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9 septembre 2013 1 09 /09 /septembre /2013 06:11

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I fatti della vita
abruzzzoStampa

Franco Abruzzo

 

Franco Abruzzo a Daniele Capezzone (PdL): “Non occuparti delle pensioni costruite con il lavoro, ma fai tagliare del 50% le indennità dei tuoi colleghi parlamentari (20mila euro al mese) e poi battiti per recuperare alle casse statali gli ingenti patrimoni dei mafiosi e degli evasori. Saresti un benemerito!”. L'ex segretario radicale in un dibattito tv ha proposto la riduzione del 50% degli assegni superiori ai 3mila euro mensili.

Roma, 6 settembre 2013. Daniele Capezzone, maturità classica, deputato Pdl e presidente della Commissione Finanze della Camera, intervistato il 4 settembre  a  Virus ha urlato: "Basta con le pensioni d'oro" (il video è in http://www.ilgiornale.it/video/interni/capezzone-virus-basta-pensioni-doro-947919.html). In particolare  Capezzone ha parlato  di 650mila pensionati con più di   3mila euro al mese e di  38mila pensionati con un assegno di 90mila euro all’anno, mescolando pensioni presunte d’oro e pensioni presunte d’argento. E poi ha aggiunto che      tutte quelle pensioni possono essere dimezzate “senza che nessuno sia rovinato”. Diamo un consiglio sottovoce  a Daniele Capezzone:  si occupi del Parlamento dove corrono stipendi di 20mila euro al mese accompagnati da  benefit mostruosi e indecenti a fronte di una attività spesso e talora limitata a poche ore settimanali. L’ex radicale Capezzone dovrebbe battersi per tagliare del 50% le indennità dei suoi colleghi, ma anche quelle dei boiardi di Stato. E poi, come presidente della Commissione Finanze della Camera, dovrebbe dare una spinta alla confisca rapida dei patrimoni della mafia e dei ladri (=evasori). Si tratta di recuperare da 400 a 600 miliardi di euro. Capezzone ha l'occasione storica di legare  il suo nome a questa battaglia meritoria anche se dovesse trovare ostacoli nel suo partito. Forza Daniele, facci sognare!!!  (Franco Abruzzo)

 

Ecco una panoramica (forse un po’ vecchiotta) delle indennità dei parlamentare con i relativi benefit:

 

STIPENDIO Euro  19.150,00 AL MESE

 

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

 

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

 

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

 

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)  TUTTI ESENTASSE

 

TELEFONO CELLULARE gratis

 

TESSERA DEL CINEMA gratis

 

TESSERA TEATRO gratis

 

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

 

FRANCOBOLLI gratis

 

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

 

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

 

PISCINE E PALESTRE gratis

 

FS gratis

 

AEREO DI STATO gratis

 

AMBASCIATE gratis

 

CLINICHE gratis

 

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

 

ASSICURAZIONE MORTE gratis

 

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

 

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

 

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubbico impiego )

 

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)

 

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

 

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

 

in http://www.agenziaitaliainforma.it/politica1/quanto-costa-la-casta-dei-politici-italiani.html

 

 

Tutte le più recenti vicende sul tema delle pensioni IN  http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12436

 

 

 

PENSIONI. Georgia Meloni (ed altri parlamentari) chiedono una legge che fissi un tetto alle pensioni (5mila euro). Ai 650mila cittadini attivi, che incassano più di 5mila euro al mese per onestà bisognerà dire che continueranno a pagare i contributi all'Inps su tutto lo stipendio, sapendo però che la loro pensione futura avrà un tetto, che taglia del 50/75% lo stipendio stesso.  Il buon senso dice che in questi i casi i cittadini in servizio dovrebbero pagare i contributi all'Inps su 5 mila euro, cioè fino al tetto. Se ciò dovesse accadere, l'Istituto fallirà in pochi anni. E' una follia comprimere le pensioni, perché le ripercussioni si avvertirebbero subito  sui consumi con la  chiusura di fabbriche e con la caduta dell'occupazione, e anche sulle famiglie: quanti nonni oggi mantengono i nipoti senza lavoro? Ma c'è di più: l'Italia perderebbe rapidamente i migliori manager, professionisti, docenti universitari, ingegneri, chimici, biologi  e medici. La regressione sarebbe traumatica. La gente va dove ci sono i più alti stipendi. Bisogna ricordare che oggi tutte le pensioni anche quelle d'oro sono pesantemente tassate (IRPEF). Un'improvvisa e drastica riduzione dei vitalizi con effetto retroattivo, oltre ad essere di dubbia costituzionalità, ridurrebbe drasticamente le entrate fiscali. Franco Abruzzo ai politici: "I quattrini si trovano aggredendo i beni dei mafiosi e degli evasori". In coda un articolo di www.politicaprima.com /di Franco Abruzzo IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12671

 

 

 

CONTROCORRENTE. - PENSIONI. Demagogia e populismo agitano il Parlamento. Giorgia Meloni attacca irrazionalmente la Corte costituzionale e vuole bastonare soltanto i pensionati, lasciando indenni dai prelievi fiscali di solidarietà i lavoratori attivi, i boiardi pubblici e privati e i parlamentari. Qualcuno dovrebbe spiegare alla giovane e passionale parlamentare: a) che l'uguaglianza di trattamento è un valore costituzionale fondamentale tra cittadini in quiescenza e cittadini in attività; b) che LO STATO PUO’ RECUPERARE I QUATTRINI UTILI AL RILANCIO DELL’OCCUPAZIONE E DELLO SVILUPPO COLPENDO LE MAFIE E I LADRI (=EVASORI). Frattanto avanza a Milano il progetto di un “Movimento politico dei cittadini pensionati di oggi e di domani”. I pensionati diffidano della politica e si organizzaano per non diventare un esercito di straccioni. IN ALLEGATO LA DOCUMENTAZIONE./nota di Franco Abruzzo IN http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=12644 

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6 septembre 2013 5 06 /09 /septembre /2013 07:39

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ROYAL MONACO N°11 - SPECIAL ELITE SPORT

 

 

 

 

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5 septembre 2013 4 05 /09 /septembre /2013 08:30

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FEDERPETROLI ITALIA: INDOTTO PETROLIFERO IN STALLO

I PROGETTI DI RICERCA IDROCARBURI IN ITALIA RESTANO SULLA CARTA

Dopo la polemica che nelle ultime settimane ha toccato l'argomento inerente la grande disponibilità di idrocarburi nel sottosuolo della Basilicata, FederPetroli Italia invita a non dimenticare tutte le zone con possibili potenziali di idrocarburi (petrolio e gas) presenti in Italia, sia a terra che in mare (Onshore ed Offshore).

E' il Presidente della FederPetroli Italia - Michele Marsiglia che si inserisce nella vicenda ricordando che <<E' da anni che continuiamo a lottare per far capire alle regioni e a parte della popolazione che nella nostra amata terra c'è un grande potenziale energetico con piena sostenibilità ambientale, ancora da sfruttare. E' inutile continuare a lottare e polemizzare sulla Basilicata, sappiamo che ancora oggi la Regione rappresenta un grande giacimento di risorse energetiche ed ancora un numero considerevole di Progetti di Esplorazione Idrocarburi fanno fatica a decollare.

E' necessario prendere in considerazione in Italia gli investimenti stranieri che rischiano di essere vanificati, come l'importante Progetto "Ombrina Mare" a largo delle coste abruzzesi, concessioni onshore ed offshore in Puglia, i progetti in Sardegna per non parlare di altre regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, Marche e Sicilia, mentre la Grecia, Montenegro, paradisi ambientali come le Seychelles e l'Islanda pubblicano gare aperte a tutte le aziende petrolifere per nuove esplorazioni. Si pensa sempre - continua Marsiglia - che trivellare ed esplorare nuovi giacimenti petroliferi sia un attentato, questo è solo il frutto di una ignoranza in materia, dove non si dà possibilità di spiegazione. Il danno che stiamo subendo è impressionante, abbiamo le aziende che hanno paura di montare un impianto di perforazione, per poi stare mesi fermi, per non parlare di tutta la parte della ope! ratività di un cantiere a terra o messa in mare di una piattaforma, ed i Progetti restano su carta con milioni spesi e buttati al vento>>.

Continua Marsiglia <<Nessun paese al Mondo pensa di rinunciare a scoprire e produrre le proprie risorse di drocarburi, questo sta avvenendo solo in Italia, con il pretesto dell'ambiente, pur sapendo che questo settore e di gran lunga il più affidabile in termini di sicurezza, capacità tecnologica nonchè attenzione all'ambiente.

Alla riapertura dei lavori parlamentari chiederemo alla Commissione Ambiente del Senato di essere ascoltati sul proseguimento dell'Affare Assegnato n.52 (Ricerca ed Estrazione Idrocarburi in mare) e forse riusciremo a dare una più completa e chiara spiegazione del patrimonio energetico, industriale ed occupazionale che in Italia stiamo perdendo>>.

Fonte: http://www.federpetroliitalia.org/comunicati_stampa/166_federpetroli-italia-indotto-petrolifero-in-stallo-i-progetti-di-ricerca-idrocarburi-in-italia-restano-sulla-carta.html

 
 
     
 

FederPetroli Italia©
Federazione Internazionale del Settore Petrolifero

Ufficio Stampa FederPetroli Italia

ufficio.stampa@federpetroliitalia.org

www.federpetroliitalia.org

 



 

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5 septembre 2013 4 05 /09 /septembre /2013 07:50

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MANIFESTO ANIMALISTA - IL LIBRO DI MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
"Ad ogni capitolo di questo libro corrisponde un punto del nostro programma politico e culturale: abolire la vivisezione, riconoscere agli animali lo status di esseri senzienti, portatori di diritti, e punire più severamente maltrattamento e abbandono, combattere a fondo il randagismo, rivendicare la nostra libertà di convivere serenamente con gli animali, vietare l'allevamento e l'uccisione di animali per produrre pellicce, abolire zoo e spettacoli con animali, abolire palii e sagre che comportano lo sfruttamento di animali, abolire gli allevamenti intensivi e promuovere una cultura vegetariana, abolire la caccia, difendere il pianeta e impegnarsi, a partire dai piccoli gesti della vita quotidiana, per uno sviluppo sostenibile.
Il compito è grande e faticoso. Ma siamo in tanti e ben motivati. L'uomo deve far pace con la terra e con tutti gli esseri viventi che l'abitano. Solo così avrà un futuro. "Possiamo continuare a camminare come sonnambuli verso l'estinzione – scrive la scienziata indiana Vandana Shiva – o possiamo divenire consapevoli delle nostre potenzialità e di quelle del pianeta". Difendere l'ambiente, tutelare i diritti degli animali, favorire stili di vita più sostenibili vuol dire scrivere i primi articoli di un nuovo trattato di pace tra gli uomini e la Terra. Scriviamolo insieme".
Michela Vittoria Brambilla

 

Carissimi Amici,
sabato 14 settembre, sarò a Sirmione per presentare "Manifesto Animalista", il libro che ho scritto per affermare i diritti degli animali.
L'appuntamento è alle 17.00 presso la Piazza Carducci di Sirmione ( in caso di maltempo, la presentazione si terrà all'interno delle sale di Palazzo Callas sempre in piazza Carducci, Sirmione)
Con la pubblicazione e la vendita di questo saggio, ho voluto anche offrire un contributo concreto alla causa animalista: tutti i diritti d'autore raccolti con la vendita di "Manifesto Animalista" saranno impiegati sul territorio nazionale per aiutare gli animali più in difficoltà.
Ti aspetto quindi sabato 14 settembre in Piazza Carducci, Sirmione, in compagnia del Tuo amico a 4 zampe (ci sarà tanto spazio all'aperto in cui potrà divertirsi ),
Ti saluto con affetto!
Michela Vittoria Brambilla
Ps: Estendi questo invito ai tuoi amici, uomini e animali: saranno tutti benvenuti!

 

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5 septembre 2013 4 05 /09 /septembre /2013 07:46

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Diffamazione e diritto all’oblìo: la Corte di Strasburgo contraria alla rimozione degli articoli dagli archivi web. Secondo il Tribunale anziché rimuovere l’articolo dall’archivio del giornale è sufficiente inserire una nota che informa il pubblico della pronuncia dei giudici che hanno accertato il carattere diffamatorio dell’articolo

 


Milano,  2 settembre 2013. Rimuovere un articolo dall’archivio di un sito d’informazione equivale a una censura: lo stabilisce la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo anche se un tribunale nazionale ha accertato una violazione del diritto alla reputazione. Ne dà notizia il Sole-24Ore di oggi che riporta la sentenza della Corte di Strasburgo su un caso polacco (sentenza del 16 luglio 2013 sul ricorso n. 33846/07). La Corte di Strasburgo ricorda che gli archivi web dei giornali non solo sono protetti dall’articolo 10 della Convenzione che garantisce la libertà di espressione, ma rivestono anche un ruolo centrale di una società democratica per il valore storico. Il pronunciamento della Corte di Strasburgo è in controtendenza rispetto all’intervento del Garante della privacy italiano e a una recente sentenza della Cassazione (la n. 5525 del 2012) oltre che al Tribunale di Ortona che aveva costretto il sito www.primadanoi.it a cancellare dall’archivio online un articolo del 2008 giudicato non più attuale. Secondo la Corte di Strasburgo anziché rimuovere l’articolo dall’archivio del giornale è sufficiente inserire una nota che informa il pubblico della pronuncia dei giudici che hanno accertato il carattere diffamatorio dell’articolo. (in http://www.odg.mi.it/attualit%C3%A0/diffamazione-e-diritto-all%E2%80%99obl%C3%ACo-la-corte-di-strasburgo-contraria-alla-rimozione-degli-art)


…………………………………………………..


L’articolo del sole 24 Ore


Diffamazione. Dalla Corte di Strasburgo


No alla rimozione di articoli da internet


 


di Marina Castellaneta


La rimozione di un articolo dal sito internet di una testata giornalistica è contraria alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Gli archivi dei giornali sono infatti protetti dal diritto alla libertà di espressione e, quindi, la rimozione di un testo è una misura sproporzionata. Questo anche se un tribunale nazionale abbia accertato, rispetto all'articolo, una violazione del diritto alla reputazione. In questi casi, una misura compatibile con la Convenzione europea è l'inserimento di una nota che informi il pubblico della pronuncia dei giudici che ha accertato il carattere diffamatorio dell'articolo.


Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo che, con la sentenza del 16 luglio sul ricorso 33846/07, si è pronunciata sul difficile equilibrio tra libertà di stampa e diritto alla reputazione nei casi di diffusione di articoli attraverso internet.


La sentenza riguardava un caso polacco, ma i principi stabiliti dalla Corte sono vincolanti in ogni Stato parte alla Convenzione.


Questi i fatti. Due giornalisti erano stati condannati per diffamazione a mezzo stampa per alcuni articoli nei quali avevano descritto il ruolo di due avvocati negli affari di alcuni politici. Gli avvocati si erano rivolti nuovamente ai giudici polacchi chiedendo la rimozione degli articoli dal sito internet del giornale, ma le istanze erano state respinte. Di qui il ricorso a Strasburgo che ha dato torto ai ricorrenti. Infatti, per la Corte, gli archivi web dei giornali non solo sono protetti dall'articolo 10 della Convenzione (che garantisce la libertà di espressione), ma rivestono anche un ruolo centrale in una società democratica per il valore storico.


È vero che gli Stati devono anche tutelare la reputazione di ogni individuo e che hanno un ampio margine di apprezzamento nella scelta delle misure da adottare, ma le autorità nazionali devono prestare una particolare cautela nell'adottare misure o sanzioni verso la stampa in grado di compromettere o scoraggiare la loro funzione nei dibattiti su questioni di interesse generale.


Strasburgo ha inoltre fornito alcune indicazioni per il legislatore nazionale, che non può trattare nello stesso modo le informazioni fornite attraverso la carta stampata e quelle diffuse attraverso il web. L'utilizzo di questo strumento, infatti, serve miliardi di persone e questo può comportare effetti più gravi nel caso di lesione della reputazione.


Nel predisporre la normativa nazionale gli Stati devono quindi tenere conto che gli archivi dei giornali rientrano nell'ambito di applicazione dell'articolo 10 e che hanno un valore fondamentale, tanto più perché accessibili, in molti casi, gratuitamente. Di conseguenza, le misure per tutelare la reputazione devono essere proporzionali. Da escludere, quindi, una forma di censura come la rimozione dell'articolo dal sito perché è sufficiente imporre una postilla che richiami la pronuncia del tribunale nazionale con la quale è stato accertato il carattere diffamatorio dell'articolo



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26 août 2013 1 26 /08 /août /2013 08:54

 

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Commemoration de la liberation de Monaco en 1944

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MonacoUSA va commémorer la Libération de Monaco en 1944 à son prochain NETWORKING HAPPY HOUR et accueiller  l'invité spécial Tim Ashby, auteur du roman FALL TIME qui propulse les soldats de la Seconde Guerre mondiale dans le 21iéme siècle. Le HAPPY HOUR se déroulera le mardi 3 Septembre (18h-20h00) à la célèbre Castelroc restaurant à proximité du palais du prince sur le "Rocher de Monaco".

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Membres du MonacoUSA seront également rejoints mardi par les membres du Comité International de COMMÉMORATION D'EPOQUE qui organise chaque année diverses manifestations long de la côte pour honorer les soldats américains et les soldats de la Résistance française qui ont combattu et sont morts pour libérer la région. HAPPY HOUR invités sont encouragé à porter des uniformes militaires ou de l'habillement des années 40 pour contribuer à l'ambiance. Il y aura la musique et des images de cet époque pendant la soirée.

Avant l'événement à Castelroc, directeur exécutif Annette Anderson rejoindra le Comitéet leur "GI"s  d'une longue série de commémorations pendant la journée  le long de la côte dans un convoi de jeeps et autres véhicules militaires. C'est la première année que le MonacoUSA participe dans le défilé.  A 16h00, elle déposera une couronne au Monument aux Morts et sur les tombes des combattants de la résistance monégasques exécutés, René Borghini et Joseph Lajoux.

ENGLISH

MonacoUSA will commemorate the 1944 Liberation of Monaco at its September 3 NETWORKING HAPPY HOUR and will welcome  special guest Tim Ashby, author of the novel TIME FALL which propels World War II soldiers into the 21sth century.  The HAPPY HOUR will be held Tuesday, September 3 (18h-20h00) at the famous Castelroc Restaurant next to the Prince's Palace on the "Rocher de Monaco" .

MonacoUSA members will also be joined on Tuesday by members of the COMITE INTERNATIONAL DE COMMEMORATION D'EPOQUE who each year plan various events along the coast to honor the American GIs and the French Resistance soldiers who fought and died to free the region. There will be  great music and visuals from the 1940's and NETWORKING guests are invited to wear military uniforms or 40's clothing to add to the ambiance. 

Prior to the event at Castelroc,  Executive Director Annette Anderson will join the GI-clad  COMITE in a day long series of commemorations up and down the coast in a convoy of jeeps and other military vehicles.  This will be the first year that MonacoUSA has participated in the parade. At 16h00 she will lay a wreath at the Monument aux Morts and on the graves of executed Monegasque resistance fighters, Rene Borghini and Joseph Lajoux.

 

by Annette Anderson

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22 août 2013 4 22 /08 /août /2013 14:58

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The InterNations Weekly

1. Expat Magazine

Intercultural Communication

Mastering the art of intercultural communication is the key to beating culture shock, becoming immersed in a foreign culture, and, ultimately, leading a successful social and business life abroad. While learning the language of your host country is a step in the right direction, intercultural communication is about much more than that.

With our help, you will learn how to bridge the culture gap. We will show you what to do to increase your awareness of foreign cultures and how to make life abroad easier for yourself. Read our article on Intercultural Communication and learn all you need to know for a smooth transition abroad.

2. Special Feature

100,000 Facebook Fans – Almost There!

Our InterNations social media department shapes our Facebook page into an informative and entertaining space for expats and (prospective) InterNations members every day. As we are approaching 100,000 Likes, we want to get you involved. If you want to appear on our Facebook cover photo once we reach our goal, then send your picture to newsletter@internations.org or post it on our Facebook wall and we will fill the world with your smiles.

Please only participate if you agree to let us use your picture. Don’t forget to “like” our Facebook page if you haven’t already done so!

3. News from our Editorial Office

Our Extended Guide on the UK

Our editorial office finished a new extended country guide for you. This time, we have added dozens of additional articles on the United Kingdom, including in-depth information on expat destinations, the healthcare system, visa requirements, education, and much more.

We have also included a new category, with an introduction to the UK and country key facts. There, you will find a brief overview of the climate and demographics of the UK and the most relevant statistics and figures. Check out our new UK Guide.

4. Activities and Events Around the World

The Eternal Bride and Groom

The Glitterati in Lugano invite you to join Alex and Lisa, the eternal bride and groom who have decided to get married in every country they visit. So dress up to the nines and celebrate this special occasion with Alex and Lisa, as well as other InterNations members. Your entrance fee will be donated to UNICEF.

Our Rome Art in Motion group is heading to the Planetarium in Rome to catch a show about the moon called “Celestial Outlook, little Moon atlas.” This is a great opportunity to learn more about our galaxy and improve your Italian along the way.

The Doha Camera Clicks Beginners are back from their summer break and are heading to the Museum of Islamic Art to welcome back all members of the group. The museum itself offers a collection spanning 1,400 years of history and art. The group might go for a coffee afterwards.

Our Local Community in Honolulu is celebrating its first anniversary at a fancy brewpub. Members can mix and mingle over a premium German-style beer and enjoy some great jazz music. So don’t hesitate and join us for the 1st Anniversary of InterNations Honolulu on Wednesday, August 28th.

The InterNations community in Montevideo has finally found an Ambassador and is hosting its very first official event on Thursday, August 29th. Take the chance to get to know other expats in your local community over dinner and a few drinks. Check out our First Ever InterNations Event in Montevideo.

Our Heidelberg community has something special in store for you: an exclusive White Night Party with a delicious BBQ, a complimentary welcome drink, and a jazz band providing live music. On top of that the exclusive venue, a floating restaurant, offers a great view of Heidelberg and the Old Bridge. So, meet us there on Thursday, August 29th.

On Friday, August 30th, our InterNations community in Zug also celebrates its first Birthday Party at Almodobar, a stylish lounge. In addition to great company you get to enjoy a complimentary welcome drink, delicious tapas, and music from a live DJ. Come on by and dance the night away!

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22 août 2013 4 22 /08 /août /2013 14:56

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NEL MONDO SI CHIUDONO BEN 14 UFFICI CONSOLARI DI CUI 3 IN SVIZZERA
Gli emigrati più anziani si ricorderanno certamente quanto accadde nell’estate di venti anni orsono, nel 1993, quando, rientrando nei loro Paesi di emigrazione dalle ferie estive, scoprirono che il Ministero degli Affari Esteri (ministro Beniamino Andreatta) aveva decimato il contingente degli insegnanti di ruolo distaccati all’estero mettendo, così, in crisi l’intero sistema dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana per decine di migliaia di figli di emigrati italiani. Un vero e proprio colpo di mano del MAE messo in atto senza che nessuno tra i soggetti interessati ne fosse stato preventivamente informato, neppure il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) che, per legge, avrebbe dovuto esprimere il suo parere in proposito, pur non vincolante.
Dopo venti anni, in cui è proseguito, in un crescendo impressionante, il disinteresse dello Stato italiano per quest’ Altra Italia con un susseguirsi di tagli alle politiche a favore degli italiani all’estero (previdenza sociale, assistenza agli indigenti, insegnamento della lingua e cultura italiana, tagli ed impoverimento qualitativo e quantitativo dei servizi consolari, fiscalità sulla casa in Italia degli iscritti all’AIRE prima con l’ICI e poi con l’IMU, ecc.), ecco che il MAE (ministro Emma Bonino) si ripete in questa estate 2013. Non più con i corsi di lingua e cultura ormai ridotti allo stremo bensì tagliando ancora una volta e pesantemente la rete consolare approfittando della consueta disattenzione estiva degli italiani all’estero in vacanza nei loro Paesi d’origine o in qualche località turistica. Infatti, tramite un comunicato sindacale, è deflagrata, tra l’emigrazione organizzata, i Comites ed il Cgie, la notizia-bomba che il Ministero degli Affari Esteri ha deciso la ulteriore chiusura di 14 Uffici consolari (Sion, Neuchâtel, Wettingen, Tolosa, Alessandria, Scutari, Spalato, Mons, Timisoara, Newark, Adelaide, Brisbane, Capodistria, Amsterdam) di cui ben nove in aree con forte presenza di emigrazione italiana.
Anche in questo caso, come già nel 1993, la decisione del MAE è stata presa in perfetta solitudine senza aver richiesto il parere del Cgie e, perfino, all’insaputa degli stessi Comitati parlamentari per le questioni degli italiani all’estero di Camera e Senato. Addirittura, dalle notizie che circolano in rete, sembra che alcune sedi verranno chiuse già dal prossimo 1 settembre così che molti emigrati, al rientro dalle vacanze, non troveranno più il loro Ufficio consolare di riferimento! Una vera e propria ennesima furbata commessa ai danni delle comunità italiane all’estero come ormai accade da anni nonostante che oggi esse siano rappresentate non più unicamente dai Comites e dal Cgie (organismi solo consultivi) ma anche da diciotto parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero. Ma quest’ultima furbata del Ministero degli Affari Esteri danneggia pure il Sistema Italia nel mondo e gli stessi turisti italiani per cui dovrebbe essere preoccupato l’intero parlamento e non solo l’esigua pattuglia degli eletti all’estero.
Dodici deputati e sei senatori che, purtroppo, non fanno fronte comune e non hanno ancora acquisito la capacità di fare lobby nei rispettivi Gruppi parlamentari, né in parlamento nel suo complesso e neppure nei ,confronti del governo. Probabilmente non tanto per una loro incapacità soggettiva ma per una refrattarietà per le problematiche degli italiani all’estero degli altri loro colleghi parlamentari eletti nel territorio metropolitano. E da qui la mancanza di risultati concreti rispetto alle problematiche che più interessano gli emigrati. Risultati che certamente non si ottengono con le ricorrenti interrogazioni e ordini del giorno, in cui si prodigano frequentemente questi diciotto eletti all’estero, poiché gli archivi del parlamento italiano sono pieni di ordini del giorno approvati, anche all’unanimità, e poi dimenticati!
Serve, pertanto, un immediato colpo di reni dei parlamentari della Circoscrizione Estero (con il sostegno dell’associazionismo, dei Comites e del Cgie) per riuscire a far bloccare quest’ultima chiusura degli Uffici consolari e senza dimenticare il problema ancora irrisolto dell’IMU per l’abitazione in Italia degli iscritti all’AIRE. Altrimenti è difficile immaginare come potranno continuare a presentarsi di fronte al loro elettorato e giustificare la mancanza di risultati utili su questioni di vitale importanza per le comunità italiane all’estero.
Dino Nardi, coordinatore UIM Europa e membro Cgie
Zurigo, 21 agosto 2013 

 

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1 août 2013 4 01 /08 /août /2013 14:31

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CAPRE E CAVOLI IN QUEL DI BORDIGHERA: IL MEGAZOSTRODON ANCORA DEPONE

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Mi trovo nella situazione incresciosa, ma forse divertente per il lettore, di ritornare su un argomento che speravo avesse già schiarito le idee al baldanzoso e intrapendente ometto di Bordighera, discendente megazostrodon,  il quale per probabili motivi gerontologici dimentica il passato  e continua a reiterare inesattezze sul sottoscritto e sul mensile Royal Monaco, primo giornale web del Principato di Monaco edito in cartaceo. Ilio Masprone, direttore responsabile,  continua a stampare nel suo terzo titolo cartaceo( uno gliel'ho tolto io, l'altro - denominato "Monaco Journal" - col logo improprio delle armi monegasche, glielo ha tolto il Governo ) un riquadro nelle cui  linee in cui si ritiene "scopiazzato" dal Royal Monaco etc.etc.

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Invito e ripeto, per mera informazione, alla rilettura dell'articolo apparso nel Royal Monaco cartaceo, al quale aggiungo  il link di un precedente articolo web del Royal Monaco Riviera scritto dopo  aver ricevuto e rispondere ad  altri attacchi fuori luogo. / Luigi Mattera

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La capra è, come l’uomo, un mammifero discendente del Megazostrodon. Il Megazostrodon deponeva uova simili a quelle dei rettili, con guscio di consistenza pari a quella del cuoio.

Oggigiorno, stando a quanto afferma il noto esperto d’arte Vittorio SGARBI, la capra ha avuto una mutazione in alcuni ceppi umani, per cui, confermandone sempre la discendenza dal megazostrodon, questi ultimi non brucano l’erba e la scaricano per vie naturali sotto forma di palline come avviene con la capra classica ma mangiano cavoli a merenda e rigurgitano il contenuto sotto forma di « cavolate ».

Quando leggiamo  « Avviso ai lettori ed ai nostri inserzionisti» sul  Montecarlo Journal che, guarda caso, è nato  dopo alcuni mesi dal  Royal Monaco,  con marchio e logo autorizato appartenente al sottoscritto e con registrazione pluriventennale, dobbiamo dedurre che il direttore del MontecarloJournal, dopo aver confermato per raccomandata R/R che, decaduto l’accordo di continuità, in data 1°maggio 2012, della testata Royal Monaco di cui si era eletto alla direzione, persevera nello scrivere megazostrodonzate (neologismo di cavolate) affermando che « da qualche mese circola un giornale dal titolo Royal Monaco, purtroppo scopiazzato dal nostro MonteCarloJournal  supplemento del Foglio Italiano »  quando tutti sanno e ne comprenderanno le ragioni dalla lettura del contenuto del link messo sotto (la ballata del masprone), che il titolo dato alla sua prima scopiazzatura del Royal Monaco fu MONACO JOURNAL, modificato poi subito in maniera molto disinvolta  in MonteCarloJournal, dopo aver ricevuto un « caldo invito » dalle competenti autorità monegasche di eliminare il nome ed  il logo delle armi principesche applicatovi senza autorizzazione.

Ora, sappia il lettore, che nel primo editoriale del neo Monaco Journal, Ilio Masprone affermo’ di averne cambiato il nome perché Royal Monaco Journal "anche se bello era troppo lungo" (sic).


invitiamo il lettore a leggere l’articolo web cliccando su :

http://www.royalmonaco.net/article-la-ballata-del-masprone-107803176.html

 

Per quanto riguarda la legalità e l’esistenza della testata Royal Monaco ed a conferma dei rigurgiti del ben noto direttore de Il Foglio italiano (non mi riferisco a quello di Giuliano Ferrara ), questi dovrebbe sapere che un cittadino italiano AIRE puo’ dichiarare alla propria Ambasciata la nascita di una testata free press – gratuita, come è stato effettuato dal sottoscritto con lettera datata 1°maggio 2012, alias, dal giorno della riedizione del Royal Monaco, primo web magazine del Principato di Monaco riprodotto in cartaceo.

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17 juillet 2013 3 17 /07 /juillet /2013 08:10

 

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Italico ingegno all’ombra dell’Union Jack. Il lavoro degli italiani in Eritrea nel periodo dell’occupazione inglese (1941/1951). Il piano britannico era chiaramente quello di cancellare l’impronta dell’amministrazione coloniale italiana.

di Paola Pastacaldi

 “Italico ingegno all’ombra dell’Union Jack” è il titolo di un breve e brillante saggio sulla storia economica degli italiani d’Eritrea sotto l’occupazione britannica. Il periodo va dall’aprile del 1941 al settembre del 1951. Il volume, edito da Edizioni Cinque Terre, 113 pagine in tutto (10 euro), è firmato da Nicholas Lucchetti, dottore di ricerca in Storia, che si occupa di colonialismo e storia locale, socio dell’Associazione per gli Studi Africani in Italia.

 

Si tratta di un lavoro estremamente dettagliato nella ricerca e nei dati che fornisce, con ottime fonti anche eritree. Vorrei dire che è un libro che merita di essere letto da tutti gli italiani che amino la loro storia e desiderino capire che rapporto abbiamo avuto con l’Africa coloniale. Un suggerimento che trova una sua più forte motivazione nella vita economica e sociale odierna. Le nostre città, anche le più piccole e marginali, conoscono ormai l’immigrazione degli africani. Cinquant’anni fa molti degli italiani non sapevano nemmeno dove fosse il Corno d’Africa nella cartina geografica. Oggi l’Africa è sotto casa e, anche se siamo rimasti piuttosto ignoranti sulle cose loro, ci ritroviamo costretti ad avere un rapporto con gli africani, le loro vite, le loro abitudini, il loro cibo e il loro vestire, e a dipendere da loro per molte delle nostre attività,  affatto secondarie.

 

Tema centrale del libro di Nicholas Lucchetti è sostanzialmente lo stato economico della colonia primigenia e soprattutto il lavoro degli italiani in quella stessa colonia, nel periodo più difficile, quando gli italiani d’Eritrea si ritrovarono in pochi mesi da colonizzatori e padroni di casa a prigionieri degli inglesi. Molti italiani finirono nelle prigioni del Kenya, del Sud Africa, della vicina Somalia e dell’Australia (e sovente per anni), non pochi persero la vita a causa della malaria e altro. Su questo periodo esiste in Italia una abbondantissima letteratura di pubblicazioni private e diaristiche. Altri italiani più fortunati poterono rimanere nella ex colonia e contribuire alla sua ripresa economia che, di fatto, fu molto interessante sotto numerosi punti di vista e non ancora sufficientemente studiata. Ricordiamo che il Canale di Suez era stato sbarrto alle navi italiane, quindi l’ex colonia che solo ad Asmara aveva accolto sino a 80 mila italiani emigrati (anche se il termine dal fascismo era stato bandito, in quanto ci consideravamo cittadini di quella terra che era considerata una seconda patria) non poteva più approvvigionarsi di materiali e merci.

 

Come poterono gli italiani non solo sopravvivere più che bene, ma addirittura inventare nuove attività e nuovi prodotti, come testimoniano alcune importanti esposizioni internazionali dell’epoca? Come ben dice il titolo, si trattò di ingegno italico, pur sotto il frustino degli inglesi. Grande lavoro e altrettanto grande creatività e fantasia nel risolvere i problemi.

 

L’autore pesca a fonti di archivi e di giornali sia italiani che eritrei e struttura il suo saggio in cinque capitoli. Il primo capitolo verte sulla politica economica italiana in Eritrea ai primi del secolo XX con il suo portato di piccole e medie industrie che si andavano formando nella scena locale. Il secondo capitolo pone l’attenzione sul grande impegno economico dovuto al dinamismo mostrato dalla comunità italiana durante l’occupazione inglese che fu poi celebrato già nel 1943 con una Mostra tenutasi nella capitale eritrea. Il terzo e il quarto mettono in luce l’impegno profuso dalla comunità italiana per la produzione e le esportazioni e il parallelo smantellamento di tutta una serie di rilevanti infrastrutture costruite nel periodo coloniale e la requisizione di beni mobili e immobili ad opera dei britannici, contrastata senza successo. Il quinto capitolo parla dell’importante Esposizione svoltasi nel 1951 ad Addis Abeba e del destino economico della comunità italiana negli anni della Federazione eritreo-etiopica, dopo il 1951.

 

Il fervore della vita economica già si sente nel porto di Massaua, ben descritto dalle parole del giornalista Mario Appelius: “Navi, navi, navi. Un bagliore di alto forno. Una temperatura di serra tropicale. Mosche. Zanzare. Fragore. Movimento. Urla di siriene. Fischi di locomotive”. Siamo nel 1935: “Chi sbarcava merci brontolava contro chi le lasciava ammassare nelle banchine. Chi doveva sgomberare le banchine brontolava contro la ferrovia e contro gli automezzi che non arrivavano a portar via i materiali. Tutti brontolavano e tutti lavoravano”.

 

I settori forti, quello agricolo, il cotone, il sale, le perle, le pelli, le banane e il caffè. Ciononostante la colonia arriva velocemente al fallimento sia economico che razziale. La stessa requisizione delle terre a favore dei coloni fu un fallimento, perché non tenne conto delle leggi locali consuetudinarie ignorandole completamente (terreni creduti liberi, perché non coltivati, in realtà sottostanti a una legge che si chiamava restì).

 

Fu così che con l’arrivo degli inglesi, gli italiani rimasti o sfuggiti alla prigionia si trovarono costretti ad inventarsi una nuova economica, ma – ahimé - privi di materie prime e di mezzi. Il racconto delle attività promosse in quel periodo è sorprendente. Le storie che Nicholas Lucchetti ha raccolto sono interessantissime. Si tratta di una serie di indovinati esperimenti che definisce autarchici. Sorsero in breve ad Asmara e dintorni, nonostante la guerra, calzaturifici, cartiere, saponifici, fabbriche per la produzione di prodotti farmaceutici e chimici, aziende per la lavorazione del vetro e del legno.  Alcuni esempi. Nel 1942 Luigi Melotti, già in Eritrea nel 1935 come ingegnere capo del Genio Civile, compie una serie di esperimenti per la produzione della birra. In breve conquista il mercato eritreo, ma anche quello etiopico e quello di Aden. Lo slogan pubblicitario grida: “Chi beve birra Melotti, campa cent’anni e rotti”. Questo birrificio esiste ancora ad Asmara, proprietà del governo. L’ingegnere Aldo Maderni, già in Eritrea dal 1938, decide di rigenerare dei cerini avariati giacenti ad Asmara da anni. In poco tempo riesce a produrre da 15 mila pezzi nel 1944 a 200 mila pezzi nel 1946. La Mostra delle attività produttrici dell’Eritrea che si tiene ad Asmara in Corso Italia, già viale Mussolini, nel 1943, di cui all’archivio Diplomatico della Farnesina si trovano ancora i cataloghi con tutte le descrizioni degli stand italiani e anche indigeni, è un trionfo che mette in luce una miriade di nuove lavorazioni, dalle pelli, ai legnami, all’olio di merluzzo e di fegato di squalo, alla soda caustica, ai profumi, alle candele, alle ceralacche. Gli stessi indigeni, ex sudditi africani, vi sono ben rappresentati con i loro lavori, ormai pronti ad esprimere una sorta di nazionalismo che li spinge a sentire gli italiani come immigrati e a desiderare di capovolgere la storia e ad esprimersi contrari ad un ritorno della dominazione italiana.

 

Sull’onda di questo successo nasce nel 1944 l’Aepe, l’Associazione per l’esportazione dei prodotti eritrei, lo stesso già citato Melotti in missione commerciale ad Aden presenta un nutrito campionario di prodotti tra cui aceti, creme e lavori in alluminio di industrie eritreee. Per non parlare delle conserve di pomodoro esportate a Bengasi e il cotone grezzo inviato in Etiopia. Tra le aziende agricole quelle di Giacomo De Ponti che in 150 ettari produceva dura, erba medica, agrumeti, pascolo per bestiame, oltre ad un caseificio. Tra Cheren e Tesseni, il sistema di canalizzazione e idraulico era stato curato in modo eccellente. L’avvocato Carlo Matteoda sulle Pendici Orientali cura una azienda agricola coltivata ad agrumeti e frutti tropicali, granoturco, dura, ortaggi e granaglie. Basterebbe leggere gli scritti di Eldo Infante, nato in Argentina nel 1903 in Eritrea dal 1936 come addetto al Corpo Sanitario del Governo dell’Eritrea, direttore del Laboratorio di Igiene e Profilassi dell’Ispettorato della Sanità, autore di una monografia di oltre 550 pagine, nella quale passa in rassegna le principali realtà italiane del panorama industriale eritreo. L’attività italiana prende ancora più importanza se confrontata con gli ostacoli del periodo, ingigantiti dal fatto che dopo il 1945 i britannici puntarono più al totale soffocamento dell’economia italiana.  Nel 1948 iniziarono le violenze degli shifta, banditi locali, con assalti alle aziende agricole, aggressioni e feroci delitti. Un capitolo a sé Nicholas Lucchetti lo dedica alle demolizioni e alle requisizioni degli inglesi. Secondo uno stile già che noto gli inglesi smontarono e portarono via numerose attrezzature di rilevante peso economico per l’Eritrea. Un esempio per tutti, la teleferica Massaua-Asmara, definita un “vero e proprio monumento dell’ingegno e dell’operosità di Roma in Eritrea”. L’elenco delle demolizioni fu denunciato in più occasioni da Sylvia Pankhurst, grande avversaria della presenza italiana nel Corno d’Africa, che sottolineò come gli interventi dei britannici avrebbero arrecato pesanti effetti all’economica dell’intera regione. Tra gli atti citati lo smantellamento del cementificio di Abd El Cader e la vendita dei macchinari in Sudan, l’abbattimento di 75 edifici tra cui varie radio, un ospedale, un bacino galleggiante, due gru, 400 edifici di lusso, e altre fabbriche che qui non possiamo elencare. A questo si aggiunge la requisizione di beni di privati  che nulla avevano a che fare con le esigenze delle truppe di occupazione. Stagione contraddittoria, quella inglese, conclude Nicholas Lucchetti, per i suoi aspetti coloniali e imperialisti. Il piano britannico era chiaramente quello di cancellare l’impronta dell’amministrazione coloniale italiana.

 

L’ultimo brevissimo capitolo, che chiaramente lascia aperte le porte ad un proseguimento del lavoro di indagine storica, è dedicato all’Esposizione di Addis Abeba del 1951 che vide la partecipazione di numerose ditte italiane ancora attive in Eritrea. Tra di loro Melotti e De Nadai, che curava l’esportazione dall’Eritrea di prodotti ortofrutticoli e che nel 1952 aveva un giro d’affari di 30 milioni di dollari etiopici, proprietario di una propria agenzia marittima e quattro navi frigo. La società di Tullio Camerino, presente in Eritrea dal 1938, aveva ottenuto dal governo il diritto di raccolta della foglia di palma dum lungo il fiume Barca per vent’anni. Il libro si chiude senza giudizi né considerazioni, credo giustamente in quanto la ricchezza di informazioni e di dati sulle azienda apre la porta ad altre analisi future per meglio comprendere quel difficile e contrastato ventennio che tanto ha segnato la storia italiana. Sempre di Nicholas Lucchetti suggeriamo la lettura anche del libro di Italiani d’Eritrea. 1941-1951 una storia politica” (Aracne, Roma 2012) e anche l’articolo apparso su “I sentieri della Ricerca”, rivista di storia contemporanea (settembre 2009),  intitolato “Frammenti di vita postcoloniale negli articoli del Quotidiano eritreo”. Un lavoro illuminante su numerosi aspetti del rapporto con gli inglesi, ispirato alla cronaca giornalistica dell’epoca.

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17 juillet 2013 3 17 /07 /juillet /2013 08:01

 

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TESTATE ON-LINE. La registrazione presso i tribunali obbligatoria quando l’editore chiede finanziamenti pubblici, prevede di conseguire ricavi, rispetta una regolare periodicità e impiega giornalisti. Nel Roc soltanto gli editori. I blog non hanno l’obbligo di registrarsi presso i tribunali “a meno che non ricevano finanziamenti pubblici” (così la Cassazione civile). Le piccole testate online (con ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100mila euro) non obbligate alla registrazione.

analisi di Franco Abruzzo

INDICE
1. Premessa storica. L’Italia dalla Monarchia alla Repubblica: dal “permesso” di stampare alla libertà di registrare le testate presso i tribunali.
2. La lettura incrociata di nuove e vecchie norme.
3. Nel Roc gli editori che prevedono ricavi dalla loro attività e finanziamenti statali.
4. Due tipi di prodotto editoriale (senza o con periodicità regolare).
5. I vincoli della legge n. 47/1948 sulla stampa. Il direttore responsabile e la registrazione della testata.
6. La legge 223/1990 ( o "legge Mammì") modello per i giornali della rete.
7. L’informazione “spontanea”.
8. Il rapporto informazione telematica e articolo 21 della Costituzione risolto con la sentenza n. 2/1971 della Corte costituzionale.
9. La legge professionale dei giornalisti e la registrazione delle testate giornalistiche. Il ruolo del direttore responsabile
10. Conclusioni sulla registrazione delle testate online. Nessuna pubblicazione telematica si può “sottrarre ad una disciplina che è stata riconosciuta costituzionalmente valida per ogni tipo di giornale” (sentenza n. 2/1971 della Corte costituzionale). Solo le piccole testate online (che abbiano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100mila euro) escluse dalla registrazione.
11. Cassazione civile: i blog non sono stampa clandestina e non hanno l’obbligo di registrarsi presso i tribunali come testate giornalistiche a meno che non ricevano finanziamenti pubblici. Per il tribunale di Aosta i bloggers rispondono del reato di diffamazione.
Appendice (norme di riferimento).
Giurisprudenza

TESTO IN ALLEGATO

 

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7 juillet 2013 7 07 /07 /juillet /2013 06:32

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34°Premio Ischia di Giornalismo: Il dovere di informare, il diritto di conoscere

 

Lacco Ameno d'Ischia, 7  luglio 2013.  

In una calda serata del 6 luglio, nella  piazzetta di Santa Restituta, a Lacco Ameno, durante la serata  conclusiva della 34°  Premio Ischia che ha puntato tutto sullo slogan «Il dovere di informare, il diritto di conoscere», presentata da Paola Saluzzi, si sono alternate alcune delle firme più prestigiose del panorama giornalistico italiano ed internazionale.  Un caldo applauso è stato dedicato a Domenico Quirico, il giornalista de 'La Stampa’ ritenuto ancora disperso in Siria .

Una serata che ha riproposto, grazie alle immagini dell'ANSA, gli ultimi grandi eventi e che è stata allietata in diretta dal gruppo artistico di Edoardo Bennato con spacchi musicali in cui ha ovviamente cantato "L'isola che non c'è".

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Il caporedattore del Wall Street Journal, Francesco Guerrera, vince il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo ma la nota più toccante viene dalle parole della giornalista Lydia Cacho Ribeira, vincitrice del "Premio Ischia per i diritti umani", che ha denunciato un circuito di pedopornografia in cui si documentavano acquisti della disponibilità di ragazze vergini tredicenni, per 3.000 dollari, nell'ambito politico messicano e di vari casi irrisolti di abusi  su donne e omicidi a Ciudad Juerez.

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Nel discorso, concluso con uno standing del pubblico richiesto dalla Saluzzi, Lydia Cacho Ribeira ha informato che rischia ogni giorno la vita e riceve continue minacce anonime.

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In un ambito quasi internazionale, visto che si tratta di elementi dello Stato Pontificio, il premio per la sezione "reportage dell'anno" è stato conseguito dalla vaticanista scrittrice del Messaggero, Franca Giansoldati, per l'elezione di Papa Francesco, e dal fotografo Alessandro Di Meo, autore di una foto che ha fatto il giro del Mondo con l'immagine del fulmine che colpisce la guglia del Vaticano dopo le dimissioni di Benedetto XVI.

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Molte le donne che hanno conseguito il Premio Ischia di questa edizione: a Emanuela Audisio, di Repubblica, è andato quello del racconto sportivo, mentre quello per il commento politico è stato assegnato all'applauditissima Lilli Gruber, conduttrice della trasmissione quotidiana 'Otto e mezzo’ su La7.

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A Sarah Varetto, direttore di Sky TG 24 è stato conferito un premio speciale, in occasione del X anniversario  della prima testata "all news" in Italia


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Vincenzo Mollica, col sito web Tg1.it, è stato premiato per le video chat in cui partecipano i più importanti personaggi dello spettacolo italiano ed internazionale.


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Il Premio per l'analisi economicà è stato conferito a Isabella Bufacchi de Il Sole 24 Ore.


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A Luciano Onder è stato assegnato, invece, il 'Premio Ischia alla carriera’ per più di trent'anni di divulgazione scientifica.

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L'organizzatore del Premio Ischia, Dr. Valentino,qui intervistato dalla Saluzzi, ha apprezzato con particolare interesse il nostro giornale Royal Monaco per la presentazione grafica  ed idea innovativa del connubio web/cartaceo , edito e diretto da un ischitano all'estero.

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La giuria era presieduta da Paolo Graldi, dal segretario generale Carlo Gambalonga, e formata da Alessandro Barbano, direttore de 'Il Mattino, Luigi Contu, direttore dell'Ansa, Virman Cusenza, direttore de 'Il Messaggero, Marco Demarco, direttore del 'Corriere del Mezzogiorno, Massimo Franco, editorialista del 'Corriere della Sera, Roberto Napoletano, direttore de 'Il Sole 24 Ore, Giuseppe Marra, presidente dell'Adnkronos, Clemente Mimun, direttore Tg5, Mario Orfeo, direttore Tg1, Giovanni Maria Vian, direttore de 'L'Osservatore Romano. Tanti gli ospiti in platea. Tra gli altri, Azzurra Caltagirone, vice presidente Fieg, l’assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, Pasquale Sommese.

 

Reportage:Luigi Mattera (Dott.I.U.L.M.)

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PREMIO ISCHIA COMUNICATORI DELL'ANNO

Maurizio Salvi, di MSC Crociere e Flavio Natalia di Sky, sono i “comunicatori dell’anno” a cui è stato assegnato il riconoscimento per il 2013.

Maurizio Salvi, di MSC Crociere e Flavio Natalia di Sky, sono i “comunicatori dell’anno” a cui è stato assegnato il riconoscimento per il 2013.

I due responsabili della comunicazione delle rispettive strutture hanno vinto la quinta edizione del Premio Comunicatore dell’anno assegnato, come di consueto, dalla Fondazione Valentino nell’ambito del Premio Ischia internazionale di giornalismo.

I premi sono stati attribuiti “a due professionisti che nel corso dell’anno si sono imposti all’opinione pubblica attraverso le attività di comunicazione sviluppate per la capacità di riuscire a dare incisività all’azione delle organizzazioni di appartenenza in un periodo di particolari difficoltà legate alla crisi”. A Maurizio Salvi,Direttore Relazioni Esterne di MSC Crociere. la Fondazione Valentino ha riconosciuto “la capacità di aver strutturato la comunicazione del gruppo, valorizzandone le competenze e lo sviluppo motivazionale delle risorse. La MSC crociere ha attivato un tipo di comunicazione promozionale centrata su contenuti emozionali e suggestivi di grande efficacia.

A questo proposito si è scelto di premiare Salvi come “comunicatore dell’anno” valutando le attività di comunicazione corporate e di funzione sviluppate in una organizzazione di grande successo.”

A Flavio Natalie “per aver saputo costruire in questi anni una via sorprendente, sempre nuova e originale alla comunicazione aziendale nel settore televisivo, valorizzando sia i contenuti televisivi come i programmi in onda (le prime tv, le esclusive sportive, l’intrattenimento) sia la forza complessiva dei suoi prodotti (Skytg24, Sky sport, Sky cinema), sia il marchio Sky che l’innovazione tecnologica legate alla visione”.

In un anno particolare come questo la giuria ha premiato le attività di comunicazione di quelle organizzazioni che hanno agito con un pensiero positivo per lo sviluppo, per la crescita culturale e per una maggiore responsabilità sociale e ambientale.

I premi sono stati consegnati a Ischia sabato 6 luglio nell’ambito delle manifestazioni della XXXIV^ edizione del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.

Vincere il prestigioso Premio Ischia credo sia l’ambizione di qualsiasi comunicatore, per questa ragione ne sono molto orgoglioso” ha affermato Maurizio Salvi, Direttore Relazioni Esterne di MSC Crociere. “Un riconoscimento che ricevo grazie a MSC Crociere, una compagnia straordinaria che mi ha dato l’opportunità di ideare, organizzare e seguire numerosi eventi e iniziative di comunicazione di portata nazionale e internazionale. Il mio ringraziamento va quindi all’armatore, al mio staff e a tutta la compagnia che è dotata di grandi professionalità e di una forza propulsiva difficile da trovare in altre aziende multinazionali”.

***********************

I vincitori delle borse di studio

IULM di Milano e Suor Orsola di Napoli le due scuole vincitrici

Assegnate le borse di studio Premio Ischia Giovani. Giorgia Ceccacci, Eleonora Tedesco con il video ‘’Le Vene di Napoli’’ dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Carlotta Bizzarri con Micaela Farrocco dell’Università del Master di Giornalismo Iulm di Milano con ‘’Assalto alla Ricerca, lo scontro tra scienziati e animalisti’’, sono i vincitori ex aequo del “Premio Ischia Maria Grazia Di Donna”.La borsa di studio sarà erogata da Fondazione Coca-Cola HBC Italia”. Lo ha deciso la giuria composta da: Diego Antonelli, responsabile immagine dell’Agenzia Ansa, Antonella Baccaro, editorialista de “Corriere della Sera”, Massimo Bernardini, conduttore di Tv Talk, Emilio Carelli, editorialista Sky Tg24,Giuseppe De Filippi, capo redattore Mediaset e Giuseppe Marra, presidente dell’Adnkronos che si è riunita mercoledì 19 giugno presso il Palazzo dell’Informazione. Partner media dell’iniziativa è Rai Educazione. La giuria ha assegnato, una menzione particolare per l’assoluta originalità del tema e l’anticonformismo’’ il video “‘Assalto alla Ricerca, lo scontro tra scienziati e animalisti’. In collaborazione con la Fondazione Robert F. Kennedy Europe High School Journalism Award è stata assegnata anche la borsa di studio riservata alle scuole secondarie di II grado italiane. Il tema trattato dal concorso è stato il Bullismo. La giuria composta da: Luca De Biase, Il Sole 24 Ore, Domenico Guarino dell’emittente radiofonica Controradio, ed Antonella De Gregorio, Corriere della Sera., ha assegnato la borsa di studio della Fondazione Premio Ischia G. Valentino agli alunni Giada Corsi, Azzurra Veronica Giuntini e Alice Pinzauti con il video "Prima pensa, poi... clicca", della scuola "Tornabuoni-Beacci" di Firenze.

La cerimonia di consegna delle borse di studio si è svolta giovedì 4 luglio a Lacco Ameno presso il Museo di Villa Arbusto, nell’ ambito delle giornate dell’informazione del ‘’Premio Ischia Internazionale di giornalismo’’ .

(c)Premio Ischia

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16 juin 2013 7 16 /06 /juin /2013 07:45

 

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Sabato 22 giugno Nizza riceve Sua Eminenza il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Presidente del Consiglio Pontificale del Vaticano. 

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Il Cardinale Coccopalmerio aveva accettato l'invito da parte del Presidente dell'Amitié France - Italie, Dr. Paolo CELI, in occasione della visita a Papa Francesco, accompagnato dal Sindaco di Nizza Christian ESTROSI, il 10 aprile 2013.

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Paolo CELI
"È un evento straordinario che una tale personalità venga ad onorare Nizza e Christian ESTROSI così come la nostra associazione, associazione che vi ricordo vuole essere un ponte di amicizia tra i due stati e popoli, e vuole riunire in particolare gli italiani residenti in Francia ed i francesi di origine italiana, tutti uniti nell'attaccamento alla chiesa. Dopo avere ricevuto la benedizione di Papa Francesco, avere qui a Nizza Sua Eminenza è un immenso privilegio, ma la chiesa è per tutti, quindi chiunque può intervenire"  -ha dichiarato Paolo Celi.

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13 juin 2013 4 13 /06 /juin /2013 07:51

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Paolo Gila
Cosa misura l’economia

Che cosa misurano gli economisti quando osservano la realtà che li circonda? Come fanno le loro ricerche - e soprattutto - come costruiscono i dati e gli indicatori che poi diffondono al pubblico attraverso i libri, gli articoli scientifici, i giornali e le televisioni? Il nuovo libro di Paolo Gila, “Cosa misura l’economia”, pubblicato in versione e-book dalla casa editrice VandA e-Publishing, entra nel merito della complessa macchina scenica dei guru del denaro e della finanza che hanno elaborato gli indicatori di ricchezza e di povertà, del Pil e dell’inflazione, sino ai più recenti indicatori di felicità e di sostenibilità ambientale.  Gila può parlare con competenza di questi temi, non solo per la sua attività di giornalista e di saggista economico-finanziario, ma anche perché nel 2007 ha ideato e brevettato l’Indice Ifiit, il primo indice di fiducia sugli investimenti in innovazione tecnologica, accreditato presso diverse istituzioni e tuttora impiegato da operatori e ricercatori economici.

 

La nuova opera, dall’elevato valore divulgativo e critico, è meritevole di attenzione anche perché Gila – reduce dal successo editoriale di “Capitalesimo” pubblicato da Bollati Boringhieri - sa entrare nei meandri segreti della ricerca economica e ne porta alla luce i lati più complessi, contraddittori e anche paradossali.

 

Esemplare in questo senso il capitolo in cui si analizzano le procedure di calcolo dell’inflazione: il modo di misurare il costo della vita segue diversi modelli. In Europa è prevalso un sistema che si basa sugli studi illuministici di un esperto in statistica come Laspeyres, mentre negli Stati Uniti il calcolo viene eseguito con un altro metodo, quello elaborato nel secondo Novecento da Irving Fisher. Modelli diversi non possono che portare a risultati diversi e tra loro incompatibili, e questo è in aperta sfida al concetto di universalità della misura. Se davvero vogliamo rispettare la “scientificità” – a questo punto vera o presunta - dei metodi di calcolo, dobbiamo ripensarne e condividerne l’omogeneità strutturale.

 

Un altro capitolo interessante entra nel merito del Pil, il Prodotto Interno Lordo, che molti osservatori, anche politici e sociologi, vorrebbero sostituire con altri indicatori di benessere e di sviluppo.

 

Il modello e la cultura del Pil – ci ricorda Gila – si sviluppò con forza negli Stati Uniti all’epoca della Guerra Fredda. L’obiettivo dell’amministrazione americana era molto semplice: individuare e adottare misuratori economici che permettessero di comparare tra loro le forze economiche in campo. Usa e Urss, oltre che sulla carta geo-politica, conducevano una battaglia segreta a suon di strategie di politica economica: il Pil elaborato dall’economista Kuznet rispondeva perfettamente all’esigenza di calibrare bene le potenze duellanti dando numeri in grado di esprimere concetti e valori di forza politica e militare. In seguito il Pil è stato adottato da tutti i Paesi del mondo, anche se, a dire il vero, ognuno lo calcola a modo suo, come del resto è diverso il modo di calcolare il debito pubblico. Gli italiani considerano voce del debito anche la spesa regionale, che invece i tedeschi in parte escludono, rendendo di fatto scientificamente incompatibili le comparazioni dei risultati finali.

 

In un mondo dove avanza la globalizzazione e dove i mercati si unificano – questo il messaggio che lancia il testo di Gila - è urgente la necessità di individuare e condividere misuratori che siano accettati a livello internazionale, per evitare che l’inflazione e il Pil – come del resto accade oggi per numerosi altri indicatori – vengano calcolati in modo diverso in varie aree del pianeta, generando confusione ed errate valutazioni. Il problema è ancora più urgente se si considera che con internet e con le reti di comunicazione, con la moneta elettronica e con i sistemi di pagamento informatizzati, stiamo entrando nell’era digitale di Big Data, con un aumento vorticoso della massa dei dati e delle informazioni da trattare.

 

Con lo svolgimento di una serie di tappe molto interessanti, dove vengono analizzate e descritte le impalcature logiche e gli aneddoti che riguardano indicatori come la qualità, il benessere, lo sviluppo e la povertà, il libro di Gila si conclude con l’analisi delle nuove tendenze, che puntano sulla misura della felicità e della sostenibilità, considerate le più avanzate frontiere della ricerca economica. Per questa ragione vengono ben rappresentate le riflessioni di studiosi come Kahneman da una parte e Rees e Wackernagel dall’altra, che hanno dedicato i loro studi alle rispettive attività, felicità e sostenibilità, entrambe alla base delle discussioni attuali più avanzate.

 

Si possono misurare e calcolare la felicità dei paesi e la sostenibilità dei sistemi economici? Alcune scuole di pensiero rispondono di sì, altre – più o meno ortodosse – manifestano il loro aperto scetticismo. Ma il dado è tratto e la traiettoria delle nuove ricerche appare chiaramente definita. In un pianeta che cresce vertiginosamente a livello demografico e dove le ricchezze si stanno spostando da Occidente a Oriente, un indicatore sulla sostenibilità appare necessario e perseguibile. Per sapere quanto consumiamo rispetto a ciò che produciamo e soprattutto rispetto a ciò che ci resta, perché le risorse – come insegna l’economia – non sono infinite, ma scarse.

 

Paolo Gila, “Cosa misura l’economia”, VandA e-Publishing, Milano 2013

 


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12 juin 2013 3 12 /06 /juin /2013 21:10

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PIT TOURVAL / ALCOTRA 2007-2013 :

BILANCIO DEI 4 PROGETTI FRANCO-ITALIANI IN

FAVORE DELL’ECONOMIA TURISTICA RURALE

 

 

Piano Integrato Transfrontaliero denominato (PIT) TOURVAL nell’ambito del Programma europeo di cooperazione territoriale ALCOTRA 2007-2013, sullo sviluppo della economia turistica delle aree di montagna italo-francesi. Un centinaio di attori - partner turistici, economici, istituzionali e imprese franco-italiane hanno partecipato alla presentazione del bilancio dei 4 progetti del Piano Integrato trasfrontaliero (PIT) - "Diversificazione dell'offerta turistica transfrontaliera", "Valorizzazione dei prodotti tipici", "TOURVAL CAFFE", e " TOURVAL FORMAZIONE" al termine di 5 anni d’impegno e collaborazione. Questo seminario, organizzato dal Consiglio generale delle Alpi-Marittime, coordinatore del progetto insieme alla Provincia di Imperia, si è svolto il 7 giugno a NIZZA nell’emiciclo del Consiglio generale delle Alpi- Marittime
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Eric CIOTTI, Presidente del Consiglio generale delle Alpi-Marittime, inaugurando a fine mattina del 7 giugno il lancio della guida degli itinerari cyclo-turistici delle Alpi-Marittime, ha rinforzato questo approccio sensibilizzando un più largo pubblico grazie a numerose offerte tematiche transfrontaliere, centrate sul patrimonio, la natura e lo sport. Ha sottolineato peraltro l'importanza di questo progetto ambizioso dotato di un bilancio iniziale di 6 M € (4,7 M € di spese realizzate di cui totale costo Francia: 1,7 M € , 1M € di FEDER, e totale costo Italia: 3 M € , 1,8 M € di FEDER) per la valorizzazione delle tradizioni culturali, artigianali e gastronomiche dei due territori rurali transfrontalieri, che genererà al suo termineoccupazione e trafile di eccellenza. 

Luigi SAPPA, Presidente della Provincia di Imperia, è poi intervenuto sottolineando la qualità di questo progetto di cooperazione italo-francese ALCOTRA, come era già avvenuto con il progetto "PIT PORTS", ed ha ricordato il contesto che giustifica questo partnership transfrontaliero.

Un centinaio di attori - partner turistici, economici, istituzionali e imprese franco-italiane hanno partecipato alla presentazione del bilancio dei 4 progetti del Piano Integrato trasfrontaliero PIT "Diversificazione dell'offerta turistica transfrontaliera", "Valorizzazione dei prodotti tipici", "TOURVAL CAFFE", e " TOURVAL FORMAZIONE" nell’ambito del Programma europeo di cooperazione territoriale ALCOTRA 2007 - 2013.

Questo seminario, organizzato dal Consiglio generale delle Alpi-Marittime, coordinatore del progetto insieme alla Provincia di Imperia, si è svolto il 7 giugno nell’emiciclo del Consiglio generale delle Alpi-Marittime. "La crisi economica, la concorrenza delle nuove destinazioni turistiche e del low cost ha reso necessaria in questi ultimi anni nelle Alpi occidentali un veloce cambiamento delle strategie turistiche. 

BILANCIO DEI PROGETTI 1 & 2 : DIVERSIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA

BILANCIO DEL PROGETTO 3: TOURVAL CAFFE

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Céline LANCERY, Responsabile Sezione Azione Turistica per il conto del Consiglio generale delle Alpi-Marittime, e coordinatrice per l'istituzione del progetto TOURVAL CAFFE, ha presentato le differente azioni di accompagnamento sviluppate per aiutare le imprese turistiche italo-francesi (caffè ristorante, alloggi, commerci poliservizi), permettendo loro di migliorare la qualità della loro accoglienza e delle loro strutture, di valorizzare i prodotti della terra e la loro immagine a servizio di una clientela internazionale. L'obiettivo del progetto era anche di sviluppare sui due territori il marchio già presente in Francia " Bistrots de pays®".

Dopo 5 anni di sostegno e di lavoro, i partner di TOURVAL CAFFE hanno raggiunto i seguenti risultati:

-262 imprese italo-francesi che hanno aderito alle azioni TOURVAL CAFFE

-100 imprese italo-francesi si sono adeguate alle caratteristiche di qualità nazionali e/o europee.

-65 qualificazioni “Qualité Tourisme” e “Clef Verte” sono stati ottenute dai professionisti delle Alpi- Marittime; 12 imprese turistiche sono state qualificate “Bistrots de Pays®” e 23 qualificate “Bistrò di Paese”.

 

In termini di innovazione e di promozioni, TOURVAL CAFFE ha permesso la creazione di una carta “spiegando di chiamata”, di un servizio da tavola e di un e-catalogo " Echappées belles”, raggruppando 40 prodotti ed idee di soggiorno declinati intorno a 3 temi " Attività in piena natura", " Allenamento e benessere" e "Gran Turismo" consultabili su: www.cg06.fr,www.cotedazur-montagna.com e www.visitrivieradeifiori così come negli alberghieri e ristoranti qualificazioni.

BILANCIO DEL PROGETTO 4: TOURVAL FORMAZIONE

Paolo MICHELIS, consigliere della Camera di Commercio di Imperia, ha presentato a nome del’entecamerale, capofila del progetto TOURVAL FORMAZIONE, i risultati generati dalla piattaforma di scambi Web del PIT TOURVAL, favorendo borse per stage ed occupazione al servizio della mobilità tra studenti, di persone in cerca di impiego e DRH di imprese : -163 datori di lavoro l'hanno utilizzata e 17 studenti hanno trovato uno stage alla fine degli studi.

Una trentina di persone hanno beneficiato di due corsi di formazione per rispondere ai bisogni dei diversi progetti: il primo sui mestieri di promozione turistica del territorio transfrontaliero per coloro che sono alla ricerca di impiego, il secondo per i professionisti, mirava alla riqualificazione delle loro attività.

"Nella seconda fase abbiamo instaurato degli standard comuni per sviluppare delle azioni di promozione congiunte. Una cartografia precisa e dettagliata dei prodotti tipici di ogni territorio è stata elaborata per valutare il loro potenziale economico: più di 200 prodotti tipici di qualità sono stati repertoriati e valorizzati attraverso numerose operazioni (incontri coi professionisti, partecipazione alle manifestazioni, eductours, azioni di promozione e di marketing...).

Alla fine di questo progetto, gli obiettivi iniziali sono stati realizzatii: i professionisti moltiplicano oggi le partnership in rete, aprendo così delle nuove prospettive promettenti all'orizzonte 2014 -2010."

 

Claudio DE MONTE NUTO, coordinatore PIT TOURVAL per la Provincia d’Imperia ha spiegato la metodologia utilizzata durante les due fasi del progetto e ha presentato i risultati dei due progetti gestiti dalla Provincia d’Imperia :

 

- « Diversificazione delle’offerta turistica transfrontaliera»

- « Valorizzazione dei prodotti tipici »

 

La prima fase è stata dedicata all'identificazione dei professionisti (analisi esauriente e qualitativa) grazie ad una piattaforma-pilota web PIT TOURVAL.

" Questo sito ha facilitato così gli scambi di buone pratiche tra operatori turistici intorno a temi trasversali " arte di vivere" (come lo sport per esempio, tessendo un legame sociale polisettoriale), pure permettendo loro di beneficiare di una buona visibilità internazionale.


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7 juin 2013 5 07 /06 /juin /2013 14:14

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TUTTI GIORNALISTI ?

Frontiera. Tutti giornalisti? E’ sempre più probabile che lì dove succede qualcosa ci sia almeno una persona con uno smartphone. Per questo i citizen journalist sono alleati dei giornalisti. E viceversa: senza l’esperienza dei giornalisti professionisti, senza la loro capacità di dare un senso al materiale grezzo che arriva dai lettori, quel flusso resta informe.

Opinioni-Giovanni De Mauro
(Internazionale, 7/6/2013)

Ai 13.500 giornalisti statunitensi che negli ultimi tre anni hanno perso il lavoro si sono appena aggiunti i 28 fotoreporter del Chicago Sun-Times, il secondo quotidiano più importante di Chicago, che il 30 maggio hanno ricevuto una lettera di licenziamento. “Il nostro giornale si sta evolvendo insieme ai suoi lettori”, ha detto in un comunicato la proprietà.

 

Ricordate il drammatico video dell’uomo che ha ucciso un soldato a Londra, ripreso con le mani insanguinate e una mannaia in mano? È stato trasmesso da Itv News e poi dalle tv di tutto il mondo. Ma non l’ha girato un giornalista. Il video è stato fatto con un BlackBerry da una persona che si trovava lì per caso (stava andando a fare un colloquio di lavoro). Qualche anno fa, a Ferrara, David Randall si divertì a chiedere alle centinaia di ragazzi e ragazze che l’ascoltavano quanti sarebbero stati disposti a farsi operare d’appendicite da un “citizen chirurgo” o a farsi difendere in tribunale da un “citizen avvocato”. Il citizen journalism, cioè il giornalismo partecipativo, quello che coinvolge attivamente i lettori, offre grandi opportunità.

 

Soprattutto oggi che con gli smartphone si possono scattare foto, girare video, scrivere testi da qualunque angolo del pianeta. È impossibile che i giornalisti riescano ogni volta a trovarsi nel posto giusto al momento giusto, mentre è sempre più probabile che lì dove succede qualcosa ci sia almeno una persona con uno smartphone. Per questo i citizen journalist sono alleati dei giornalisti. E viceversa: senza l’esperienza dei giornalisti professionisti, senza la loro capacità di dare un senso al materiale grezzo che arriva dai lettori, quel flusso resta informe. È solo quando finisce in prima pagina sul New York Times che la foto scattata da un lettore diventa una notizia. Jay Rosen, della New York university, ha parlato di networked reporting. È una nuova frontiera, e la stiamo attraversando ora.

 

(Internazionale, numero 1003, 7 giugno 2013)



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30 mai 2013 4 30 /05 /mai /2013 23:18

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L’Ambasciatore Italiano a Monaco in visita sul M/Y Stella Maris

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L’Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco S.E. Antonio Morabito quest’oggi ha visitato lo Stella Maris, ammiraglia del cantiere navale italiano VSY, che si trova nelle acque antistanti il porto di Monaco.
L’occasione è nata dalla comune volontà di promuovere le eccellenze italiane in territorio estero, valorizzare l’immagine dell’Italia sulla scena internazionale e sostenere il vantaggio competitivo del Sistema Italia nel mondo: una naturale sinergia che traduce in proposte concrete il valore aggiunto del made in Italy, della sua capacità di essere protagonista di innovazione e qualità.
Stella Maris, che si trovava a Monaco per il Gran Premio di Formula 1, è anche la madrina del programma Charting Sustainability e continuerà a seguire la sua rotta nelle acque francesi, monegasche ed italiane per promuovere una nuova governance sui temi del Mediterraneo e del sistema mare orientata alla sostenibilità.
L'importante iniziativa è promossa dal giovane cantiere navale VSY, che si distingue per qualità, tecnologia, design, stile italiano, all'interno di un progetto di sostenibilità integrata, in grado di portare nei processi aziendali – nella filiera produttiva e nel prodotto stesso – collaudati protocolli di sostenibilità integrata a favore della valorizzazione del nostro patrimonio naturale, della qualità, del valore sociale e della positiva ricaduta sul territorio delle filiere produttive virtuose.
VSY
Via dei Pescatori 56_55049 Viareggio (Lu)_Italy
tel. +39 0584 39671
fax +39 0584 388870
www.vsy.it – info@vsy.it

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27 mai 2013 1 27 /05 /mai /2013 20:20

 

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SOSPESO IL PAGAMENTO DELL’ IMU MA SOLO SULLE PRIME CASE ED I TERRENI AGRICOLI IL 17 GIUGNO SCADE IL PAGAMENTO DELL’ IMU SULLE SECONDE CASE


Con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale italiana, è ufficialmente in vigore dal 22 maggio 2013 il decreto che sospende la rata dell’ IMU di giugno su prime case e terreni agricoli.
Tuttavia questa sospensione non riguarda gli emigrati italiani poiché la loro abitazione in Italia è ancora ritenuta la “seconda casa” ai fini dell’IMU.
Infatti - nonostante le ripetute proteste della UIM, dell’associazionismo italiano, dei Comites, del Cgie e, nondimeno, la recente proposta di legge presentata dalla on.le Laura Garavini (PD) eletta in Europa per il riconoscimento come “prima casa” dell’abitazione degli iscritti all’AIRE e gli interventi di altri parlamentari eletti all’estero – l’abitazione in Italia degli italiani all’estero è tuttora considerata “seconda casa” e quindi gli emigrati devono versare anche per quest’anno l’IMU con l’aliquota più alta e senza detrazioni come già avvenne nel 2012. Gli unici a salvarsi da questa ingiusta discriminazione e che, quindi, possono avvalersi della sospensione del pagamento dell’IMU, sono quegli iscritti all’AIRE la cui abitazione in Italia si trova in uno di quei pochi comuni in cui vige un Regolamento che ha assimilato la loro casa ad abitazione principale.
Quindi, per tutti gli emigrati che devono versare l’IMU, attenzione alla imminente scadenza del prossimo 17 giugno entro la quale va effettuato il pagamento dell’ imposta. Coloro che, risiedendo all’estero, avessero difficoltà a versare l’IMU potranno rivolgersi ad un circolo UIM (www.uim.it) oppure ad una sede del patronato ITALUIL (www.italuil.it) che offriranno questo servizio tramite il Centro di Assistenza Fiscale della UIL (CAFUIL).
Nel Decreto succitato si annuncia anche una riforma complessiva dell’attuale normativa sull’imposizione fiscale dei patrimoni immobiliari, ivi compreso anche l’imposta comunale sui rifiuti ed i servizi e cioè la TARES. Una riforma per la quale il governo di Enrico Letta si è dato cento giorni di tempo per realizzarla. Se ciò non dovesse avverarsi, allora, entro il prossimo 16 settembre, andrà pagato l’acconto, non versato a giugno, anche da parte dei proprietari di una “prima casa” e, di conseguenza, vi sarà poi la scadenza del 16 dicembre 2013 per il saldo dell’IMU per tutti i proprietari di un’abitazione (e terreni), indipendentemente che siano considerate prime o seconde case.
Dino Nardi, coordinatore UIM Europa e membro Cgie
Zurigo, 27 maggio 2013

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25 mai 2013 6 25 /05 /mai /2013 18:12

 

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ROYAL MONACO EDIZIONE SPECIALE FESTIVAL DEL CINEMA DI CANNES

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24 mai 2013 5 24 /05 /mai /2013 10:47

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    Il  Consiglio di Amministrazione ha deliberato di istituire un PREMIO AIIM come da regolamento che troverete in allegato.

 

L'iniziativa nasce da una proposta del socio De Wan già presentata in sede di Assemblea Generale Ordinaria del 25 marzo 2013. Al socio De Wan che generosamente ha sostenuto i costi di progettazione e di approntamento dei prototipi va il più sentito ringraziamento da parte dell'AIIM.

 

E' intendimento del CdA, per questo primo anno, di abbinare la consegna del PREMIO AIIM all'evento di gala che sarà organizzato per festeggiare i primi 10 anni di vita associativa e che, ragionevolmente, dovrebbe aver luogo verso la fine del mese di ottobre p.v.. Chi desiderasse contribuire, anche parzialmente, alla sponsorizzazione dell'evento "decennale AIIM" è pregato di rappresentare sin d'ora il proprio interesse.

 

Attiriamo la vostra attenzione sul fatto che la partecipazione al premio è gratuita e riservata ai soci ordinari e corrispondenti in regola con il pagamento delle quote sociali. La segnalazione del nome del candidato prescelto unitamente alla motivazione della proposta dovrà pervenire all'AIIM entro e non oltre il prossimo 30 giugno 2013.

 

L'ufficio rimane a disposizione per qualsiasi ulteriore dettaglio ritenuto necessario. In particolare per questioni relative al Regolamento è a disposizione il Segretario Generale Dr Giuseppe Ambrosio (cell. +33 (0) 686 352 510)

 

 

AIIM
17, avenue de l'Annonciade
98000 Monaco
Tél./Fax:+377.93504490
email: info@aiim.asso.mc
website: www.aiim.asso.mc

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