quello Goria Avvocato e professore di diritto parlamentare, Mattarella appartiene ad una famiglia di solida tradizione democristiana: il padre, Bernardo, e' stato piu' volte ministro nella Prima Repubblica; suo fratello Piersanti, presidente della Regione Sicilia, e' stato ucciso dalla mafia nel 1980. Da quel dramma trovo' la voglia di far veramente politica e non dimentico' mai di tenere alta la guardia contro le cosche. Agli esordi De Mita lo spedi' in Sicilia a bonificare la Dc di Lima. Le radici democristiane sono profonde e radicate, dall'Azione Cattolica attraverso la Dc, dal Partito Popolare di cui e' stato uno dei principali rappresentanti, fino alla Margherita. Sarà il primo presidente siciliano, il piu' "meridionale" a guidare il Quirinale. Che peraltro da tempo vede tutti i giorni lavorando di fronte, alla Consulta, e vivendo a pochi passi nella foresteria della Corte costituzionale. Parlamentare dal 1983 al 2008, Mattarella ha anche una buona esperienza di Governo: ministro per i Rapporti con il Parlamento nel governo De Mita, della Difesa, e vicepremier, nel governo D'Alema (sotto la sua gestione fu abolita la "naja", il servizio militare obbligatorio). Conosciuto fuori dalla politica soprattutto per la spinta che diede alla nascita del primo sistema elettorale maggioritario (ribattezzato, appunto, "Mattarellum"). Fu relatore delle leggi di riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che, recependo l'esito del referendum del 1993, introducevano una preponderante componente maggioritaria. La legge Mattarella fu impiegata per le elezioni politiche del 1994, del 1996 e del 2001. La sua anima di "sinistra" non ebbe mai tentennamenti e solo Rocco Buttiglione riusci' a fargli alzare di un niente i toni dell'eloquio facendo intravedere una vena umoristica. Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, defini' il segretario Buttiglione, che ostinatamente cercava l'alleanza con la destra berlusconiana, "el general golpista Roquito Butillone". Poi, subito piu' serio, diede corpo alle sue convinzioni piu' radicate definendo "un incubo irrazionale" la sola ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo. Ma con Berlusconi non ci furono mai rapporti diretti e Mattarella espresse le sue posizioni in tempi non sospetti quando spiego' che "non era possibile che chi ha tre reti televisive scenda in politica".Arrivando poi nel 1995, in pieno "berlusconismo", a forzare la sua prudenza cosi': "Dopo il gran premio di Imola, la finale di coppa Uefa, tutte le occasioni e tutte le telecamere sono buone per la Fininvest per scatenare la sua offensiva sui referendum, naturalmente aggirando o forzando le norme che regolano le campagne elettorali. La spregiudicatezza con cui si muovono gli uomini Fininvest - disse senza peli sulla lingua - e' la prova lampante di quali siano gli interessi realmente in gioco''. Non ha grande esperienza di politica estera ma seppe farsi conoscere a Washington quando, da ministro della Difesa, sostenne con convinzione la delicata partecipazione dell'Italia all'operazione Allied Force, con la quale la NATO era intervenuta nella guerra del Kosovo. In quel periodo si varo' una riforma molto attesa dagli italiani: l'abolizione del servizio di leva obbligatorio.

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31 janvier 2015 6 31 /01 /janvier /2015 06:47
Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.

ALLOCUTION DU MAIRE DEPUTE' CHRISTIAN ESTROSI

Cari amici italiani di Nizza e Nizzardi d'Italia,

Ho mantenuto la promessa ! Lors de mes vœux, l'année dernière, je vous avais dit que nous retrouverions, sur ce lieu, le souvenir que mes prédécesseurs avaient voulu dédier aux Italiens de Nice, et à tous les Italiens, et que d'autres de mes prédécesseurs ont voulu faire disparaître. Lorsque je vous ai annoncé ma décision, c'était dans un double but : rétablir l'ordre des choses, et réparer une injustice. C'est pour cela que ce début d'année, en lieu et place de la cérémonie habituelle des vœux à la communauté italienne, dans les murs de la villa Masséna, c'est ici que j'ai voulu vous réunir. En cette année 2015, j'ai demandé à ce que Nice commémore par plusieurs événements marquants l'entrée en guerre de l'Italie aux côtés de la France, en mai 1915.

Et la cérémonie de ce matin est le premier de ces événements, avant la grande exposition sur Nice et l'Italie dans la guerre, qui ouvrira au moment précis de la date commémorative. C'est en cela que j'ai voulu rétablir l'ordre des choses, ici et maintenant. Car je n'oublie que le conseil municipal de Nice, le jour même de l'armistice, 11 novembre 1918, sous la présidence de François Goiran, le maire de l'époque, vota d'enthousiasme sa décision de baptiser du nom de "boulevard des Italiens" cette grande voie qui, entre le Paillon et le Vieux-Nice était une des principales artères de la ville d'alors. Ce vote, il était inspiré par le sacrifice des deux petits-fils de Garibaldi, morts pour la France avant même l'entrée en guerre de leur pays, à l'hiver 1914-1915.

Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015. Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.
Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.
Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015. Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.

Ce vote, il était inspiré par le terrible combat qui emporta, sur l'Isonzo, tant de jeunes Italiens, dont plusieurs dizaines étaient établis à Nice. Ce vote, il était inspiré par le supplice de Cesare Battisti, pendu par les Autrichiens en 1916 parce qu'il voulait la liberté de Trento, qui conduisit ce même conseil municipal à lui donner un nom de rue, dans le quartier de Riquier, à l'égal d'un si grand nombre de villes et de villages d'Italie. Et ce vote, enfin, se conclut par cette phrase du général Goiran, que je reprendrais volontiers, aujourd'hui, à mon compte : "Honneur et gloire à nos frères italiens". En baptisant aujourd'hui du nom d'allée des Italiens cet axe majeur de notre promenade du Paillon, c'est cet ordre des choses que je voulais rétablir. Et puis c'est une injustice que je voulais réparer. Car, lorsque le conseil municipal de Nice décide, sous la présidence de Virgile Barel, le 17 avril 1945, de débaptiser le boulevard des Italiens pour lui donner le nom de boulevard Jean-Jaurès, il a commis une injustice. La mémoire de Jean Jaurès n'est pas ici en cause. Tous les Français, aujourd'hui encore, honorent le souvenir de ce grand républicain, de ce défenseur de la paix et des plus humbles. Mais ce qui inspira ce choix, ce fut la volonté, en 1945 et à la suite "de diverses requêtes", comme le dit pudiquement la délibération pour brider le flot de haine qui se déversa alors, de punir collectivement le peuple italien du fascisme et de la Seconde guerre mondiale aux côtés de l'Allemagne. Je ne souscris pas aux punitions collectives, pas plus qu'aux responsabilités collectives.

Le fascisme a été abattu, ses principaux dirigeants ont payé, la paix a été signée, je m'en tiendrai à ce constat.

Et je dis aujourd'hui que les Italiens de Nice, en particulier, n'avaient pas à en porter les fautes. Ils ont, autant que d'autres, et dans certains domaines plus que d'autres, contribué à faire de Nice cette ville magnifique et si douce à vivre, et ils continuent encore aujourd'hui.

C'est pourquoi, tout en conservant le nom de Jean Jaurès au boulevard, j'ai voulu que cette allée porte témoignage, par son nom, de ce que furent et de ce que demeurent, dans notre cœur et pour notre cité, les Italiens de Nice. Cari amici italiani di Nizza e Nizzardi d'Italia, Ho mantenuto la promessa ! Et je vous adresse mes vœux les plus sincères de bonheur, de santé et de prospérité pour 2015 !

Auguri !

Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015. Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.
Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.

Discours du Consul Général d’Italie, Mme Serena LIPPI, à l’inauguration de l’Allée des Italien à Nice le 29 janvier 2015.

Monsieur Christian Estrosi, Député Maire de Nice, Président de la Métropole Nice Côte d’Azur - Mesdames et Messieurs les élus, Excellences Mesdames et Messieurs les représentants de la communauté italienne et française !

C’est avec un immense plaisir que j’ai accepté l’invitation du Député Maire, Christian Estrosi, à l’inauguration de cette Allée dédiée aux italiens. C’est pour moi une opportunité extraordinaire de pouvoir remercier du fond du cœur nos amis français et la ville de Nice pour ce cadeau, qui nous permet aujourd’hui de nous sentir fier d'être italiens. Ce que j’ai toujours admiré dans votre Pays c’est le profond sentiment d'appartenance à la Nation et l’orgueil de vos citoyens d'être français, ainsi que l'unité de tout un peuple face à de graves évènements, comme par exemple durant les récentes attaques terroristes à Paris. La France a été frappée dans son cœur, de plus dans une période qui pour nos amis français est traditionnellement un mois de fête au cours duquel ils échangent leurs vœux pour la nouvelle année et, avec la France, ce sont tous les citoyens libres qui ont été touchés. Mais comme l’ont témoigné les millions de personnes qui sont descendues dans les places et dans les rues du monde entier pour le montrer, notre réponse à la haine et à la terreur ne sera jamais la peur, mais plutôt une détermination de plus en plus forte en défense des principes universels de démocratie et civilisation, qui ne pourront jamais être violés. Face à cette forte mobilisation de solidarité, il est évident que l'unité est l'arme la plus puissante en notre possession pour vaincre le terrorisme islamique. Et pour cette raison, pour témoigner la solidarité du peuple italien à la France, notre Président du Conseil, Matteo Renzi, a participé en première ligne à la marche de Paris et moi-même, au nom de mon Gouvernement, j’ai été très fière d’être présente à la marche silencieuse qui à Nice a recueilli des milliers de personnes. Mais ces épisodes tragiques ne devraient pas être seulement là pour nous faire redécouvrir le sens de la solidarité, de l'unité et la fierté d'appartenir à des Pays comme la France et l’Italie dans lesquels les valeurs de liberté et de démocratie sont respectés et reconnus comme droits fondamentaux. Les citoyens français sont toujours un modèle d’orgueil national, et nous italiens nous voulons les suivre dans cette direction ... L’Italie, malgré les difficultés du moment, travaille sérieusement pour mettre en œuvre des réformes structurelles, qui nous permettrons de sortir de la crise économique et de renforcer la confiance des nouvelles générations dans notre Pays. Peut-être que les italiens mêmes ne savent pas encore bien la façon dont notre technologie est considérée avec respect dans le monde entier: les entreprises, les travailleurs et les chercheurs sont à la pointe de l’avant garde, et nous devrions être fiers du travail qu'ils font. La semaine passée, au Forum économique mondial de Davos, notre vice-Ministre de l'Economie, Calenda, a montré un aperçu d'une vidéo intitulé "ITALY, the extraordinary commonplace" qui veut démystifier certains des principaux stéréotypes sur l'Italie, en mettant en évidence nos points forts: Italiens « fabricants de pizza »? Bien sûr, mais il ne faut pas oublier que l'Italie est un chef de file mondial dans la création de grandes infrastructures avec 1000 bâtiments dans 90 Pays. Italiens « Latin lover »? Oui, l'Italie est à la 5ème place pour les produits manufacturés et leader dans l'exportation de produits pharmaceutiques et biomédicaux. Italiens « Les amoureux de la dolce vita »? Oui, car l'Italie est le leader incontesté dans la production de super-yachts, avec 40% des commandes mondiales attirés par l’élégance et le design. Italiens « passionnés de nourriture » ? Oui, à l’EXPO de Milan l’Italie accueillera plus de 140 Pays pour discuter ensemble sur la meilleure façon de nourrir la planète. En réfutant les clichés, cette vidéo montre l’Italie telle qu'elle est aujourd'hui, c’est à dire un important producteur de biens technologiques, deuxième exportateur européen en ingénierie et automatisation mécanique, et premier Pays dans la liste du patrimoine mondial de l'UNESCO. Cette perspective veut générer une nouvelle prise de conscience sur notre Pays, sur nos excellences, sur notre positionnement dans le monde réel, pour stimuler la croissance du Made in Italy à l'étranger et augmenter les investissements en Italie. Pour ces raisons, l’Allée qui est consacrée aux italiens aujourd'hui devrait nous remplir de fierté et augmenter la conscience de notre valeur, stimuler notre créativité et notre engagement à nous améliorer toujours plus pour atteindre de nouveaux objectifs. Je voudrais donc saisir cette occasion, Monsieur le Député Maire, pour vous remercier pour l’amitié, la disponibilité et la coopération que vous manifestez toujours à l’égard de la communauté italienne et aussi pour la grande passion et énergie que vous mettez chaque jour pour rendre votre ville toujours plus belle et agréable pour nous et nos familles. Je pense en particulier aux nombreux projets visant à améliorer la qualité de la vie et de l’environnent comme cette coulée verte, qui est le symbole d’un accent sur l’avenir qui vous fait grand honneur.

La Promenade du Paillon, qui a littéralement changé le visage d'une grande partie de Nice, est une démonstration concrète de la façon dont l'espace urbain peut être transformé, en un court laps de temps, afin de répondre aux besoins esthétiques et récréatifs de la communauté. Cette Promenade n’est pas seulement «utile» mais agréable, divertissante pour les adultes et les enfants et elle a été immédiatement adoptée par les habitants et les touristes. Nous italiens sommes stupéfaits par la rapidité dans la réalisation de ce projet ... Le Député Maire Estrosi n’est pas étranger à ces défis, tandis que malheureusement l'Italie a un triste record d'œuvres coûteuses, souvent inutiles, jamais terminée.. Cette initiative pour de nombreux Italiens est incroyable et nous sommes très fiers qu’une partie de la nouvelle Promenade du Paillon, de cet important projet écologique que vous avez réalisé, soit dédié à nos compatriotes. Personnellement, je suis vraiment heureuse d’habiter dans une ville si belle et intéressante, où depuis mon arrivée j'ai été accueilli avec beaucoup de chaleur, et je suis particulièrement fière d'avoir l'occasion d’exercer ma charge de Consul Général d’Italie dans un contexte si dynamique et stimulant. Lors de ma première année de fonction à Nice, j’ai eu l'occasion de travailler en étroite collaboration avec votre Administration à de nombreuses reprises et j’ai toujours apprécié votre professionnalisme et votre efficacité. Pour atteindre des objectifs ambitieux il faut, aujourd'hui plus que jamais, un partenariat solide entre nos deux Pays et je suis sûre que nos cultures, si importantes et si rapprochées vont nous permettre de travailler toujours ensemble d'une manière excellente. Mais nous savons bien que les objectifs ambitieux se réalisent en travaillant main dans la main, unis, et c'est précisément pour cette raison que, depuis mon arrivée, et avec l'aide précieuse de mes collègues et collaborateurs, je travaille pour rendre notre Consulat Général plus efficace, avec des services plus réactifs aux besoins des citoyens et des entreprises, mais aussi pour en faire un point de référence et un lieu de rencontre, une vraie maison pour tous les italiens qui vivent et travaillent dans notre circonscription. La manifestation de samedi soir au Consulat, dédiée à la beauté des 50 sites italiens inscrits dans la Liste du Patrimoine Mondial de l'UNESCO, a été un magnifique résultat, d'autant plus que le public était composé de centaines d'italiens, mais aussi de nombreux français: et c’est exactement la voie de son succès. Et bien cette soirée a été rendue possible grâce au soutien des organismes italiens présents à Nice et à la contribution de certains sponsors italiens, ce qui démontre non seulement l'attractivité de l'art et de la culture italienne, mais surtout la vitalité de notre communauté résidante dans cette Région. Je tiens donc à saluer et remercier pour leur collaboration les représentants de la communauté italienne, la Présidente et le Directeur de la Chambre de Commerce italienne, la Présidente du Coalcit ainsi les autres Présidents et représentants des Associations italiennes actives dans cette circonscription. En partenariat avec eux - et bien sûr en collaboration toujours étroite avec la Ville de Nice - nous sommes déjà en train de travailler sur de nombreux projets dans la planification 2015: le Carnaval, les jumelages avec certaines villes italiennes, l’EXPO de Milan, la fête de la République, l’Italie à table. Une fois encore, je voudrais vous remercier, Monsieur le Député Maire, et je voudrai renouveler à vous tous mes meilleurs vœux pour la Nouvelle Année, qu’elle soit un année de paix, de bonheur, de santé et prospérité, pour vous tous et vos familles. C’est un vrai plaisir de travailler avec vous et pour vous tous.

W l’Italie et W la France!

Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.
Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015. Inauguration de l’Allée des Italiens à Nice le 29 janvier 2015.

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26 janvier 2015 1 26 /01 /janvier /2015 20:45
Ventimiglia: il 2 febbraio nuova lezione per il corso di fotografia dell'Unitrè

Ha preso il via , con buon successo, lunedì 26 gennaio, nella sede di Ventimiglia dell’Unitrè intemelia, il Corso di fotografia intitolato: viaggi e sensazioni con l’esperto Ermanno D’Andrea. Nel corso della prima lezione sono state proposte, con l’ausilio del computer, belle immagini di Concorsi fotografici sia italiani che stranieri, da Castelluccio di Norcia (Umbria) al Rwanda, dalle ragazze del New Jersey, ai ragazzi del ’99… passando per un viaggio a Marsiglia, un réportage in Antartide (di Marcello Libra) per arrivare alle più vicine Val Nervia e Bordighera; non sono mancate via via opportune spiegazioni “tecniche”.

I partecipanti si sono già dati appuntamento per la 2a lezione in programma negli stessi locali di via Sottoconvento 84, alle ore 15,30 di lunedì 2 febbraio. E’ in distribuzione , in sede Unitrè , il programma per la trasferta in pullman a Viareggio nella giornata del martedì grasso di Carnevale 17 febbraio 2015 ; l’organizzazione “tecnica” è affidata All’Agenzia Viaggi Avast, per contatti tel.0184/358197.

Eduardo Raneri

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26 janvier 2015 1 26 /01 /janvier /2015 16:28
Economia : Tanta liquidità! Cosa farne?

Tanta liquidità: cosa farne?

Di Rino Impronta

Default: una brutta parola? No. E’ solo la preoccupazione che qualche Paese possa non onorare gli impegni assunti, emettendo titoli di debito pubblico (c.d. debito sovrano). Se ne parla in Venezuela, in Russia. Se ne potrebbe parlare in questi giorni anche in Grecia, dopo l’esito delle elezioni (Tsipras è orientato a non rispettare le regole imposte dalla Troika: Commissione europea, BCE e Fondo monetario internazionale). Al contrario, il nuovo capo del governo greco, non dovrebbe farsi sfuggire l’occasione di capitalizzare il suo successo. Dovrebbe raccogliere i suggerimenti e le indicazioni che arriveranno dalla Troika, evitando di creare un effetto domino nel sistema europeo, coinvolgendo quei Paesi che hanno già dato il loro contributo al finanziamento e al risanamento della economia greca. E’ sufficiente ricordare che il nuovo capo del governo eredita da altri l’attuale situazione. Non ha colpe, ma solo il dovere (con riferimento alle promesse e agli impegni assunti in campagna elettorale) di provare a far ripartire l’economia greca.Tsipras è come Renzi: giovane rottamatore che ha creato numerose aspettative fra gli elettori, allo spasimo e sfiduciati per le incaute scelte in politica economica dei predecessori. Speriamo che sappia tenere la barra del timone nella giusta direzione. Si rischia di far apparire l’UE come un’operazione di facciata e non una vera alleanza economica. La manovra (Quantitative easing) del Presidente Draghi ha come obiettivo il risanamento di alcune economie a rischio e farlo accettare, non si sa come, alla Germania. Con l’immissione in circolazione di questa nuova massa di liquiditàla BCE ha avviato un programma di acquisto di titoli di stato ( per una cifra complessiva di 1.140 miliardi di euro dal marzo 2015 a settembre 2016)ponendosi un obiettivo finale: far salire il tasso di inflazione nella zona euro fino al 2%. Tornando ai problemi italiani, mi viene in mente la massa di crediti da riscuotere da parte del sistema PMI nei confronti della PA (Pubblica Amministrazione). Alla luce dell’arrivo di tanta liquidità, chiedo agli addetti ai lavori: è possibile destinare parte di questa liquidità al pagamento dei debiti pregressi, facendo ripartire le politiche necessarie per riorganizzare il settore e riassumere quanti hanno perso il lavoro? Qualche esperto ha già risposto che “tecnicamente non è possibile”. A questa risposta mi permetto di ricordare al tecnico di turno che un’operazione simile fu fatta già in passato.Quanti di noi hanno avuto modo di parlare o discutere di “scala mobile”? Ufficialmente conosciuta come “indennità di contingenza”, alla fine degli anni ’70 e inizio anni ’80, fu oggetto di una sua rivisitazione e di una riflessione sulla sua erogazione. Esisteva un “paniere”, contenente beni particolari di largo consumo. Con riferimento all’andamento dei prezzi di tali beni, un’apposita Commissione procedeva, trimestralmente, alla verifica dell’andamento dei prezzi dei predetti beni, provvedendo - con il meccanismo della scala mobile - all’adeguamento del costo della vita. Lo scenario economico non era come quello di oggi ma, al fine di recuperare il potere di acquisto dei salari, sindacati e Confindustria affrontarono la soluzione di questo problema. Infatti la stessa scala mobile fu abrogata tra il 1984 e il 1992. Motivazione: qualcuno si era accorto che era nato un circolo vizioso che aveva prodotto comunque la crescita dell’inflazione. Chiedo ancora un piccolo sforzo di memoria: sarà nei ricordi di molti (mi rivolgo a coloro che erano attivi nel mondo del lavoro) che ad un certo punto – proprio alla fine degli ’70 e i primi anni ’80 – si pensò (prima di abolire la scala mobile) di congelare la stessa, per le cause esposte in precedenza.
Al fine di non provocare danni notevoli ai lavoratori, i vari governi in carica decisero di sostituire il mancato adeguamento dei salari – adeguamento della scala mobile – trasformando l’importo maturato e non riconosciuto, in titoli di stato al portatore (speciali emissioni di BTP) con scadenza quinquennale e decennale e con tassi a due cifre.
Lo Stato difendeva i percettori di salari e stipendi, riconoscendo loro - a fronte degli aumenti del costo della vita - importi che producevano interessi semestrali e il capitale riscuotibile alla loro scadenza. Veniamo ai giorni nostri. Lo scenario è simile, ma non uguale, il momento è difficile e le cause sono note un po’ a tutti: disoccupazione - alta quella giovanile -, chiusura di aziende, sistema PMI che non riesce ad incassare i crediti maturati per servizi e forniture offerte allo Stato.Certo è che la soluzione del pagamento dei debiti dello Stato è molto complessa nel suo insieme. Sarebbe sufficiente ripescare le norme emanate a suo tempo per il pagamento della contingenza e adattarle alle esigenze di oggi. La loro negoziazione potrebbe avvenire in un canale parallelo o secondario del mercato dei titoli. Tutto ciò sottoposto a precisa regolamentazione. Questione di volontà. Di ciò beneficerebbero sia il sistema bancario, che nel riaprire le linee di credito alle aziende, avrebbe in garanzia titoli di stato con un rendimento più che interessante. Beneficerebbero le aziende che a fronte della garanzia offerta con i titoli si vedrebbero offrire una liquidità a costi molto bassi e poter affrontare con tranquillità tutti i progetti di rilancio e ripartenza della produzione. Il secondo mercato manifatturiero più importante d’Europa non può subire o essere trascurato dagli interventi risolutivi. Le risorse e le soluzioni ci sono. Ci vuole il coraggio di mettere sul tavolo proposte intelligenti e realistiche. I voli pindarici è meglio lasciarli agli acrobati.

Economia : Tanta liquidità! Cosa farne?

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26 janvier 2015 1 26 /01 /janvier /2015 08:20

PIRATERIA. BLITZ DELLA GDF: OSCURATI 124 SITI ILLEGALI. TRASMETTEVANO NUMEROSI EVENTI SPORTIVI E INTERI CAMPIONATI DI PIÙ DISCIPLINE SPORTIVE,NONCHÉ CONCERTI MUSICALI E OPERE CINEMATOGRAFICHE E TELEVISIVE SENZA POSSEDERE I RELATIVI DIRITTI, APPARTENENTI A MOLTEPLICI OPERATORI DELLE TV A PAGAMENTO E NON, NAZIONALI ED ESTERE.

ROMA, 25 gennaio 2015. 124 SITI WEB SONO STATI OSCURATI DAIFINANZIERI DEL COMANDO UNITÀ SPECIALI IN UNA VASTA OPERAZIONE DI CONTRASTO ALLA PIRATERIA AUDIOVISIVA IN CORSO DA STAMATTINA. IL NUCLEO SPECIALE FRODI TECNOLOGICHE - SPIEGA UNA NOTA – HA ESEGUITO UN PROVVEDIMENTO DI SEQUESTRO DEL GIP CAPITOLINO GASPARE STURZO NELL'AMBITO DI UN'INCHIESTA COORDINATA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI ROMA, NELLO ROSSI PROCURATORE AGGIUNTO ED EUGENIO ALBAMONTE SOSTITUTO. L'ATTIVITÀ È STATA AVVIATA GRAZIE AD UNA DENUNCIA DI SKY ITALIA. LE INDAGINI, SVILUPPATE CON LA COLLABORAZIONE DEL NUCLEO SPECIALE RADIODIFFUSIONE editoria, HANNO CONSENTITO DI VERIFICARE COME I SITI IN QUESTIONE TRASMETTESSERO NUMEROSI EVENTI SPORTIVI E INTERI CAMPIONATI DI PIÙ DISCIPLINE SPORTIVE,NONCHÉ CONCERTI MUSICALI E OPERE CINEMATOGRAFICHE E TELEVISIVE SENZA POSSEDERE I RELATIVI DIRITTI, APPARTENENTI A MOLTEPLICI OPERATORI DELLE TV A PAGAMENTO E NON, NAZIONALI ED ESTERE. IN PARTICOLARE, È STATO ACCERTATO CHE VENIVANO OFFERTI CONTENUTI PIRATA SIA IN MODALITÀ "STREAMING LIVE" CIOÈ INDIRETTA, SIA IN "STREAMING ON DEMAND", A RICHIESTA DEGLI UTENTI. TUTTI I SITI, POSIZIONATI SU SERVER ALL'ESTERO, RIPORTAVANO VERI E PROPRI PALINSESTI ORGANIZZATI PER FACILITARE LA SCELTA DEL PROGRAMMA PREFERITO. LA LORO FONTE DI GUADAGNO PRINCIPALE È LEGATA AI BANNER PUBBLICITARI INSERITI NEL CORSO DELLE TRASMISSIONI IN PERCORSI CHE LO SPETTATORE È OBBLIGATO A SEGUIRE. LE INDAGINI HANNO ANCHE RISCONTRATO CHE UNA PARTE DEI CONTATTI PUBBLICITARI È FITTIZIA, DAL MOMENTO CHE SONO STATI INSERITI AUTOMATISMI FRAUDOLENTI CHE CONTEGGIANO PERIODICI CLICK SUI BANNER, IN REALTÀ MAI AVVENUTI DA PARTE DELL'UTENTE CHE FRUISCE DEI PROGRAMMI TV ONLINE. TRA I DOMINI SEQUESTRATI NE È SPUNTATO UNO, "SPORTLEMON.TV",REGISTRATO A NOME DELLO SVEDESE GOTTFRID SWARTHOLM, GIÀ NOTO ALLE CRONACHE GIUDIZIARIE INTERNAZIONALI IN QUANTO COFONDATORE DEL SITO ILLEGALE "THE PIRATE BAY" E CONDANNATO NEL SUO PAESE, NEL 2009, AD UN ANNO DI PRIGIONE PER VIOLAZIONE DEL COPYRIGHT E NEL 2013 PER FRODE ED HACKING AGGRAVATO. (ANSA).

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18 janvier 2015 7 18 /01 /janvier /2015 08:34
IL MONDO MUSULMANO IN RIVOLTA CONTRO LE CARICATURE DI MAOMETTO. CHIESE IN FIAMME

MONDO MUSULMANO IN RIVOLTA CONTRO LE CARICATURE DI MAOMETTO. Chiese in fiamme in Niger. Hollande difende la libertà di espressione.

Roma, 17 gennaio 2015. Si moltiplicano e si aggravano leproteste nel mondo islamico contro la nuova caricatura diMaometto pubblicata dalla rivista satirica Charlie Hebdo dopo la strage del 7 gennaio nella sua redazione. E se il presidentefrancese Francois Hollande tiene il punto e ribadisce oggi che la libertà di espressione è un valore fondante per la Francia, in Medio Oriente e in Africa le critiche e le proteste sonoaccompagnate dal timore delle autorità che la situazione possaprecipitare. Tra i Paesi non musulmani si distingue la Russia,Paese a maggioranza cristiana ma multietnico e multiconfessionale, che ha de facto vietato la ri-pubblicazione delle caricature. Oggi le proteste sono sfociate in violenze e vandalismo in Niger, ma ci sono state proteste anche nello Yemen, a Gaza è stato imbrattato il muro di cinta dell'istituto di cultura francese con frasi minacciose e nuove critiche sono arrivate dai vertici afgani. Una grossa manifestazione si è tenuta inoltre a Magas, capitale della repubblica caucasica dell'Inguscezia e per lunedì il leader ceceno Ramzan Kadyrov annuncia 500mila persone in piazza contro le caricature di Maometto. Nelle stesse ore, da Parigi arrivava la notizia che la tiratura dell'ultima copia di Charlie Hebdo arriverà a sette milioni di esemplari. "La Francia ha principi e valori e la libertà di espressione" è proprio uno di questi valori, ha detto il presidente Francois Hollande, criticando i Paesi dove si sono tenute le manifestazioni di protesta: "li abbiamo sostenuti nella lotta contro il terrorismo". Le proteste, però, continuano, anzi, si moltiplicano. Almeno tre chiese - secondo un giornalista di France Presse, testimone oculare - sono state date alle fiamme in Niger durante la manifestazione ispirate dalla la nuova prima pagina della rivista satirica francese, su cui un Maometto in lacrime mostra il cartello "Je suis Charlie" e, sopra, la scritta "tutto è perdonato". Un migliaio di persone si sono radunate presso la grande moschea di Niamey per protestare contro il giornale francese, scandendo slogan come "Abbasso la Francia", "Abbasso Charlie Hebdo" e "Allah Akbar" (Dio è grande); diversi manifestanti hanno lanciato pietre contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. Temendo che la situazione degeneri ulteriormente, un centinaio di agenti di polizia in assetto anti-sommossa sono stati dispiegati davanti alla cattedrale e l'ambasciata francese a Niamey ha invitato i connazionali a "evitare in ogni modo di uscire di casa". Ieri, un poliziotto e tre civili sono rimasti uccisi nella protesta contro Charlie Hebdo tenuta nella seconda città del Niger, Zinder, dove tre chieste sono state saccheggiare e un centro culturale francese dato alle fiamme. Altre 45 persone sono rimaste ferite. Decisamente più piccolo il raduno nello Yemen, dove alcune decine di persone hanno manifestato oggi davanti all'ambasciata di Francia a San'a. La piccola folla ha scandito slogan contro la Francia, come "ambasciatore vattene", agitando bandierine con sopra scritto "l'esercito di Maometto si è risvegliato". Davanti alla sede diplomatica sono state rafforzate le misure di sicurezza. Il presidente afgano Ashraf Ghani ha intanto definito un atto "irresponsabile" la pubblicazione della nuova caricatura di Maometto, definendola "oltraggiosa per la sacra religione dell'islam e per il mondo musulmano. Simile la posizione dell'amministrazione dell'Inguscenzia, dove oggi, nella capitale Magas, migliaia di persone hanno partecipato alla protesta "contro le vignette del Profeta, l'islamofobia e gli insulti alla fede dei musulmani". La leadership di questa repubblica caucasica della Federazione russa, a maggioranza musulmana, ha autorizzato la manifestazione e il presidente Yunus-Bek Evkurov ha definito la pubblicazione delle caricature di Maometto come "estremismo di Stato da parte di vari Paesi occidentali". Anche l'autority russa per i media,Rozmkomnadzor, ha messo in guardia dal pubblicare caricature del

profeta Maometto, avvertendo che questo sarebbe contrario allalegge e alla morale della Russia. "Diffondere caricature su temi religiosi nei media può essere considerato insultante o umiliante per i rappresentanti di confessioni e gruppi religiosi e qualificato come incitamento all'odio religioso ed etnico", reato in base alla legge russa. Inoltre tale pubblicazione violerebbe le leggi media e anti-estremismo russe, secondo l'autorità, che ha chiesto ai media russi di "astenersi dalla pubblicazione di caricature che possono essere interpretate come violazioni". Ieri una grande manifestazione contro le caricature si è svolta ad Amman, con 2.500 partecipanti, membri della Fratellanza musulmana e di organizzazioni giovanili che hanno sfilato nella calma, ma sotto altissima sorveglianza. Proteste sempre ieri anche a Gerusalemme East e ad Algeri, mentre a Dakar in Senegal un migliaio di persone ha protestato e davanti all'ambasciatafrancese è stato bruciato il tricolore rosso-bianco-blu. InPakistan i manifestanti sono scesi in strada in cinque città e a Karachi ci sono stati violenti scontri con la polizia, con un ferito grave. (askanews)

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18 janvier 2015 7 18 /01 /janvier /2015 07:34
È giusto estorcere denaro facendo leva sul pietismo e calpestando la dignità di chi soffre?

Agnese Pellegrini a Franco Abruzzo: “Da qualche settimana, una nota organizzazione internazionale diffonde sulle televisioni il proprio invito a donare soldi per progetti di sostentamento ai bambini africani. È giusto estorcere denaro facendo leva sul pietismo e calpestando la dignità di chi soffre? Esiste un limite?”.

17.1.2015. Caro Franco, vorrei proporre a te e ai tuoi lettori una riflessione, premettendo prima di tutto che le mie non sono osservazioni “professionali”, ma personali. Noi giornalisti abbiamo il codice etico, le varie carte e una serie di saggi insegnamenti che ci spronano – giustamente – a tutelare i bambini, prima di tutto, ma anche gli anziani, i malati e tutti coloro che vivono una condizione di disagio. Mi sembra che questo sia un dovere umano, prima che professionale. Ma queste stesse regole esistono anche nelle cosiddette “pubblicità progresso”?

Mi spiego. Da qualche settimana, una nota organizzazione internazionale diffonde sulle televisioni il proprio invito a donare soldi per progetti di sostentamento ai bambini africani. Un’iniziativa lodevole, assolutamente. Trovo però che la solidarietà debba essere uno stile di vita che va insegnato, non un qualcosa da esigere attraverso uno sterile e fastidioso pietismo, che fa leva sui sensi di colpa e non sull’educazione personale. In questa pubblicità, vengono fatti vedere bambini che stanno per morire, alcuni già con le mosche sul viso, piangenti, dolenti, affamati. È giusto estorcere denaro facendo leva sul pietismo e calpestando la dignità di chi soffre? Oppure, soltanto perché si tratta di un bambino africano, allora è possibile mostrarlo in video in tutto il suo squallore? Davvero pur di avere pochi spiccioli si è disposti a calpestare così la dignità di una persona?

Certo, una pubblicità che insegna il valore della solidarietà facendo leva sull’intelligenza e non sul pietismo potrà interessare poche persone. E, quindi, raccogliere meno soldi. Ma davvero il fine giustifica i mezzi? Davvero si può usare l’immagine e il dolore di poveri bambini per guadagnare?

Io non so se esistano leggi in materia. So però che non ci può essere nessun motivo per calpestare la dignità di un bambino. Neppure quello di aiutarlo a sopravvivere (e, bene inteso, i nostri spiccioli sicuramente possono dare un pasto a “quel” bambino, ma non risolveranno la situazione di un continente per il quale occorrono risposte politiche, e non elemosina).

Agnese Pellegrini

giornalista professionista

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18 janvier 2015 7 18 /01 /janvier /2015 00:38
UNION INTERNATIONALE DE LA PRESSE FRANCOPHONE LETTRE D'INFORMATION N°11 - JANVIER 2015

Nous avions prévu de publier dans ce numéro de la Lettre de l’UPF les appréciations portées par les sections de l’UPF sur les Assises de Dakar. L’actualité nous a amenés à privilégier de nouvelles réactions après les 17 morts du terrorisme en France. Nous reviendrons sur les Assises dans le prochain numéro de la lettre.

Liberté et sécurité

Après l’ignoble assassinat des 17, les réactions des organisations et des membres de l’Union de la Presse Francophone font chaud au cœur.

Que faut-il faire aujourd’hui ? Comment poursuivre notre bataille pour la liberté d’expression, tout en assurant la sécurité de nos consoeurs et de nos confrères ? Ne rien céder bien sûr… Le défi lancé par la tuerie est un appel à être encore meilleurs. Il faut plus d’enquête, plus de reportage sur le terrain. N’en restons pas à la superficialité : elle prédispose à l’obscurantisme. Nos téléspectateurs, nos auditeurs, nos lecteurs, ne sont pas condamnés à une information convenue, cédant aux modes... Ils ont besoin, nous avons besoin de tous les ingrédients nécessaires à la construction de la pensée. Y compris - y compris surtout - la caricature, la critique sans concession des idées et des dogmes.

C’est à cela que nous encourageons les médias francophones.
Nous nous réjouissons que de nombreux chefs d’États aient été présents à l’énorme marche du 11 janvier. Certains parmi eux - et beaucoup d’autres qui n’étaient pas là - restreignent les libertés des journalistes et des médias dans leurs pays. Une leçon essentielle à tirer est qu’il est indispensable de veiller pour cela à la sécurité de tous les journalistes et de tous les médias. Partout. C’est leur responsabilité. C’est celle de toutes les organisations internationales dont ils sont membres « l’ONU, l’UNESCO, l’OIF, beaucoup d’autres encore ont pris des positions claires sur la liberté des médias et des journalistes. Elles doivent exiger leur application. » .
Les 17 ne seront alors pas morts pour rien.

Jean Kouchner
Secrétaire Général International

UNION INTERNATIONALE DE LA PRESSE FRANCOPHONE LETTRE D'INFORMATION N°11 - JANVIER 2015

La marche pour la liberté d'expression

L'UPF et RSF marchent côte-à-côte
pour que les journalistes continuent
à s'exprimer librement

« De très nombreux membres de l’UPF étaient présents à la marche du 11 janvier. Une délégation composée notamment de Jean Kouchner, secrétaire général, Philippe Dessaint, Françoise Dost et Régine Lefèvre a défilé avec Reporters Sans Frontières. Cette marche immense, outre l’expression de la solidarité avec les familles et les proches des victimes, a eu pour thème central la défense de la liberté d’expression ».
L’Union de la Presse Francophone avait auparavant, dans un communiqué publié le matin du 11janvier, appelé tous les journalistes, en France et dans le monde, à "ne pas relâcher leur vigilance et leur exigence d’une information libre". "C’est de cette information que les citoyens, partout, ont besoin. C’est la mission des journalistes dignes de ce nom de s’efforcer de leur apporter. Aucune menace ne les écartera de cet objectif", soulignait le communiqué de l'UPF.


Solidarité et indignation dans toutes les sections

L'UPF mobilisée pour la liberté d'expression

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16 janvier 2015 5 16 /01 /janvier /2015 15:02
Nota informativa dell'Ambasciatore d'Italia Antonio Morabito alle Autorità di Governo del Principato di Monaco sulle conclusioni del semestre italiano di Presidenza della Unione Europea

Nota informativa dell'Ambasciatore d'Italia Antonio Morabito alle Autorità di Governo del Principato di Monaco sulle conclusioni del semestre italiano di Presidenza della Unione Europea

Si è concluso il semestre a guida italiana, concentrata sin dagli inizi a creare le condizioni per programmare agenda futura e priorità dell’UE.

Il semestre è iniziato con l’insediamento del nuovo Parlamento Europeo, la nuova Commissione e il nuovo Presidente del Consiglio Europeo, iniziando l’attività legislativa in settembre.

La presidenza italiana ha focalizzato la sua azione su obiettivi considerati prioritari.

Lotta alla disoccupazione e crescita: condotta con riforme strutturali efficaci e misure di sostegno ed incentivazione agli investimenti. Importanti per la crescita la finalizzazione di accordi commerciali con Canada e Singapore, la lotta all’evasione fiscale e l’approvazione di un bilancio dell’Unione in grado di accompagnare le iniziative per lo sviluppo economico.

Temi migratori: la presidenza ha mirato su un approccio strutturale per rispondere in maniera più efficace alle sfide e alle opportunità poste dai flussi migratori. La frontiera esterna dell’UE è una responsabilità di tutti gli Stati e - al Consiglio di ottobre - i Ministri dell’Interno hanno trovato un accordo su un testo di Conclusioni che racchiude tutti gli elementi sulla cui base la Commissione sta elaborando un Piano d’Azione.

Migrazione e Sviluppo: la Presidenza ha unificato il tema della migrazione il tema dello sviluppo, della lotta al terrorismo e della sicurezza, onde sviluppare un approccio europeo volto a contrastare i “Foreign Fighters”, in linea con le politiche degli Stati europei in seguito ai tragici avvenimenti accaduti in Francia.

Politica ambientale: importanti risultati sono stati conseguiti grazie all’Accordo quadro raggiunto dal Consiglio europeo di ottobre sugli obiettivi energetico-ambientali per il 2030, accordo che ha consentito all’Unione di presentarsi alla Conferenza di Lima con una posizione ambiziosa e di influenzarne i risultati. Importante anche la conclusione del negoziato per la Direttiva che riduce significativamente l’uso delle borse di plastica e ha consentito alla legislazione nazionale di vietare la coltivazione degli OGM.

Politica Estera: per la gestione della crisi russo-ucraina che ha accompagnato tutto il corso del semestre la Presidenza ha dovuto trovare una sintesi tra le diverse sensibilità ed interessi degli Stati Membri e ha anche assicurato una posizione europea unitaria, garantendo tutto il sostegno necessario a Kiev, mantenendo però al contempo un canale aperto con Mosca, senza eludere il rispetto dei Principi Fondamentali dell’UE.

La Presidenza italiana ha fornito il suo impulso all’approfondimento dei legami tra l’Unione Europea ed il Principato di Monaco, ai fini dell’avvio di negoziati di associazione di Monaco e di altri micro Stati alla UE.

Europa dei Diritti: principali obiettivi della Presidenza in materia di Diritti, l’accordo che il Consiglio ha trovato per un Dialogo sulla situazione dello stato di

diritto nei Paesi europei, gli sviluppi nel settore della protezione dei dati e l’eguaglianza di genere.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi nel suo intervento europeista al Parlamento Europeo, a conclusione del semestre, ha affermato che “si sta andando nella giusta direzione”, che “l’Italia è pronta a fare la sua parte”, che “l’Europa non è la fortezza ma la piazza, non il conflitto e lo scontro, ma il dialogo e l’incontro”.

Version française

Le semestre de la Présidence italienne a pris fin. Il a débuté avec l'installation du nouveau Parlement Européen, de la nouvelle Commission, du nouveau Président du Conseil Européen et la Présidence italienne a concentré son action sur les objectifs prioritaires suivants:

Lutte contre le chômage et la croissance: Réformes structurelles et mesures efficaces pour soutenir et encourager l'investissement. La finalisation des accords commerciaux avec le Canada et Singapour, la lutte contre l'évasion fiscale et l'approbation d'un budget de l'UE favorisant les efforts de développement économique ont été particulièrement importants pour la croissance.

Questions migratoires: la Présidence a mis l'accent sur une approche structurelle afin de répondre plus efficacement aux défis et aux opportunités posés par les migrations. La frontière extérieure de l'UE est une responsabilité de tous les États et - pour le Conseil d’octobre - les Ministres de l'Intérieur ont convenu d'un texte de conclusions qui englobe tous les éléments sur la base desquels la Commission prépare un plan d'action.

Migration et développement: la Présidence a unifié la question des migrations, la question du développement, la lutte contre le terrorisme et la sécurité, afin de développer une approche européenne pour faire front aux «ForeignFighters», en ligne avec les politiques des Etats européens suite aux événements tragiques qui ont eu lieu en France.

Politique environnementale: des résultats importants ont été obtenus grâce à l'accord-cadre conclu par le Conseil européen en octobre en matière d'énergie et sur les objectifs sur l’environnement pour 2030. Un accord qui a permis à l'Union de se présenter à la conférence de Lima avec des résultats. Autrement important, la conclusion des négociations pour la rédaction d’une directive, qui réduit de façon significative l'utilisation des sacs en plastique et permet aux législations nationales d’interdire la culture d'OGM.

Politique étrangère: pour la gestion de la crise russo-ukrainienne, qui a accompagné tout le cours du semestre, la Présidence a dû trouver une synthèse entre les sensibilités et les intérêts des États-Unis et a également obtenu une position européenne unifiée, apportant tout le soutien nécessaire à Kiev, en maintenant un canal ouvert avec Moscou, sans éluder le respect des principes fondamentaux de l'UE.

La Présidence italienne a abouti à l’ouverture de négociations avec Monaco et autres micro États sur un ou plusieurs accords d’association.

Europe des droits de l'homme: les trois principaux objectifs de la Présidence dans le domaine des droits de l'homme sont l'accord que le Conseil a trouvé pour un dialogue sur le règlement du droit dans les pays européens, les développements dans le domaine de la protection des données et l'égalité des sexes.

Le Président du Conseil des Ministres Matteo Renzi dans son discours au Parlement européen, à la fin du semestre, a déclaré : "nous allons dans la bonne direction», «l'Italie est prête à faire sa part", et que "«L'Europe n’ est pas une forteresse, mais une «espace ouvert», pas le conflit et la confrontation, mais le dialogue et la réunion".

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15 janvier 2015 4 15 /01 /janvier /2015 07:57
CANNES HABILLE LE PALAIS DES FESTIVALS ET DES CONGRES DE « JE SUIS CHARLIE »
CANNES HABILLE LE PALAIS DES FESTIVALS ET DES CONGRES DE « JE SUIS CHARLIE »

A l’initiative du Maire David Lisnard, Cannes habille son Palais des festivals, symbole de liberté d’expression, de diversité culturelle et d’ouverture au monde, de « Je suis Charlie » en soutien aux victimes de l’attentat de Charlie Hebdo du 7 janvier 2015. Les 24 marches les plus célèbres du Palais des Festivals, ont été recouvertes d’un tapis noir.

Un hommage a été rendu à toutes les victimes et aux policiers. Le Maire de Cannes a rappelé l’importance du lieu : « Le Palais des Festivals est plus qu’un symbole, c’est une réalité physique toute l’année, un lieu de liberté d’expression, de liberté culturelle et d’ouverture au monde à travers les manifestations culturelles, Midem, MipTV, Mipcom, dont la plus emblématique, le Festival de Cannes… dont nous profitons des polémiques (heureusement) chaque année » !

Le maire de Cannes a affiché son « soutien du monde libre aux valeurs républicaines et démocratiques, face à la barbarie du terrorisme« .

« Le secret du bonheur, c’est la liberté et le secret de la liberté, c’est le courage » (Thucydide).

Nous sommes Charlie tous ensemble!

Crédit photo : MEDIAPRESS-Ville de Cannes

ÉCRIT PAR BRIGITTE & JEAN JACQUES ROLLAND - © PHOTOS BRIGITTE LACHAUD LE 13 JANVIER 2015

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14 janvier 2015 3 14 /01 /janvier /2015 18:03
L'Ambassade d'Italie à Monaco rend hommage au Président italien Giorgio Napolitano.

L'Ambassade d'Italie à Monaco rend hommage au Président italien Giorgio Napolitano.

Aujourd’hui le Président de la République Italienne Giorgio Napolitano a conclu

son mandat et l'Ambassade d'Italie en Principauté de Monaco, témoignant les sentiments

de la communauté italienne de Monaco, remercie le Président pour son mandat

historique et exprime ses sentiments de vive et sincère reconnaissance.

Manifestant sa gratitude, l'Ambassadeur Antonio Morabito a rappelé avec

admiration que le Président a octroyé son patronage à l'exposition "Lo Stile Italiano. Arte

e Design", organisée au Grimaldi Forum à l'occasion du 150e anniversaire de l'Unité de

l'Italie, aux quatre éditions du «Mese della Cultura e della Lingua Italiana» et à la

première édition du «Forum Internationale del Made in Italy »

Le président Giorgio Napolitano a toujours été proche de la communauté italienne

par sa haute autorité et il n’a pas manqué de faire entendre sa voix à plusieurs reprises

avec des messages adressés à SAS Prince Albert. Il a souligné «l’harmonie particulière

sur les questions d'intérêt commun, l’attachement aux mêmes principes et valeurs, base

de la synergie entre les deux Pays, en particulier dans le domaine de la protection des

droits de l'homme, de la protection de l'environnement et de l’intense coopération

institutionnelle et multilatérale».

L'Ambassade d'Italie à Monaco rend hommage au Président italien Giorgio Napolitano.

Monaco, 14/01/2015

L’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco rende onore al Presidente della Repubblica

Italiana Giorgio Napolitano.

Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conclude il Suo

mandato, l’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco, sicura di esprimere i sentimenti

della comunità italiana residente a Monaco, ringrazia il Presidente per il suo storico

mandato ed esprime sentimenti di viva e sentita gratitudine.

Nell’esprimere riconoscenza, l’Ambasciatore Antonio Morabito ha ricordato con

ammirazione che il Presidente ha dato il suo Alto Patronato alla mostra “Stile Italiano.

Arte e Design”, realizzata al Grimaldi Forum in occasione dei 150 anni dell’Unita d’Italia,

alle quattro Edizioni del “Mese della Cultura e della Lingua Italiana” e alla I Edizione del

“Forum Internazionale del Made in Italy”.

Il Presidente Giorgio Napolitano è stato vicino all’intera comunità italiana con la

Sua alta autorità morale e in occasioni istituzionali non ha mancato di far presente la

Sua voce anche con messaggi indirizzati a S.A.S. il Principe Alberto, sottolineando la

condivisione di “una speciale sintonia su temi di interesse comune, principi e valori

condivisi come base della sinergia tra i due Paesi specialmente in materia di tutela dei

diritti umani, di protezione dell’ambiente e di intensa cooperazione nelle varie istanze

istituzionali e multilaterali”.

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8 janvier 2015 4 08 /01 /janvier /2015 21:16
EMOTIONS A' LA PLACE D'ARMES DE MONACO

Les journalistes du Royal Monaco ont appris avec consternation et émotion l’attaque barbare dont a été victime Charlie Hebdo. La direction, bouleversée par cet acte inqualifiable, tient à exprimer son soutien aux familles des victimes.

Laurent NOUVION, Président du Conseil National a participé avec les élus, les fonctionnaires du Conseil National, les compatriotes et les résidents à la mobilisation organisée aujourd'hui 8 janvier à 18hr à la Place d'Arme pour dénoncer la barbarie terroriste!

__________________________________________________________________

FIACCOLATA IN PIAZZA FARNESE A ROMA CONTRO L’ATTENTATO AI GIORNALISTI FRANCESI.

Alle 18h, nei pressi dell'Ambasciata di Francia, angolo via dei Baullari, a Roma, una grande fiaccolata di solidarietà contro "il vile atto terroristico nei confronti dei colleghi francesi di Charlie Hebdo e dei poliziotti massacrati". A lanciare l'iniziativa è stata la Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi) con Articolo 21 e altre sigle.

EMOTIONS A' LA PLACE D'ARMES DE MONACO
EMOTIONS A' LA PLACE D'ARMES DE MONACO
EMOTIONS A' LA PLACE D'ARMES DE MONACO

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6 janvier 2015 2 06 /01 /janvier /2015 07:38

LA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA (FNSI) RICORDA "CON COMMOZIONE I CENTO ANNI DALLA MORTE DEI PRIMI GIORNALISTI ITALIANI CADUTI NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE". E' QUANTO SI LEGGE IN UNA NOTA DELLA FNSI CHE SPIEGA COME ESATTAMENTE UN SECOLO FA, PRIMA ANCORA CHE L'ITALIA ENTRASSE IN GUERRA, SUL FRONTE DEGLI ARGONNE, IN FRANCIA, COLPITO A MORTE DAI TEDESCHI, CADDE LAMBERTO DURANTI, ANCONETANO CHE ALL'EPOCA AVEVA 25 ANNI. CON LUI, NELLA STESSA BATTAGLIA, VENNE FERITO GRAVEMENTE, UN ALTRO GIORNALISTA, IL SARDO AUGUSTO ALZIATOR DE ''IL RESTO DEL CARLINO'', CHE FU ANCHE UNO DEI PRIMISSIMI CORRISPONDENTI ITALIANI DI GUERRA. L'8 DI GENNAIO, INVECE, SULLO STESSO FRONTE DELLE ARGONNE CADDE IL SECONDO GIORNALISTA ITALIANO, IL SASSARESE ERNESTO BUTTA, CRONISTA DELLA NUOVA SARDEGNA. TUTTI E TRE SI ERANO ARRUOLATI NEL CORPO DEI VOLONTARI GARIBALDINI CHE SI ERANO SCHIERATI CON FRANCIA/GB/RUSSIA CONTRO L'IMPERO AUSRO/UNGARICO e L’IMPERO TEDESCO. OLTRE CHE IL GIORNALISMO, AVEVANO IN COMUNE LA MILITANZA NELLE FILE MAZZINIANE E SI SENTIVANO IMPEGNATI TOTALMENTE NELLA LORO VITA PROFESSIONALE E CIVILE PER IL COMPIMENTO DEL RISORGIMENTO E LA COSTRUZIONE DELL'ITALIA UNITA, CHE VOLEVANO REPUBBLICANA. UN GIORNALISMO INTRECCIATO CON LA STORIA CIVILE DEL PAESE, FONDAMENTALE PER LA COSTRUZIONE DELL'ITALIA, SOTTOLINEA LA FNSI. LAMBERTO DURANTI COLLABORÒ CON VARI GIORNALI DEL PARTITO REPUBBLICANO E FONDÒ ''LA PENNA''. LA SUA FIGURA È OGGI RICORDATA NELLE MARCHE. IL MESSAGGERO - EDIZIONE MARCHIGIANA GLI DEDICA UN ARTICOLO A FIRMA DI SERGIO SPARAPANI, CHE NE RICORDA LE ATTIVITÀ DI MILITANTE E QUELLA DI NOTISTA. NELLA MATTINATA DURANTI È STATO RICORDATO NEL CIMITERO DELLE TAVERNELLE DI ANCONA, CITTÀ CHE GLI HA DEDICATO UNA STRADA. ERNESTO BUTTA, ANCH'EGLI REPUBBLICANO ANTICONFORMISTA, GIÀ COSTRETTO A LASCIARE IL GIORNALE PER LE PERSECUZIONI POLIZIESCHE, È STATO ''RISCOPERTO'' DALLA NUOVA SARDEGNA CHE, IL 30 DICEMBRE, GLI HA DEDICATO UN ''PAGINONE'' A FIRMA DI PIERGIORGIO PINNA. CRONISTA CORAGGIOSO, SCHEDATO COME SOVVERSIVO E DIFESO DALLA SUA REDAZIONE FINO IN FONDO, FU COSTRETTO ALL'ESILIO CON L'ACCUSA DI AVER INVIATO UNA LETTERA MINATORIA AL RE. ALLA NOTIZIA DELLA MORTE, L'8 GENNAIO DEL 1915, LA NUOVA SARDEGNA, IL SUO GIORNALE, GLI DEDICÒ L'INTERA PRIMA PAGINA SFIDANDO QUALSIASI RISCHIO DI ACCUSA E PARLANDO DI ''MORTE GLORIOSA'' DEL COLLEGA, CADUTO ''PER IL COMPIMENTO DI UN ALTO DOVERE''. LA FNSI, CON L'ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA SARDA, PROPORRÀ L'INTITOLAZIONE DI UNA STRADA AI SINDACI DELLE PRINCIPALI CITTÀ SARDE PER RICORDARE ERNESTO BUTTA. LA FNSI, CON L'INPGI, L'ORDINE E LA CASAGIT, INTENDE CONTRIBUIRE ALLA RICOSTRUZIONE DELLE TESTIMONIANZE STORICHE(GIÀ AVVIATE IN MANIERA AMPIA DA PIERLUIGI FRANZ, NDR) DEL GIORNALISMO NELLE VARIE EPOCHE DELLA VITA ITALIANA E ACQUISIRE DOCUMENTI PER RICOSTRUIRE LA MEMORIA DEI CADUTI NELLE GUERRE, CONCLUDE LA NOTA. (ADNKRONOS)

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2 janvier 2015 5 02 /01 /janvier /2015 07:55
Giorgio Napolitano ultimo messaggio agli italiani da Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano ultimo messaggio agli italiani da Presidente della Repubblica: “Occorre ritrovare le fonti della coesione e della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure. Ciascuno faccia la sua parte al meglio”. Lascerà, presto, ma non c’è una data proprio per non dare vantaggi a chi, in Parlamento, sta facendo i conti per sfruttare il suo addio per rallentare il cammino delle riforme.

di Claudia Fusani
www.blitzquotidiano.it

ROMA, 1 gennaio 2015. Ha voluto mettere la cravatta rossa, citazione e omaggio a un passato di comunista migliorista che Giorgio Napolitano non ha voluto ignorare nel suo ultimo messaggio di fine anno (il testo integrale è inhttp://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&key=50571).Il suo ultimo messaggio da Presidente della Repubblica. Venti minuti speciali che tutta Italia attendeva. Venti minuti in cui ha parlato molto più agli italiani, al “capitale umano” e alle “tante eccellenze”, che non ai politici. In cui ha messo in guardia dalla corruzione e dal rischio dell’indifferenza.

Venti minuti in cui alla fine il novantenne Presidente lancia e ruba l’hastag #mettiamocelatutta al quarantenne premier nonché maestro di comunicazione social Matteo Renzi a cui concede l’ennesimo endorsement quando dice: “Il governo è sulla buona strada, quella delle riforme”.

Prevale il tono quasi privato e personale di tutto il discorso forse proprio per questo il più alto ed emozionate dei suoi nove anni. E che certo lascia deluso chi aspettava indicazioni sicure circa le sue dimissioni e l’identikit del suo successore. Lascerà, presto, ma non c’è una data proprio per non dare vantaggi a chi, in Parlamento, sta facendo i conti per sfruttare l’addio di Napolitano per rallentare il cammino delle riforme.

“LASCIO PER L’ETA’” – E’ tutto diverso, fin dall’inizio. Quando spiega che lascia perché è stanco e l’età non gli permette più di sostenere gli obblighi previsti dalla carica e del cerimoniale. “Il messaggio augurale di fine d’anno che ormai dal 2006 rivolgo a tutti gli italiani, presenterà questa volta qualche tratto speciale e un po’ diverso rispetto al passato”.

Perché le sue parole avranno per destinatario “anche chi presto mi succederà nelle funzioni di Presidente della Repubblica”. E perché sta per dimettersi, “ipotesi – tranquillizza subito Napolitano – che la Costituzione prevede espressamente”. Ma, sia chiaro, lo fa solo per l’età che “porta con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell’esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato”.

Chiariti “questi semplici motivi”, si rivolge al Parlamento e alle forze politiche perché “si preparino serenamente alla prova dell’elezione del nuovo Capo dello Stato. Sarà quella una prova di maturità e responsabilità nell’interesse del Paese, anche in quanto è destinata a chiudere la parentesi di un’eccezionalità costituzionale”. Mai più, dunque, è l’auspicio dell’anziano Presidente, un empasse come quello dell’aprile 2013. Tornare alla normalità e chiudere “la parentesi eccezionale”.

RIFORME, MISSIONE QUASI COMPIUTA – In certi momenti sembra quasi che Napolitano parli a chi in questi anni gli ha contestato di aver voluto tenere in piedi a tutti i costi le legislature, nel 2011 e nel 2013. “L’aver tenuto in piedi la legislatura apertasi è stato di per sé un risultato importante: si sono superati momenti di acuta tensione, imprevisti, alti e bassi nelle vicende di maggioranza e di governo; si è in sostanza evitato di confermare quell’immagine di un’Italia instabile che tanto ci penalizza, e si è messo in moto, nonostante la rottura del febbraio scorso [il disarcionamento di Enrico Letta, ndr], l’annunciato, indispensabile processo di cambiamento”.

E se un anno fa, nel messaggio del 31 dicembre, Napolitano aveva auspicato di “poter vedere nel 2014 almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane”, oggi ritiene che “quell’auspicio si sia realizzato e che il percorso vada, senza battute d’arresto, portato a piena conclusione”.

Tante volte anche in queste settimane, in tutte le sedi, Napolitano si è soffermato sull’importanza e sulla necessità del superamento del bicameralismo paritario e della revisione del rapporto tra Stato e Regioni.

ENDORSEMENT A RENZI – Pervade tutto il discorso. Sulle riforme istituzionali. Ma anche sul fronte delle misure e socio-economiche. L’appoggio al governo Renzi e anche al patto del Nazareno è totale. Guai a chi “ne insidia l’attuazione” mentre è auspicabile e va nella giusta direzione “la possibilità di dialogo e chiarimento con forze esterne alla maggioranza di governo.

IL CAPITALE UMANO DEGLI ITALIANI – La parte politica in senso stretto finisce qua. Con poche concessioni a curiosi e strateghi delle date e del toto-nomi. E a questo punto comincia il Napolitano più appassionato. La parte di discorso a cui, si sente, tiene di più.

“Vorrei piuttosto – dice – ragionare con voi su come stiamo vivendo questo momento in quanto generalità dei cittadini, uniti dall’essere italiani”. Il primo pensiero è per “l’arretramento dell’attività produttiva e dei consumi, per il calo del reddito nazionale e delle famiglie, per l’emergere di gravi fenomeni di degrado ambientale, per il dilagare della disoccupazione giovanile e per la perdita di posti di lavoro”.

Ma guai “farsi prendere dallo smarrimento, dallo sgomento e dalla sfiducia nei confronti della politica bollandola in modo indiscriminato come inadeguata, inetta, degenerata in particolarismi di potere e di privilegio”.

Quelle del Presidente sono parole che chiedono e pretendono dalla comunità degli italiani una reazione “per ritrovare le fonti della coesione, della forza, della volontà collettiva che ci hanno permesso di superare le prove più dure in vista della formazione del nostro Stato nazionale unitario e poi del superamento delle sue crisi più acute e drammatiche”.

Tocca ancora al novantenne Presidente caricare l’orgoglio e indicare gli esempi. Non è Al Pacino- Renzi in “Ogni maledetta domenica”. È qualcosa di più. E forse anche di meglio. “Non lasciamo – dice – occupare lo spazio dell’attenzione pubblica solo a italiani indegni.

Rendiamo omaggio agli italiani esemplari”. Ne fa i nomi: Fabiola Gianotti “brillante scienziata” eletta direttore generale del Cern; l’astronauta Samantha Cristoforetti “che ci parla semplicemente, con modestia e professionalità, della ricerca scientifica in corso nello spazio”; Fabrizio, il medico di Emergency accorso in Sierra Leone per curare i colpiti dal virus Ebola anche a costo della vita; Serena Petriucciolo “ ufficiale medico della Marina che sulla nave Etna ha aiutato una profuga nigeriana a dare alla luce la sua bimba”.

Li lascia per ultimi, ma esalta “la perizia e la generosità” di chi in queste ore ha compiuto il miracolo di salvare i passeggeri del traghetto Norman Atlantic.

CONTRO LA CORRUZIONE – Ne parla come “una delle più gravi patologie di cui soffre il Paese” insieme con “criminalità organizzata ed economia criminale”. Era un passaggio atteso. E Napolitano lo ha rispettato rendendo omaggio, anche, alla magistratura di cui è il numero 1. “Gli inquirenti romani – sottolinea – stanno appunto svelando una rete di rapporti tra “mondo di sotto” e “mondo di sopra”. Dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società. E bisogna farlo insieme, società civile, Stato, forze politiche senza eccezione alcuna. Solo riacquisendo intangibili valori morali la politica potrà riguadagnare e vedere riconosciuta la sua funzione decisiva”.

“DALL’ALTO E DAL BASSO” – Sono dedicati agli italiani, che ringrazia “per il tanto affetto di questi anni”, gli ultimi passaggi dell’ultimo discorso del Presidente eletto due volte. “Mettiamocela tutta” dice. E Renzi lo fa diventare subito un hastag. “Con passione, combattività e spirito di sacrificio. Ciascuno faccia la sua parte al meglio. Io stesso ci proverò”.

Non lascia Napolitano. Proseguirà, come senatore a vita, da palazzo Giustiniani. Da dove continuerà a controllare il percorso delle riforme. Voce critica e sentinella severa di ogni passaggio della nostra democrazia. A cominciare proprio dalla scelta del suo sostituto. (TESTO INhttp://www.blitzquotidiano.it/opinioni/claudia-fusani-opinioni/napolitano-riforme-fino-in-fondo-controllera-anche-dopo-ultima-promessa-2063177/

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31 décembre 2014 3 31 /12 /décembre /2014 08:42
L’uscita dall’euro! Alcune forze politiche ipotizzano e sostengono l’uscita dall’euro, usando diverse affermazioni. Nessuno di loro suggerisce un’alternativa o una soluzione convincente.


di Rino Impronta

30.12.2014 - E’ di questi giorni la notizia che alcune forze politiche (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia ed altre) ipotizzino e sostengano l’uscita dall’euro, usando diverse affermazioni: “L’Euro è una moneta criminale” (Salvini) e altre definizioni similari. Nessuno di loro suggerisce un’alternativa o una soluzione convincente. Di fatto viene sostenuta la creazione di una nuova moneta, da affiancare all’euro. Forse (certamente) il problema più urgente per il nostro Paese non è l’uscita dall’euro, ma attivare attente politiche industriali, occupazionali, con investimenti mirati allo sviluppo affinché possa ripartire la produzione. Si da per scontato che la priorità spetterebbe ad una efficacia lotta all’evasione. Si può anche affermare che il problema dell’euro, alla fine, è un falso problema: un eventuale ritorno alla lira o ad un’altra moneta, lascerebbe il tempo che trova. Quando nel 1861 fu proclamato il Regno d’Italia, sotto la dinastia sabauda, negli stati preunitari si potevano contare - considerando le sole monete “legali” - 90 specie metalliche, tutte peraltro molto diverse nel conio. Se a queste si aggiungono le specie di monetazioni anteriori, si arriva a circa 270 valute metalliche in circolazione. Dopo l’unificazione si ebbe una sola moneta: la lira. Sono sotto gli occhi di tutti i notevoli danni subiti dall’economia sovietica in queste settimane (conseguenza dei provvedimenti sanzionatori attuati dall’UE, in occasione degli eventi in Ucraina: caduta del rublo, crollo di mercati azionari a Mosca, fuga massiccia di capitali) . Nonostante ciò, Putin ha deciso di non abbandonare il rublo. Il premier greco (Samaras), dopo tanti disastri per la sua economia, ha confermato la permanenza nell’eurozona. Infine, andando indietro di qualche decennio (1992), l’Italia decise di uscire dallo SME (Sistema che cessò di esistere il 31 dicembre 1998, in occasione dell’unione economica monetaria) e ciò provocò una forte recessione per la nostra economia. Si decise comunque di non abbandonare la lira! E’ necessario ricordare anche che in occasione dell’introduzione dell’euro (più in particolare quando furono stabilite le parità dei cambi lira/euro, marco/euro, ecc.), le economie più deboli - come quella italiana – furono fortemente penalizzate. In quella occasione alcuni Paesi rinunciarono di far parte dell’eurozona (vedi l’Inghilterra), altri invece beneficiarono di un cambio molto favorevole (vedi la Germania). A chi invoca l’uscita dall’euro bisogna ricordare il ruolo svolto e che tuttora svolge la Banca d’Italia: ha come obiettivo principale quello di assicurare la stabilità monetaria e la stabilità finanziaria. Viene spontaneo ricordare che non risulta Paese al mondo che faccia ricorso contemporaneamente a due segni monetari. In ambito europeo sono state emanate specifiche leggi, risultato di accordi tra i Paesi aderenti all’eurozona (1998), e per la sua gestione e regolamentazione, è stato creato un organismo sovrano: la BCE. In politica tutti possono dire tutto, però c’è un limite. Parlare alla pancia degli italiani, scontenti, delusi e senza lavoro, è uno sport praticato, assicurando buoni risultati propagandistici. Piuttosto si può rimproverare alle Autorità competenti, che in occasione del change-over (passaggio dalla lira all’euro, gennaio 2002) non posero in atto alcuni controlli previsti dalla normativa emanata in quella circostanza. Di fatto mancò la verifica di un principio sacrosanto: il rispetto, da parte degli operatori del commercio, dell’obbligo di esporre i doppi prezzi (in lire e in euro) per le merci in vendita. Presso le Prefetture furono istituiti degli Osservatori, con il compito di controllare l’andamento dei prezzi. Non vi furono report, multe o provvedimenti a carico dei commercianti, oltre all’accertata scarsa applicazione del predetto principio. Questa inosservanza è stata una concausa (se non proprio la causa scatenante) del precipitare e il degenerare della politica dei prezzi al consumo. Nessuno, a suo tempo, si pose il quesito: come mai i prezzi al consumo, a distanza di sei mesi, risultavano tutti raddoppiati? Perplessità vengono espresse da molti Paesi sull’opportunità di restare nell’Eurozona (vedi il referendum in Scozia, il tentativo della Catalogna, bocciato da Madrid, che ha invocato un cavillo costituzionale). Altre dichiarazioni sono state rilasciate da esponenti del mondo industriale, economico e politico. In particolare il Presidente della BCE (Draghi) ha ribadito che “l’euro è irreversibile e indietro non si torna”. L’ipotesi più remota è un eventuale restyling “dell’area euro”: lasciare nella predetta area solo i Paesi virtuosi. “L’euro resta la moneta unica di una parte dell’EU - ha continuato Draghi – ma se qualche Stato volesse uscire, non sarà certo Francoforte ad impedirlo” .

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24 décembre 2014 3 24 /12 /décembre /2014 15:34

ROYAL MONACO ART- CULTURE - EVENEMENTS - ARISTOCHIC N° 22

ROYAL MONACO – UN QUARTO DI SECOLO

Il marchio e logo Royal Monaco compiono nel 2015 un quarto di secolo. Nel 1990 presentai la richiesta di registrazione all’Amministrazione dei Beni del Principe Ranieri III per proporre una produzione di oggetti volti ad ampliare l’immagine di Monaco in un mercato in piena espansione, come quello giapponese, dove già la sagacia del gioiellere Alberto REPOSSI aveva posto radici in Tokyo al “Jardin de Luseine”, boutique e casa da té nella prestigiosa area di Ginza, diretta da Toshiaki Morohashi; là venivano esposti e commercializzati i bellissimi gioielli ed orologi siglati: Yacht Club de Monaco by Repossi dei quali ero incaricato per la loro commercializzazione. Erano gli anni in cui REPOSSI sponsorizzava anche  il Grand Prix Monte-Carlo Offshore, tragicamente conclusosi il 3 ottobre 1990 con la scomparsa del Campione del Mondo di velocità nautica, Stefano CASIRAGHI.

Si diede inizio, cosi’, ad un forte battage pubblicitario in Giappone del marchio RM, incrementato anche da prodotti di volta in volta sottoposti ad approvazione ed accettati dal  Sovrano monegasco quali champagne, gioielli dei migliori orafi dell’epoca, tra i quali Florian Favre, marocchineria, porcellane della casa Okura e finanche una cravatta di Hermes col logo RM . I prodotti vennero esposti, inoltre, nella boutique Royal Monaco al Le Méridien di Monte Carlo ed al prestigioso hôtel Byblos di St. Tropez . Molte riviste specializzate in prodotti di lusso giapponesi si interessarono al marchio riflettendone interesse al Principato. In quel periodo, qualche tempo prima avevo lanciato anche il marchio Monte Carlo Polo Club, con l’intento di produrre abiti ed accessori portanti questo prestigioso nome sportivo. Vi furono tentativi di appropriazione di entrambi i marchi in Giappone ma non avendo i mezzi finanziari per difenderne i diritti in via legale, molto onerosi nel Pese del Sol Levante, credetti opportuno interrompere i contatti e lasciare decantare la promozione in atto, accontentandomi di far autorizzare la vendita del solo champagne, un Grand Cru, Blanc de Blancs, Grande Réserve, prodotto dalla  Maison Pierre Callot di Avize, Récoltant Manipulant nella regione Champagne: questo nettare fu libato da Mitterand stesso alla sua prima elezione presidenziale in Francia. Oggigiorno noto che il nome Royal Riviera e Monte-Carlo Polo Club vengono ripresi da altri nelle medesime categorie in cui i miei marchi sono registrati e rinnovati da un quarto di secolo. Importa solo che il nome di Monaco e Monte Carlo siano ben rappresentativi del prestigio che il Principato ha saputo accrescere con una sapiente organizzazione e capacità governativa. Royal Monaco ora è divenuto anche il primo blog (Royal Monaco Riviera) del Principato di Monaco divenuto un magazine cartaceo  letto ed apprezzato da molti. Un grande augurio, sincero e cortese ai miei amici ed estimatori.

 

Luigi Mattera

ROYAL MONACO - Un quart de siècle

La marque et le logo Royal Monaco  vont avoir un quart de siècle. En 1990, j'avais présenté la demande d'autorisation de son enregistrement à l'Administration des Biens du PrinceRainier III afin de proposer une production d'articles prestigieux avec l'intention d'élargir l'image de Monaco dans un marché en plein essor, comme le Japon, où déjà la sagacité du bijoutier Alberto REPOSSI avait pris racine à Tokyo au "Jardin de Luseine", boutiques et salon de thé dans le prestigieux quartier de Ginza : là ils avaient exposé et commercialisé les beaux bijoux et montres signés Yacht Club de Monaco by Repossi, dont j'étais en charge de leur commercialisation à l'étranger. Ce sont les années où REPOSSI avait également parrainé le Grand Prix  Offshore de Monte Carlo, tragiquement terminé le 3 Octobre 1990 avec la disparition  du  Champion du Monde de vitesse , Stefano Casiraghi.

Il commença, alors, une forte promotion de la marque RM au Japon, et ses produits avaient également augmenté de temps à autre toujours sous réserve de l'approbation par le Souverain de Monaco, tel que le champagne, les bijoux des meilleurs orfèvres de l'époque, y compris Florian Favre (Bulgari), sacs à main, porcelaines  japonaises de la maison Okura et même une cravate  Hermes avec le logo RM. Les produits avaient également été exposés dans ma boutique Royal Monaco au Le Méridien Beach Plaza de Monte Carlo et au prestigieux Hôtel Byblos à Saint-Tropez. Beaucoup de magazines spécialisés dans les produits de luxe s'étaient intéressés à la marque japonaise et témoignent de l'intérêt porté envers de la Principauté. A cette époque, j'avais également créé et enregistré à Monaco la marque Monte Carlo Polo Club, avec l'intention de produire des vêtements et accessoires portant ce nom de sport prestigieux . Il y avait eu des tentatives d'appropriation des deux marques au Japon mais, n'ayant pas les moyens financiers pour défendre mes droits de manière légale, très chers dans le Pays du Soleil Levant, j'ai pensé que j'avais intérêt  d'arrêter ma promotion  et n'autoriser que les ventes de champagne, un Grand Cru Blanc de Blancs, Grande Réserve, produits par la Maison Pierre Callot, Récoltant Manipulant d'Avize, en Champagne. Aujourd'hui, je remarque que le nom  ROYAL RIVIERA et MONTE CARLO  POLO CLUB  sont actifs en Principauté par d’autres promoteurs dans les mêmes catégories dans lesquelles mes marques avaient été déposées depuis un quart de siècle. Il importe seulement que le nom de Monaco et Monte Carlo soient représentatifs du prestige que la Principauté a pu augmenter avec une organisation idéale et la capacité de son gouvernement. Royal Monaco est aussi devenu le premier blog (ROYAL MONACO RIVIERA) de la Principauté de Monaco édité en papier presse, lu et apprécié par beaucoup de monde. Un grand remerciement, sincère et courtois à mes amis et lecteurs.

 

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24 décembre 2014 3 24 /12 /décembre /2014 13:43

http://issuu.com/royalmonacojournal/docs/rm_dicembre__3_/1

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