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8 décembre 2012 6 08 /12 /décembre /2012 11:09

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PRIMO WEB MAGAZINE AL MONDO DI MONACO DIVENUTO CARTACEO.       

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New York – L’uomo che
sta per essere travolto
dal treno. Nessun aiuto.
Il fotografo scatta.
La professione comanda
sul diritto alla vita.

La ricerca dello scoop è un atto compulsivo, atteso, cercato spasmodicamente in anni di vita nelle redazioni dei giornali. E’ inutile nascondersi. L’educazione all’orrore si fa da anni nei giornali, i capiredattori, i direttori chiedono sangue. In Italia e anche altrove. In tutto il mondo. Inutile e falso, dunque, chiedersi perché un fotografo ha scattato la foto piuttosto che salvare un povero disgraziato stritolato, a sua detta, come un fantoccio da un treno in corsa.

di Paola Pastacaldi

Il 13 gennaio del 1928 il tabloid Daily News vendette un milione di copie in più. Il giornale per la prima volta faceva vedere ai suoi lettori una condannata a morte (amarezza del caso vuole che fosse una donna, Ruth Snyder, in tempi di femminicidio non ci stupiamo). La foto era stata realizzata da un giornalista, che aveva nascosto sotto i calzoni una piccola macchina fotografica. E l’aveva accesa nel momento dell’esecuzione. I fotografi, infatti, non erano ammessi alle esecuzioni. Anche allora come oggi tante polemiche, ma sembra che da allora nessuno in Usa abbia osato pubblicare la foto dei giustiziati. Oggi, come allora, però ne parliamo, abbiamo ancora un residuo di capacità di inorridire.

 

Alla fermata di Times Square, nel centro brulicante e ricco di New York, c’è tanta folla. Un fotografo free lance vede un uomo che tenta di arrampicarsi sul marciapiede, è caduto sui binari. Qualcuno lo ha spinto, il treno sta arrivando. E’ quasi arrivato, l’uomo sta per essere investito, tenta di risalire la banchina ma non riesce. Si capisce che sarà investito dal treno davanti agli occhi di altre persone inermi, non sanno che fare. Sono attimi, in cui i presenti pensano certamente a che cosa possono fare per salvare la vita di quell’uomo sconosciuto, ma il treno non attende. E il fotografo scatta. La professione comanda.

 

La ricerca dello scoop è un atto compulsivo, atteso, cercato spasmodicamente in anni di vita nelle redazioni dei giornali. E’ inutile nascondersi. L’educazione all’orrore si fa da anni nei giornali, i capiredattori, i direttori chiedono sangue. In Italia e anche altrove. In tutto il mondo. La foto, soprattutto la più drammatica, la più acerba, la più terribile, quella che sembra impossibile, raccapricciante, è la più ricercata, la più voluta e richiesta. E anche pagata. Benissimo. Inutile mentire. Il motivo è ancora più chiaro e noto. Come nel 1928 per la condannata a morte, anche oggi l’orrore vende, l’orrore sbattuto in prima pagina paga. La legge italiana parla di foto raccapriccianti, non ammesse a causa dal comune senso del pudore. Si rischia la galera. Ma quale è oggi ormai il comune senso del pudore, in mano ai media? Il comune senso del pudore ha fatto un balzo nell’orrore.

 

Da anni assistiamo, inermi, compiacenti, infastiditi, indifferenti, nauseati, a morti in diretta, guerre, attentati suicidi, quasi delitti,  siamo costretti a guardare le foto dei cadaveri sparsi sulla sabbia dello tsunami, ai corpi smembrati delle decine di attentati in Israele e altrove. E’ vero che decine di lettori hanno scritto ai grandi quotidiani: “Basta, siamo stufi di guardare cadaveri!”. Il problema è che gli editori, cioè i giornalisti comandati dagli editori e spaventati dal ricatto del posto di lavoro (ormai non più sicuro), non vogliono condividere questa scelta coi lettori; i mostri li sbattono in prima pagina, senza dire né chiedere nulla a nessuno. Né alla deontologia, tantomeno alla loro coscienza o a quello che avanza della loro coscienza. Diciamo di più, durante i sequestri di soldati nella guerra dell’Irak e dell’Afghanistan, minacciati di morte per decollamento (uccisioni poi avvenute con tanto di video consegnato ai giornali), gli annunci di morte avvenuta e le relative foto venivano sbattuti in home page dei siti dei quotidiani in una lotta feroce a chi arrivava prima a dare la notizia del morto, prima ancora che fossero eseguiti. Avete letto bene. Prima. Perché? Ma perché chi dava la notizia prima era più bravo, avrebbe avuto più contatti.

 

La morte vende, è una notizia vecchia come l’uomo. Il fatto che la morte oggi sia rappresentata come una recita teatrale, pronta per un usa e getta sulle tavole degli italiani all’ora di cena, bambini e innocenti compresi, ha alzato la qualità dell’orrore. I professionisti della comunicazione, giornalisti, fotografi, non ultimi gli editori, si sono da tempo messi alla ricerca di qualcosa di più terribile, di sempre più agghiacciante. Cercano di inscenare la realtà più atroce, per dire ai lettori, noi siamo i più bravi. Ma le copie vendute in più non garantiscono certo la qualità di diffusione di quel giornale. Ormai è un gioco al massacro, che gli stessi lettori e telespettatori stanno smascherando, colpiti da nausea. Hanno capito che, come diceva Popper, che sul cibo che puzza della televisione o degli altri media i giornalisti versano oggi molte, troppe spezie per non far sentire il cattivo odore di merce avariata che viene dalle notizie che gli operai dell’informazione sono costretti a ficcare dentro i media. Inutile e falso, dunque, chiedersi perché un fotografo ha scattato la foto piuttosto che salvare un povero disgraziato stritolato, a sua detta, come un fantoccio da un treno in corsa.

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30 novembre 2012 5 30 /11 /novembre /2012 09:56

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Attività parlamentari in Italia


29 novembre 2012
Legge di stabilità 2013: i miglioramenti approvati dalla Camera

La Camera dei Deputati ha approvato la legge di stabilità 2013 congiuntamente alla legge di bilancio per il triennio 2013-2015. Il provvedimento è passato ora all'esame del Senato, che probabilmente vi apporterà alcune correzioni e sarà quindi approvato definitivamente (senza nuove modifiche) in terza lettura alla Camera. Devo rilevare che vi è stato un notevole contributo della Camera per il miglioramento delle disposizioni varate dal Governo, non ultime quelle su cui mi sono battuto, come la detrazione per carichi di famiglia per i lavoratori italiani all'estero. 
Questa legge di stabilità, in buona parte riscritta con una forte attenzione alla crescita e alle priorità sociali della famiglia e del disagio, realizza gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nella Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2012, consentendo il raggiungimento dell'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, in termini strutturali, e il finanziamento di alcune spese indifferibili, nel rispetto dell'obiettivo di medio termine concordato in sede europea. 
Particolare di rilievo: parte delle risorse è stata garantita dall'introduzione dell'imposta di bollo sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, con un gettito atteso di circa 1,09 miliardi per ciascun anno del triennio.
La Legge di stabilità 2013, per quanto concerne il bilancio del Ministero degli Affari esteri, segna un'inversione di tendenza su alcuni capitoli di spesa riguardanti gli italiani all'estero: non è molto, ma alla luce dello stato della finanza pubblica, non è da buttare. Rispetto al 2012 si prevede un incremento delle risorse per i corsi di lingua e cultura italiana, quando si temeva invece il definitivo smantellamento degli enti gestori; inoltre si attribuiscono maggiori risorse agli organismi di rappresentanza e all'assistenza per i cittadini emigrati in stato d'indigenza. Un segnale parimenti positivo è l'inversione di tendenza nella dotazione dei fondi per la cooperazione allo sviluppo, per i quali la Commissione affari esteri ha sottolineato l'esigenza di agire privilegiando il conseguimento dei risultati e lo snellimento delle procedure amministrative. 
Per una migliore comprensione delle modifiche migliorative della legge di stabilità ottenute in Parlamento, vi proponiamo la lettura del dossier elaborato dal gruppo parlamentare del PD (vai al dossier)

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 17:12

 

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MARINA CICOGNA: Lettera a Ljuba

 

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Non riesco a scrivere cio’ che vorrei per il tuo mensile a Montecarlo. Sono concentrata su due avvenimenti che occupano gran parte della mia giornata e perfino i miei sogni notturni. Il primo è un complicatissimo trasloco!

Devo arredare la nuova casa di Roma con mobili provenienti da quella venduta due anni fa a St.Tropez, altri da una casa a Mondavio nelle Marche, altri ancora qui a Modena : vasi,quadri, lampade. Come ricordarli uno ad uno, nella mia testa ,la loro nuova sistemazione? Letti, sedie, consolle - rimpiazzarli qua e là : un inferno , una grande sfida, una lezione di precisione che non coinvolge solo me ma i trasportatori, quelli che attaccano i quadri ai muri, che riposizionano le luci. A parte questo c’è l’uscita del moi nuovo libro edito da  Edimond , « La mia Libia ».


Il Ministro degli Esteri, Giulio Terzi di St.Agata, mi ha fatto l’onore di presentarlo alla Farnesina Era appena tornato dalla Libia, paese per noi importantissimo, vicino e strategico, che si affaccia sull’altra sponda del Mediterraneo e che penso non voler più visitare per non rovinare il ricordo degli anni, dei mesi bellissimi che li ho vissuto ed a cui tu hai partecipato quando eravamo giovani, belle e pensavamo che quella vita straordinaria e pacifica non avrebbe  mai avuto fine.

Ora, corro di nuovo a Roma a presentare il libro a "Uno Mattina" ed a Parigi, dove Diego della Valle e Farida Khelifa Seydoux, responsabile del marchio « Schiapparelli » danno una cena in mio onore. Ecco perché non posso passare il tempo a chiacchierare al telefono con te o venire a trovarti. Ma prima di Natale  vengo di sicuro a Montecarlo ad abbracciarti. Poi per Capodanno parto per un mese di vacanza a Rio de Janeiro e Punta del Este per riprendere fiato e riposare al caldo, anche se il Sole stesso, alla mia età, è strettamente « verboten »  : quante proibizioni ! Cerchiamo, comunque, sempre cose nuove. Ti abbraccio. Marina Cicogna

 

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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 09:03


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Je vous fais suivre cette petite vidéo que je viens de recevoir car elle sort de l'ordinaire.(3 mns)
J'espère que cela vous fera passer un petit moment agréable. Ce n'est, ni violent, ni politique, ni religieux.
C'est tout simplement étonnant et s'il y a un truc c'est magistralement fait .
Une petite détente qui n'a jamais fait de mal à qui que ce soit.  Cliquez sur le lien ci-dessous et laissez faire. 
> http://www.safeshare.tv/w/gdhRWNSrls
ou:



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27 novembre 2012 2 27 /11 /novembre /2012 08:48

 

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Opinioni
25/11/2012 - violenza sulle
donne- il mondo dice no

La cultura di morte
si batte con le parole.
L’uomo-cacciatore, la preda,
il raptus: i luoghi comuni
possono anche uccidere

di Michela Murgia * - La Stampa

L’uomo è cacciatore. È da quando ho le orecchie per sentire che questo modo di dire ritorna inesorabile in ogni discorso in cui si voglia giustificare in un uomo l’attitudine all’incostanza sentimentale, l’insistenza ottusa nel corteggiamento o la frustrazione di chi si è visto sfuggire di mano la preda perché lei, rompendo le regole del gioco di ruolo, gli ha imposto un rifiuto netto e non previsto. 

 

Lo dicono i padri ai figli e le madri alle figlie; se lo ripetono tra loro gli amici ammiccanti con una pacca sulle spalle e lo mormorano le donne alle amiche con un’alzata di occhi al cielo, tutti con la stessa leggerezza: «Eh, che ci vuoi fare... L’uomo è cacciatore e la donna è preda». Magari dopo averla detta sorridono. Non realizzano di avere dentro alla testa l’associazione micidiale tra seduzione e morte. Fanno finta di non ricordarsi che il cacciatore la preda la insegue per ucciderla. 

 

Le donne in quella frase ascoltano una storia dove si dice loro che essere desiderate implica il rischio di essere uccise. Ogni volta che quella frase viene ripetuta, si consolida inconsapevolmente in chi ascolta la convinzione che quello che viene messo in scena a parole sia non solo accettabile, ma faccia addirittura parte della natura della cose: l’uomo insegue, la donna scappa, l’uomo spara, la donna muore, amico: che ci vuoi fare? Il linguaggio comune è pieno di espressioni simili. Chi le usa non pensa ai loro sottotesti, ma questi passano anche se chi li veicola non ne è perfettamente consapevole, perché le parole hanno un grande potere: confermano immaginari, consolidano visioni e generano realtà. Il numero di donne uccise dagli uomini ogni anno in questo paese parla chiaro: per quanto si cerchi ancora di rubricarli come casi singoli di follia circoscritta, i femminicidi appaiono sempre più chiaramente come un fenomeno culturale, la radiografia di una società maschilista in crisi, dove il prezzo della vita delle donne è messo in conto come danno collaterale alla perdita degli equilibri di ruolo. In questo processo di minimizzazione, le parole che usiamo per raccontare gli uomini, le donne e le loro relazioni hanno un peso enorme e ancora troppo poco considerato da chi pratica parola pubblica e ha la responsabilità di renderne conto. Così negli ultimi anni è accaduto che si siano mobilitate associazioni contro la pubblicità sessista, che le donne si siano organizzate anche in piazza per chiedere maggiore rispetto dalle istituzioni e che si sia alzata la voce per chiedere maggiori investimenti verso i centri di accoglienza e supporto contro la violenza. Ma in questo moto evidente di sensibilizzazione è accaduto anche che i professionisti della parola – giornalisti e giornaliste, professionisti televisivi e opinionisti a tutti i livelli mediatici – poche volte abbiano sentito altrettanto forte il desiderio di riflettere sul linguaggio che racconta la relazione tra i sessi e sulle sue conseguenze. Il modo in cui i quotidiani danno le notizie dei femminicidi è un esempio evidente di normalizzazione della narrazione violenta che riguarda i rapporti tra uomini/cacciatori e donne/prede. 

 

Delitto Passionale, Violenza Familiare, Dramma della Gelosia, Raptus di Follia: sono tutte espressioni che ripetono e amplificano l’idea che amore e morte siano apparentati, che familiare sia un complemento di specificazione della violenza, che il sentirsi traditi o deprivati la possa giustificare e soprattutto che gli esiti estremi, quelli che lasciano le donne senza vita sui pavimenti delle loro stesse case, siano gesti fuori dalla ragione, colpe senza colpevoli, buchi neri dove far svanire ogni tentativo di lettura più complessa. È necessario che i narratori delle trame pubbliche si fermino e si riprendano la responsabilità delle parole. Occorre fare insieme la fatica di confrontarsi per provare a rivedere le trame che tutti abbiamo contribuito a consolidare; solo da una nostra differente volontà narrativa può scaturire la possibilità che il futuro delle donne sia un’altra storia. 

 

*Scrittrice, è autrice di «Accabadora» (vincitore del Campiello) e di « Il mondo deve sapere», cui si ispira il film di Virzì «Tutta la vita davanti» 

 

In http://www.lastampa.it/2012/11/25/cultura/opinioni/quando-le-parole-preparano-il-femminicidio-feTvIxpm8ryOtHUYA7MPFJ/pagina.html

 

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25 novembre 2012 7 25 /11 /novembre /2012 09:29

 

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NICE Le Plan hiver de la Préfecture des Alpes Maritimes
Écrit par VW   
Jeudi, 22 Novembre 2012 14:38

hiver-planNICE PRÉFECTURE HIVER - De l'accueil d'urgence à l'insertion sociale durable, le plan hiver de la Préfecture des Alpes Maritimes

Depuis le 1er novembre, le plan hiver est activé dans notre département. Ce dispositif est destiné aux personnes en difficulté de logement ou sans domicile fixe. De l'accueil d'urgence à l'accompagnement vers une insertion sociale durable, le plan hiver est déployé en complémentarité et en partenariat avec les collectivités locales et les associations.

Quelle est la capacité d'accueil du département des Alpes-Maritimes ?

Le département des Alpes-Maritimes dispose d'une capacité permanente de 170 places pour les accueils de nuit à Nice, Cannes, Antibes, Vence et la Colle sur Loup.

A cette capacité d'accueil permanente s'ajoutent :

50 places d'accueil d'urgence (PAU) réparties dans le département.

Ces PAU sont portées à 76 places depuis le 1er novembre 2012.

      • 58 places de stabilisation à Nice et Antibes
      • 109 places relevant du Centre d'hébergement et de réinsertion sociale (CHRS) pour l'accueil d'urgence des personnes les plus en difficulté à Menton, Nice et AntibesGolfe Juan.
82 places d'accueil de nuit à Grasse, Saint-Laurent du Var, Cagnes sur Mer et Nice pendant la durée de la période hivernale (du 1er novembre au 31 mars), dont 35 places en Halte de nuit (qui permet l'accueil des personnes accompagnées d'animaux)


En quoi consiste le plan hiver ?

En période hivernale, le nombre d'équipes mobiles du SAMU social est augmenté.

Par ailleurs, les effectifs du 115 sont également renforcés pour être en capacité de répondre aux signalements et aux appels.


Le plan hiver comprend 3 niveaux : « mobilisation hivernale », « temps de grand froid » et « froid extrême ».

1- Mobilisation hivernale (niveau 1)

La mobilisation hivernale est activée tous les ans du 1er novembre au 31 mars.

Le niveau 1 prévoit :

-l'ouverture de capacités d'hébergement supplémentaires, soit 82 places d'accueil de nuit

-le déploiement d'équipes mobile d'aide aux personnes en difficulté

-le renforcement des équipes du 115

2- Temps de grand froid (niveau 2)

Le niveau 2 est déclenché en fonction des prévisions météorologiques fournies par Météo France, avec une attention particulière portée sur la température ressentie (calculée à partir de la température de l'air et la vitesse du vent, elle traduit l'intensité du refroidissement subi par les parties du corps exposées).

Le niveau 2 prévoit :

-la mobilisation de capacités d'hébergement supplémentaires, en complément de celles du niveau 1, soit 51 places prévues en centre d'accueil de nuit et 31 places d'hôtels mobilisables (soit 81 lits supplémentaires pour tout le département)

-l'ouverture de nuit des lieux d'accueil de jour

-le renforcement des équipes mobiles avec une intensification des maraudes, en lien avec les différents réseaux de secouristes

-la constitution d'équipes du 115 supplémentaires

3- Froid extrême (niveau 3)

Le niveau 3 est celui d'une crise exceptionnelle dont la gestion doit relever des différents plans d'urgence et de sécurité civile définis pour le département des Alpes-Maritimes.

Quel est le rôle du 115 ?

Le 115 assure la coordination des dispositifs de veille sociale destinés aux personnes en situation de précarité. Financé par l'Etat, et de compétence départementale, le 115 est anonyme et gratuit depuis un téléphone fixe, portable ou une cabine téléphonique.

Le 115 répond à tout appel d'une personne ou d'une famille en difficulté ou sans domicile fice, d'un partenaire ou d'un citoyen qui signale une situation de détresse sociale.

Les travailleurs sociaux du 115 offre une écoute tous les jours de l'année de 9h à 23h. A partir de 23h, le dispositif SOS Amitiés prend le relais. L'écoute est renforcée de 16h à 22h en période hivernale.

Le 115 est en lien direct avec les équipes mobiles, le SAMU social de Nice et les autres services d'urgence (Sapeurs-pompiers, 17, 15, 112)

Quelles sont les missions du 115 dans le cadre du plan hiver?

Le 115 apporte des réponses rapides et concrètes grâce à sa connaissance du territoire et des structures d'accueil.

Le 115 est ainsi en mesure d'informer les personnes en difficulté sur :

-les structures ouvertes à l'hébergement : hébergement d'urgence, accueil de jour, halte de nuit

-l'aide alimentaire : restaurants municipaux, colis alimentaires, repas organisés par les associations, distributions alimentaires de rue

-l'accès aux soins et à l'hygiène

-les services sociaux et les associations d'accueil des personnes en difficulté.

Le 115 propose, suite à tout appel, une solution pour répondre à l'urgence sociale :

-une information sur le dispositif d'aide existant sur la commune ou le département

-une orientation et un accompagnement en accueil de nuit, de jour ou à l'hôtel

-une intervention de Médecins du Monde pour une consultation médicale

-une orientation et un accompagnement vers le CHU

Afin que le 115 puisse accomplir sa mission, il est rappelé que tout citoyen se doit de signaler les situations d'urgence sociale dont il a connaissance.


Copyright ©2012 NRV Nice RendezVous

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22 novembre 2012 4 22 /11 /novembre /2012 17:13

 

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15 ans d’activité pour la Chambre de Commerce Italienne

La Chambre de Commerce Italienne a organisé une conférence pour la commémoration de sa fondation. 150 personnes, élus, entrepreneurs et professionnels de la coopération transfrontalière ont participé à la conférence sur le thème « Les territoires transfrontaliers face à la crise : Quels enjeux pour Nos Alpes Méditerranée ? » organisée au Boscolo Exedra de Nice.

Incroyable nombre d’autorités présentes !!!
Un députe par Région, un Président par chaque chambre consulaire, la Ville de Nice, la Métropole Nice CA, les villes de Cannes, Cagnes-sur-Mer, Grasse, Vence, Villeneuve-Loubet, Menton, Villefranche et Antibes présents.

La conférence, animée par Agostino PESCE, DG de la Chambre de Commerce italienne a été l’occasion pour toutes les autorités présentes de faire le point d’une collaboration souvent plus formel que substantiel.

Le député Claudio Scajola, ancien Ministre italien de l’Intérieur et Ministre de l’Industrie il y a seulement trois ans a reconnu les énormes difficultés culturelles existantes entre les deux régions. Des difficultés que souvent ont pu être dépassées grâce au multiculturalisme de la Chambre de Commerce Italienne et a son esprit de service vis-à-vis des entreprises et des collectivités locales. Il a souligné comme la ligne Turin-Lion soit trop lourde financièrement et s’est félicité avec le Député-Maire de Nice, Christian Estrosi, pour avoir relancé la coopération avec Gênes et avoir emmené le TGV jusqu’à Ventimiglia, à la recherche de solutions plus simples.

(video Réalisé par La Tribune Bulletin Côte d’Azur)

Le député maire de Menton Jean-Claude Guibal a été très critique à l’égard de beaucoup d’initiatives franco-françaises et de projets menés par certaines chambres consulaires. Quels résultats ont obtenus nos organismes malgré des importants financements publics de l’UE ? Pourquoi l’accès à ce financement est si difficile ? Il ne faut pas défendre l’exceptionnelle diversité culturelle, véritable richesse de l’Europe ? Le désenclavage excessif n’est-il pas un danger pour notre région ?

Le sénateur Giuseppe Menardi, élu dans le Piémont, ancien Maire de Cuneo, rappelle les énormes efforts faits par nos ancêtres : il rappelle comment des constructionstechnologiquement très avancés et très difficiles à réaliser pour l’époque dans laquelle ils ont été bâti, mais sont complètement obsolètes aujourd’hui. Il rappelle comme les solutions actuelles de doublement du tunnel de Tende ou la mise en conformité de la ligne du train sont des solutions de repli. Il rappelle qu’on devrait avoir le courage de continuer à nous battre pour des vraies et nouvelles liaisons et non plus se contenter de mettre en conformité les structures existantes.

Patrick Allemand, 1er Vice Président de la Région Paca et Dominique Estrosi-Sassone ont annoncé les différents actions menées par la Région et par la Métropole.

Mise a part les activités concrètes de la Chambre de Commerce Italienne, ayant un budget autofinancé à auteur de 90%, les autorités intervenues ont été d’accord pour un mea culpa général, et sur le fait que beaucoup a été fait mais, cependant, encore beaucoup reste à faire.

Tous les intervenants étaient d’accord sur l’importance d’améliorer les infrastructures de liaison entre l’Italie et la France, véritable maillot faible des relations entre les deux Pays. Tous ont souligné le rôle que notre région peut jouer dans les relations franco italiennes et le rôle que PACA avec Piémont, Ligurie, Rhône Alpes et Val d’Aoste pourraient jouer en Europe.

Bernard KLEYNHOFF, Président de la Chambre de Commerce et d’Industrie Nice Côte d’Azur, Jean-Pierre GALVEZ, Président de la Chambre de Métiers et de l’Artisanat des Alpes Maritimes et Patrizia DALMASSO, nouvelle Présidente, élue deux heure avant la conférence par l’Assemblée des adhérents de la Chambre de Commerce Italienne, ont participé en donnant une vision entrepreneurial de la coopération transfrontalière et en exprimant les besoins des PME italiennes et françaises.

Pendant l’Assemblée des adhérents de la Chambre de Commerce italienne ont été élus également les nouveaux membres du Conseil d’Administration, représentant les institutions et les entreprises italiennes et françaises travaillant au quotidien entre les deux pays.

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18 novembre 2012 7 18 /11 /novembre /2012 07:55

 

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L'sms più molesto
dell'email. La sentenza
che salva un ufficiale

La Cassazione: i messaggi sul computer si possono evitare,
sul telefonino invece non succede così

di Maria Laura Rodotà

 

www.corriere.it 17/11/2012

 

 

 

Le sentenze della Corte di Cassazione legate, diciamo, agli stili di vita, sono da decenni oggetto di dibattito e impagabile spunto per i mass media. Ce ne sono di indimenticate e criticate; come quella, del 1999, su uno stupro che non era tanto uno stupro se la stupranda aveva i jeans che sono difficili da togliere (l'alto magistrato autore della motivazione doveva essere un fan di Smorza 'e llights di Renzo Arbore, quella di 'Sti blue jeans nun se ponno sfilà , è quasi certo). Ma stavolta la Cassazione ha ragione. O forse no, forse non sul caso specifico, ma sul principio sì (è quasi certo).

 

Il caso è quello di un cinquantunenne che si è visto annullare una condanna per molestie. Perché molestava la donna con cui aveva avuto una relazione via e-mail. Perché, secondo la Cassazione, sentenza n. 44855 depositata venerdì, i messaggi via email sono «privi del carattere di invasività» proprio di telefonate e sms. Si può decidere di cestinarli senza leggerli; mentre il cellulare può squillare mille volte anche se si rifiuta la chiamata, e i messaggini non si riescono a evitare, né sui cellulari anziani né sugli smartphone. Insomma, più che stalking diventa spamming. Anche perché la posta elettronica fa felici i logorroici, che si esprimono senza confini.

 

Detto questo: non conosciamo il contenuto delle email (lunghissime, è quasi certo) che un ufficiale di Marina, tale Giannino B., inviava a una povera disgraziata che non voleva più vederlo. La Corte d'Appello di Milano, nel febbraio 2012, lo aveva condannato per tentata violenza privata, molestie, accesso abusivo a un sistema informatico; il che tra l'altro fa molto caso Petraeus-Paula Broadwell-eccetera, in dimensioni ridotte, ma vabbe'. Immaginiamo che la disgraziata (per senso di colpa, masochismo, preoccupazione o buona educazione; non si sa) le abbia lette tutte o in parte; invece di cancellarle come facciamo noi non-stalkati con le email di finte orfane russe e vedove nigeriane, con i comunicati pubblicitari delle profumerie (o di altro; fare la tessera sconto vuol dire attirarsi continui spam), con certe discussioni totali-globali di gruppo al lavoro o di quartiere o per la scuola dei figli (certi genitori logorroici andrebbero denunciati per spam e la Cassazione cambierebbe idea, è quasi certo). O, meglio ancora, di inserire con due clic il mittente tra gli indesiderati (in questo caso le missive finiscono nella casella «junk e-mail»; che in caso si svuota senza vedere). Certo, ormai, pare una storia d'altri tempi. Ora, volendo, i Giannetti B. possono darsi allo stalking balcanizzato.

 

Perché una ragazza moderna, di ogni età (o un ragazzo), è quasi certamente attiva/o su due o più social network: Facebook, poi Twitter, poi Linkedin per il lavoro, poi altro. Magari cambia numero di telefono (ormai si cambia solo in caso di grave rischio), ma se ha un molestatore motivato e aggiornato può essere tampinata in mille modi, con mille profili fantasma, e altro. Neanche la nostra Cassazione, nella sua infinita saggezza e creatività, riuscirà a tenersi al passo, è quasi certo.

 

*************************

 

Gli sms sono ‘molesti', salva la posta elettronica

 

Gi. Co. - II Sole 24 Ore del 17/11/2012

 

Con la sentenza n. 44855 la Corte di cassazione ha affermato che gli sms sono molesti, mentre la email no. I messaggi inviati per posta elettronica, dunque, non costituiscono molestia. Gli sms, invece, sono ‘invasivi' e per questo molesti. Ma la tecnologia avanzata ha portato la posta elettronica anche sui cellulari e una pronuncia nella direzione descritta appare una contraddizione. Oramai la email è molto simile all'sms. In ogni caso i giudici della Quinta sezione penale hanno accolto parzialmente il ricorso di un ufficiale addetto alle comunicazioni radio che su una nave da crociera aveva conosciuto una ragazza. L'uomo aveva iniziato ad inviare email alla donna che lo aveva respinto. Di qui la condanna in Corte d'appello. In Cassazione i giudici hanno accolto in parte il ricorso affermando che non si può verificare il reato di molestia nella email perché priva del carattere di invasività. (http://www.metaping.it/rassegna-l/continua.aspx?sid=dc27c75abc72430d972a772c84fdf89d&id=68566)

 

 

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13 novembre 2012 2 13 /11 /novembre /2012 22:33

 

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8° SALON INTERNATIONAL DU

TOURISME DE LA CÔTE D' AZUR

10 & 11 NOVEMBRE 2012

HÔTEL ***** NEGRESCO

PROMENADE DES ANGLAIS

 

hôtel palace negresco nice

LE NEGRESCO ***** HÔTEL PALACE de la Promenade des Anglais à Nice

Photo Agency Press International DIACONESCO.TV - NICE 2011 -

 

Ce rendez-vous incontournable du tourisme, était ouvert au grand public, en investissant un des lieux les plus prestigieux de la riviera française afin de susciter de grandes envies d'évasion dans le domaine du voyage, et a eu pour ambition d’être une alternative aux différentes formes de promotions touristiques proposées, bien souvent, sur internet.

mahala.jpg

Le Salon avait sélectionné, pour cela, des professionnels désireux de s’adresser à un public en attente de conseils et de suivis dans la préparation de leurs prochaines vacances.

Face à la recrudescence des sites proposant des offres touristiques alléchantes d’un point de vue économique mais qui, bien souvent, déçoivent les voyageurs, il a paru indispensable de proposer des séjours de qualité en France comme à l’étranger.

croisiere.jpg

Bon nombre de professionnels du tourisme ont été présents à cette nouvelle édition, la troisième du genre dans les salons feutrés du Palace NEGRESCO (agences de voyages, hébergeurs de luxe, croisiéristes, tours opérators, réceptifs, etc) et ont présenté des séjours originaux adaptés aux besoins de chacun.

 

 

negresco.jpg

 

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12 novembre 2012 1 12 /11 /novembre /2012 18:18

 

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Bernard EL GHOUL
Directeur du campus de Menton
L’équipe administrative et pédagogique
Les étudiants
Sont heureux de vous inviter à la journée portes-ouvertes du campus
Samedi 17 novembre 2012
de 10h à 17h
11, place Saint-Julien – 06500 MENTON
Samedi 17 novembre 2012
Venez découvrir le campus azuréen de Sciences Po Paris !
Pourquoi un campus de Sciences Po Paris à Menton ?
Comment entrer à Sciences Po ?
Quels cours sont enseignés à Sciences Po ?
La vie étudiante à Sciences Po ?
Que fait-on après Sciences Po ?
De 10h à 17h, l’équipe administrative, les enseignants et les étudiants du campus répondront à toutes vos questions concernant les modalités d’inscription et d’admission à Sciences Po, la nature des cours, les débouchés après Sciences Po, les associations étudiantes mais aussi la vie quotidienne à Menton.
Deux présentations générales seront organisées à 10h30 et à 15h.
Venez nombreux !
Renseignements :
Tél. : 04 97 14 83 44
http://college.sciences-po.fr/sitementon/

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11 novembre 2012 7 11 /11 /novembre /2012 07:15

 

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Mapic 2012 - du 14 au 16 novembre 2012

 

Du 14 au 16 novembre 2012– Palais des Festivals, Cannes – 18ème édition

 


 
Pour sa 18ème édition, le MAPIC, le rendez-vous international des professionnels de l’implantation commerciale et de la distribution, voit le nombre d’enseignes présentes augmenter. En effet, ce sont 2.400 représentants d’enseignes qui sont attendus pour ce MAPIC 2012, contre près de 2.300 pour l’édition précédente. Organisé par Reed MIDEM, filiale de Reed Exhibitions, le MAPIC se tiendra à Cannes du 14 au 16 novembre.

 

Cette année, le MAPIC tournera ses projecteurs sur la Russie, qui fait partie des pays très attractifs pour les investisseurs et qui rassemble actuellement le plus grand nombre de projets en immobilier commercial d’Europe selon une étude réalisée par Cushman et Wakefied en 2011. Dans le cadre du programme consacré à la Russie 'Pays à l’honneur’, une série d’événements dédiés à ce pays aura lieu tout au long du salon.

 

La personnalité de l'année : les MAPIC Awards rendront hommage à Samvel Sarkisovitch Karapetyan, Président et fondateur du groupe Tashir, qui recevra le prix spécial de la personnalité de l’année, lors de la cérémonie des MAPIC Awards qui se tiendra le jeudi 15 novembre à 20h à l’hôtel Martinez de Cannes.


Les chiffres du Mapic 2011 :

- Plus de 8 000 participants

- 2 300 développeurs d'enseignes

- 110 villes et collectivités locales
- 63 pays

- 679 sociétés exposantes
- 840 investisseurs

 

Parmi les nouvelles enseignes qui participeront au MAPIC cette année, Tiffany & Co (Etats-Unis), Cellairis (Etats-Unis), Les Néréides (France), Tuk Cho (Royaume-Uni), Baldinini (Italie), Funky Fish (Israël), Delice Delikatessen (Allemagne) ou encore Henderson Menswear (Fédération de Russie) seront présentes.


Pour tout complément d’information sur Reed MIDEM, rendez-vous sur http://www.reedmidem.com.

MAPIC® est une marque déposée de Reed MIDEM.

 

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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 23:56

 

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Les villes les plus endettées de France

entre 2000 et 2011, l'encours de la dette des villes françaises a grimpé de 15%.Entre 2000 et 2011, l'encours de la dette des villes françaises a grimpé de 15%.© JDN

Les villes françaises continuent de s'endetter... mais de moins en moins vite. Entre 2010 et 2011, la dette cumulée des 36 682 communes françaises a ainsi progressé de 1%. Une goutte d'eau dans l'envolée de 15% constatée depuis 2000. Reste que l'endettement total atteint désormais 57,5 milliards d'euros, soit 880 euros par habitant.

Quelles sont les municipalités les plus endettées ? Le JDN a établi un classement sur la base de l'encours de la dette, ramené au nombre d'habitants. Pour éviter que les communes touristiques de montagne ou du littoral, à la faible population administrative, ne biaisent ce classement, seules les villes de plus de 20 000 habitants ont été prises en compte. Découvrez les 20 villes les plus endettées de France métropolitaine en 2011.

 

2e : Cannes, 3 933 € de dette par habitant

entre 2000 et 2011, l'encours de la dette de cannes a augmenté de 99%. Entre 2000 et 2011, l'encours de la dette de Cannes a augmenté de 99%.© JDN

 

2ème Cannes

On connaît Cannes la fastueuse, avec son palais des Festivals et sa Croisette. En revanche, cette célèbre municipalité des Alpes-Maritimes administrée par le député-maire UMP Bernard Brochand fait moins parler d'elle pour sa deuxième place dans le classement des villes les plus endettées par habitant en 2011. L'an dernier, sa dette atteignait 291 millions d'euros. Un montant qui a presque doublé depuis 2000. L'encours de la dette par habitant s'élève quant à lui à 3 933 euros en 2011.

 

 
  • Dette totale 2011 : 290,7 millions €
  • Population : 73 903 habitants
  • Département : Alpes-Maritimes

1er : Levallois-Perret, 11 484 € de dette par habitant

entre 2000 et 2011, l'encours de la dette de levallois-perret a augmenté deEntre 2000 et 2011, l'encours de la dette de Levallois-Perret a augmenté de 368%.© JDN

Dirigée par l'UMP Patrick Balkany depuis plus de dix ans, Levallois-Perret arrive en tête des villes au plus fort endettement par habitant en 2011. L'an passé, sa dette totale s'élevait à plus de 728 millions d'euros, ce qui représente 11 484 euros par habitant, un chiffre en augmentation de 306% par rapport à 2000. L'annuité de la dette, c'est-à-dire la somme à rembourser cette année-là, atteint quant à elle 1 337 euros par habitant, en progression de 233% depuis 2000 mais en baisse de 26% sur un an.

 

  • Dette totale 2011 : 728,1 millions €
  • Population : 63 402 habitants
  • Département : Hauts-de-Seine
Source : Ministère de l'Economie et des Finances / JDN
Les villes (+20 000 habitants) à la plus forte dette en 2011
Rang Ville Dette Dette par habitant Annuité
1 Paris 2 147,5 millions € 961 € 256,3 millions €
2 Marseille 1 807,4 millions € 2 103 € 232,3 millions €
3 Levallois-Perret 728,1 millions € 11 484 € 84,8 millions €
4 Saint-Etienne 398,4 millions € 2 264 € 37 millions €
5 Nice 380,8 millions € 1 093 € 85,4 millions €
6 Lyon 341,1 millions € 706 € 62,1 millions €
7 Lille 324,3 millions € 1 397 € 37,6 millions €
8 Reims 321,8 millions € 1 735 € 43,8 millions €
9 Cannes 290,7 millions € 3 933 € 27,3 millions €
10 Nantes 269,9 millions € 926 € 42,8 millions €
Source : Ministère de l'Economie et des Finances / JDN

 

 

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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 23:49

 

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Les nouveaux eldorados africains

johannesburg, poumon économique de l'afrique du sud. Johannesburg, poumon économique de l'Afrique du Sud.© pg images - Fotolia

 

Le 24 septembre dernier, la banque d'affaires Lazard ouvrait un département entier dédié au conseil financier en Afrique sub-saharienne. Signe d'un dynamisme économique africain qui ne laisse pas les groupes financiers indifférents. Et les prédictions des institutions internationales ne sauraient les contredire. Pour le FMI, sur les dix nations qui connaîtront la croissance économique la plus rapide dans le monde jusqu'en 2015, sept sont africaines. Conséquence ? Les projets d'Investissements directs étrangers (IDE) en Afrique ont augmenté de près de 20% en trois ans. Contre toute attente, la filière énergétique n'est pas la seule à drainer les capitaux étrangers, qui affluent de plus en plus en direction du secteur tertiaire, services financiers et communication en tête. Découvrez ces Etats qui contribuent au réveil de tout un continent

Les nouveaux eldorados africains:

Le Nigéria, plus grand bénéficiaire des IDE en Afrique

entre 2003 et 2011, 18,2% des projets d'ide au nigéria concernaient le secteurEntre 2003 et 2011, 18,2% des projets d'IDE au Nigéria concernaient le secteur du charbon, du pétrole et du gaz naturel.© GEOATLAS - 2012

116 milliards de dollars. C'est le montant des investissements directs étrangers reçus par le Nigéria entre 2003 et 2011. Une somme qui équivaut à 9% du PIB du pays. Sans surprise, ce sont les réserves pétrolières et gazières du pays qui attirent le plus les investisseurs. Ces derniers ne se montrent pas non plus insensibles à la diversification récente de l'économie locale. Un atout qui n'est en rien gâché par la densité du marché domestique (126 millions d'habitants).

De quoi drainer des capitaux dans des secteurs comme l'immobilier, les services financiers ou encore le tourisme. D'ici 2017, les entrées d'IDE vers le Nigéria s'élèveront à 23 milliards de dollars par an et généreront la création de 95 000 nouveaux emplois.

 

 

En Tanzanie, la stabilité politique donne confiance aux investisseurs

 

entre 2003 et 2011, 28,1% des projets d'ide en tanzanie concernaient lesEntre 2003 et 2011, 28,1% des projets d'IDE en Tanzanie concernaient les services financiers.© GEOATLAS - 2012

La Tanzanie fait partie des 10 nations au développement économique le plus rapide entre 2011 et 2015, selon le FMI. Les raisons qui poussent l'institution à faire preuve de tant d'optimisme ? Une main d'œuvre bien formée, doublée d'une stabilité politique recherchée par les investisseurs étrangers.

Déjà, ces dernières années, cette nation de l'Afrique de l'Est s'est imposée parmi les économies africaines les plus dynamiques : en 2010, le pays affichait une progression de 7% de son PIB. Rien de surprenant, alors, à ce que la Tanzanie ait attiré 13,2 milliards de dollars d'IDE entre 2003 et 2011. D'autres capitaux étrangers devraient affluer à moyen terme. D'ici 2017, le pays devrait recevoir 2,2 milliards de dollars par an en moyenne.

 

Afrique du Sud : un marché et des règlements accueillants

entre 2003 et 2011, les etats-unis sont les plus gros investisseurs en afriqueEntre 2003 et 2011, les Etats-Unis sont les plus gros investisseurs en Afrique du Sud, en nombre de projets d'IDE.© GEOATLAS - 2012

A elle seule, l'Afrique du Sud a attiré 16% des nouveaux projets d'IDE en Afrique entre 2003 et 2011. Les atouts du pays ? La taille de son marché domestique, composé de plus de 50 millions d'habitants, et sa main d'œuvre qualifiée.

Le cadre réglementaire dont s'est doté l'Etat, propice au business, participe également à son attractivité. La Banque mondiale a d'ailleurs placé l'Afrique du Sud à la 35e position du classement des pays dans lesquels il est le plus facile de faire des affaires en 2012. Du coup, d'ici 2017, les investissements directs étrangers dans le pays s'élèveront en moyenne à 10 milliards de dollars par an et impulseront la création de 125 000 emplois, selon Ernst & Young.

 

L'or noir angolais continue d'attirer les capitaux étrangers

entre 2003 et 2011, 83% des capitaux étrangers ont été investis dans le secteurEntre 2003 et 2011, 83% des capitaux étrangers ont été investis dans le secteur du pétrole et du gaz.© GEOATLAS - 2012

Entre 2003 et 2011, l'Angola a attiré 58 milliards de dollars et 5,5% de la totalité des nouveaux projets d'investissements directs étrangers (IDE) en Afrique, selon Ernst & Young. La principale destination de ces capitaux ? Les réserves pétrolières dont regorge l'Etat, troisième producteur de pétrole du continent.

La communication, l'immobilier ou encore la construction sont, eux, les secteurs appelés à se développer au cours des cinq prochaines années. Mais la Chine n'a pas attendu pour investir dans le pays. Peut-être même un peu trop, comme en témoigne l'édification de Nova Cidade de Kilamba, une ville fantôme construite dans le cadre d'un contrat pétrolier. D'ici 2017, les IDE représenteront pas moins de 10 milliards de dollars par an et seront à l'origine de 30 000 nouveaux emplois.

 

Les réserves naturelles du Ghana, un appât idéal pour les IDE

entre 2003 et 2011, 21,9% des projets d'ide au ghana concernaient les servicesEntre 2003 et 2011, 21,9% des projets d'IDE au Ghana concernaient les services financiers.© GEOATLAS - 2012

Entre 2003 et 2011, le Ghana a attiré pas moins de 178 nouveaux projets d'IDE. Si le pays suscite autant la convoitise des investisseurs, c'est principalement pour ses abondantes réserves minérales, pétrolières et gazières. Avec l'Afrique du Sud et la Tanzanie, il fait notamment partie des 20 plus gros producteurs d'or au monde. Autre point fort, le Ghana enregistre une progression de 6,6% de son PIB en 2010.

En revanche, cet Etat de l'Afrique occidentale accuse un certain retard en matière d'infrastructures. Malgré cela, les capitaux étrangers devraient continuer d'affluer. D'ici 2017, les entrées d'IDE au Ghana atteindront en moyenne 5 milliards de dollars par an et favoriseront la création de 45 000 emplois, selon Ernst & Young.

 

La Zambie, un pays africain où il est facile de faire des affaires

en volume de projets d'ide, l'afrique du sud est le principal investisseur enEn volume de projets d'IDE, l'Afrique du Sud est le principal investisseur en Zambie entre 2003 et 2011.© GEOATLAS - 2012

En 2010, la Zambie fait partie des économies africaines les plus dynamiques, avec un PIB en hausse de 7,6%. Une tendance appelée à se confirmer au cours des cinq prochaines années. Parmi ses atouts, le pays peut compter sur une assise démocratique non négligeable lorsqu'il s'agit d'attirer les investisseurs étrangers.

Autre qualité : la facilité à faire des affaires, qui lui vaut d'être classée devant les BRIC (Brésil, Russie, Inde et Chine) par la Banque mondiale dans l'édition 2012 de son rapport Doing Business. D'ici 2017, les entrées d'IDE en Zambie s'élèveront à 1,9 milliard de dollars par an en moyenne, selon Ernst & Young.

 

La RDC continue d'attirer les investisseurs avec ses ressources naturelles

entre 2003 et 2011, 44,3% des projets d'ide en rdc sont destinés au secteur desEntre 2003 et 2011, 44,3% des projets d'IDE en RDC sont destinés au secteur des métaux.© GEOATLAS - 2012

Très prisée pour ses réserves naturelles, notamment minérales et pétrolières, la République Démocratique du Congo (RDC) continue d'attirer les investisseurs étrangers. Avec la Zambie, elle se positionne parmi les 20 plus grands producteurs de cuivre au monde. Autre point fort pour la RDC, son taux de croissance annuel : en 2010, le pays enregistre une augmentation de 7,2% de son PIB.

Entre 2003 et 2011, 44,3% des projets d'IDE dans le pays concernaient le secteur des métaux et 14,3% celui des services financiers. Sur la période, c'est l'Australie qui s'impose comme le plus gros investisseur dans le pays. D'ici 2017, les entrées d'IDE en RDC atteindront 1,1 milliard de dollars par an en moyenne, selon Ernst & Young. Elles impulseront la création de 13 000 nouveaux emplois.

L'Ouganda, nouveau gisement d'or noir

en volume de projets d'ide, le kenya s'impose comme le principal investisseur enEn volume de projets d'IDE, le Kenya s'impose comme le principal investisseur en Ouganda entre 2003 et 2011.© GEOATLAS - 2012

Nul doute que les récentes découvertes de pétrole autour du lac Albert boosteront les entrées de capitaux étrangers en Ouganda à moyen terme. Déjà, entre 2003 et 2011, cette nation d'Afrique de l'Est a attiré 17,4 milliards de dollars d'investissements directs étrangers (IDE). Et ce n'est pas terminé. D'ici 2017, les IDE dans le pays s'élèveront en moyenne à 1,7 milliard de dollars par an.

D'après les prévisions d'Ernst & Young, le secteur tertiaire sera le principal bénéficiaire de ces investissements qui devraient concerner en priorité les services financiers et la communication. Seules ombres au tableau : les faiblesses du réseau d'infrastructures et la petite taille du marché domestique. Situé dans la région des Grands Lacs, l'Etat recense moins de 35 millions d'habitants.

 

Au Maroc, une multitude de secteurs stimulent les IDE

entre 2003 et 2011, la france est le plus gros investisseur étranger au maroc,Entre 2003 et 2011, la France est le plus gros investisseur étranger au Maroc, en nombre de projets d'IDE.© GEOATLAS - 2012

Au cours des cinq prochaines années, les entrées d'IDE au Maroc atteindront 5,5 milliards de dollars par an en moyenne et favoriseront la création de 75 000 nouveaux emplois. Il faut dire que les capitaux étrangers n'ont cessé d'affluer dans ce pays du Maghreb depuis 2003. A lui seul, le Maroc a raflé 10,4% des nouveaux projets d'IDE en Afrique entre 2003 et 2011.

Les ressources de pétrole dont regorge cette région de l'Afrique du Nord ne sont pas les seules à stimuler l'intérêt des investisseurs, également motivés par une main d'œuvre bien formée et surtout bon marché. Mais les étrangers investissent aussi dans d'autres secteurs. Au total, l'immobilier, le pétrole, le gaz et le tourisme représentent 64% des IDE au Maroc depuis 2003.

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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:44

 

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Legge di stabilità 2013, lievi miglioramenti per gli italiani residenti all’estero

La legge di stabilità ha cominciato il suo iter parlamentare dalla Camera dei Deputati e la settimana entrante la Commissione bilancio se ne occuperà con assiduità per permettere il suo successivo esame dell'Aula di Montecitorio. Difficile prevedere l'iter effettivo del provvedimento, vale a dire se il Governo porrà la fiducia sul testo approvato dalla Commissione competente, per altro già modificato rispetto a quello varato dal Consiglio dei Ministri, oppure se sarà un percorso lineare con la possibilità di emendare anche in Aula il provvedimento così modificato.
La legge di stabilità si inserisce in un contesto economico e sociale difficile e complesso nel suo insieme, anche se si registra qualche lieve miglioramento nella produzione industriale nazionale. Sul piano delle risorse attribuite per il 2013 al Bilancio del Ministero degli affari esteri, è previsto uno stanziamento pari a 1.756,7 milioni di euro.
Per quanto concerne le risorse finalizzate agli italiani all'estero, che dipendono in massima parte dal bilancio della Farnesina, si registra, dopo vari anni, uno stop alla spirale dei tagli che hanno falcidiato gli interventi diretti alle comunità emigrate. Si tratta di miglioramenti lievi, ma va dato atto al Governo Monti di avere invertito finalmente il trend negativo.
Durante l'esame della Legge di stabilità 2013 in Commissione esteri, presieduta dall'on. Franco Narducci in sostituzione del Presidente Stefani, si è sviluppato un vivace dibattito in cui si è sottolineato - ancora una volta - il gap che caratterizza il bilancio del nostro Ministero degli affari esteri rispetto all'analogo bilancio dei principali Paesi dell'UE. Per il MAE si prevede un taglio di 26,8 milioni di euro nel 2013, 21,5 milioni di euro per il 2014 e 25, 9 milioni di euro per il 2015. Tagli che accentuano ulteriormente l'evoluzione negativa del bilancio del MAE: l'incidenza del bilancio della Farnesina su quello complessivo dello Stato è pari allo 0,22%, assolutamente non comparabile con quello della Germania (1,1%), del Regno Unito (0,3%), della Spagna (0,75%) e dei Paesi Bassi (2,5%).
Come detto, la Legge di stabilità 2013, per quanto concerne lo stato di previsione del Ministero degli Affari esteri, segna una inversione di tendenza su alcuni capitoli di spesa riguardanti gli italiani all'estero: non è molto, ma considerando lo stato generale della finanza pubblica, è significativo.
Rispetto al 2012, infatti, si prevede un incremento delle risorse per i corsi di lingua e cultura italiana, quando si temeva invece lo smantellamento definitivo degli enti gestori; inoltre si attribuiscono maggiori risorse agli organismi di rappresentanza e all'assistenza per i cittadini emigrati in stato d'indigenza. Tuttavia, ho ritenuto importante presentare degli emendamenti migliorativi in Commissione bilancio; di tali emendamenti sono stati dichiarati ammissibili alcuni tesi ad estendere la facoltà di beneficiare delle detrazioni per carichi di famiglia anche ai produttori di reddito in Italia che risiedono all'estero (es. contrattisti alle dipendenze delle amministrazioni dello stato italiano e i pensionati italiani), a consentire agli italiani all'estero un maggiore collegamento con la cultura di origine attraverso la lettura di testi che concernono le tematiche migratorie permettendo un abbassamento dell'aliquota IVA ad essi riferita, a permettere la prosecuzione degli interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia ed a recuperare fondi per i Comites, il CGIE, la promozione della lingua e cultura italiana nel mondo, la cooperazione allo sviluppo, l'assistenza per gli italiani all'estero e il Fondo ammortamento titoli di Stato. Occorre ora lavorare affinché detti emendamenti superino e votazioni che li attendono, sapendo che dopo quattro anni di politiche totalmente al ribasso, c'è molto da fare per recuperare la fiducia delle comunità italiane emigrate in quella Italia a cui hanno dato e continuano a dare tantissimo.

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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:38

 

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L’Italia ha aderito alla Tobin Tax

L'Italia, dopo l'incontro dell'Ecofin del 9 ottobre 2012 in Lussemburgo, ha aderito ufficialmente alla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie. Una decisione importante, attesa da tempo, vista la sua portata che ha fatto discutere moltissimo, soprattutto nei Paesi dell'area euro. Una causa che era stata “sposata” con forza da Nicolas Sarkozy, l'ex presidente della Repubblica francese. Con l'adesione dell'Italia è potuta partire la cooperazione rafforzata sulle transazioni finanziarie, poiché essa si può attuare solo se vi partecipa almeno un terzo degli Stati membri dell'Ue (9 su 27).

Prima dell'Italia avevano aderito solo otto Paesi membri; ora, assieme all'Italia, hanno aderito anche Slovacchia e Spagna, per cui di fatto è stato superato il numero minimo di Paesi necessari per avviare la cooperazione e costruire le basi affinché la tassazione sulle transazioni finanziarie internazionali diventi un assunto di tutta l'UE. 
Come si può intuire, sono in gioco enormi interessi di natura economica, ma anche valori fondamentali come l'equità impositiva, che soprattutto in questa lunghissima crisi economica è divenuta una priorità assoluta per le democrazie cosiddette “mature”. Gli oneri della crisi economica, infatti, devono essere pagati anche da chi specula enormemente su operazioni finanziarie che, come si ricorderà, hanno innescato (nel 2008) la crisi globale che ha sconvolto la vita di milioni di cittadini. 
La Tobin Tax, come era prevedibile, ha suscitato polemiche, in alcuni casi anche accese, fomentate dagli ambienti (speculatori) finanziari che chiamati a pagare la tassa sulle transazioni paventano il disinvestimento e il calo drastico dei listini di borsa. Reazioni per altro prevedibili che tuttavia non hanno trovato riscontro nella prasi quotidiana: gli sbalzi e gli scompensi, come sappiamo, sono determinati per ora da altri fattori. In realtà è un passo importante per permettere uno sviluppo ancorato alle reali esigenze dei cittadini. Infatti, la Tobin Tax, che deve il suo nome al premio Nobel per l'economia James Tobin che la propose nel 1972, con la tassazione sulle transazioni finanziarie si prefigge di stabilizzare i mercati valutari penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine. L'aliquota proposta per tale tassazione internazionale oscillerebbe tra lo 0,05% e l'1%.
 

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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:30

 

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Elezioni americane, Usa e Italia amici storici e naturali nonostante le parole di Romney

I Repubblicani hanno fallito l'obiettivo di riconquistare la Casa Bianca e sono stati sconfitti da un voto popolare a favore di Barack Obama, che ha superato di gran lunga le previsioni della vigilia. L'equilibrio e l'incertezza del risultato annunciati dai sondaggisti non si sono verificati e Obama ha vinto con largo margine. Ma è stata la vittoria del cervello e non del cuore, della prosa e non della poesia  come era accaduto quattro anni fa.
In molti commenti è stato posto l'accento sul ruolo e il peso del cosiddetto “voto etnico”, più favorevole ai progressisti che ai conservatori; sicuramente è un rilievo ponderato. Ma è anche vero che Romney non ha fatto nulla per conquistare una parte del voto etnico, anzi per certi versi lo ha deriso. Non v'è dubbio, per esempio, che a giochi fatti dovrà dare spiegazioni all'Italia su ciò che ha detto sul suo conto. Non sappiamo quanto tatticismo elettorale ci sia nel modo con cui lo sfidante repubblicano ha preso l'Italia come bersaglio preferito della sua campagna elettorale, definendola, dal punto di vista economico, un esempio pericoloso per gli USA. Non sappiamo neanche se Romney, se fosse stato eletto, avrebbe applicato il principio che in politica tutto è concesso, per cui si sarebbe rimangiato le cose dette professando per l'Italia un postumo ed esagerato sentimento di affetto.  Una cosa, tuttavia, sappiamo di certo, e cioè che questo modo di trattare il nostro Paese ha creato risentimento non solo in Italia, ma anche tra gli italiani nel mondo, e in particolare in quelli d'America.
Il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha assunto più volte l'Italia a modello negativo nei suoi discorsi elettorali (analogo trattamento peraltro ha riservato a Grecia e Spagna). Poiché il paragone è stato ricorrente, non si può dire che rientrasse tra le tante “gaffe” di cui è rimasto famoso (ossia per dire cose che pensava veramente, ma che non riusciva a trattenere).
Qui sta il problema. Se un futuro presidente è convinto che la realtà stia come le sente nel proprio intimo, e non come se la rappresenta strumentalmente a fini elettorali, sarà difficile che nell'azione quotidiana di governo non riesca qualche volta a incappare o a far pesare la sua reale convinzione. Ecco perché questo fatto ci preoccupa, cioè che anche l'elettorato repubblicano la pensi allo stesso modo. Questo vorrebbe dire che all'interno del popolo americano si starebbe producendo una spaccatura dagli esiti imprevedibili, che è peggiore del divario che separa la gente di colore dai bianchi. Infatti, essa significherebbe una perdita pericolosissima della memoria storica che lega l'Italia agli Stati Uniti d'America, a partire dal suo scopritore Colombo.
Qualcuno si è affrettato a spiegare che in generale l'assenza di “Europa” nel dibattito elettorale americano o la sua assunzione in termini per lo più negativi sotto il profilo economico, non significa disinteresse o cambiamento di strategia, ma semplicemente che si tratta di un alleato talmente sicuro e naturale che non è neanche necessario parlarne oppure quando si fa si può tranquillamente alludere a qualche aspetto negativo, posto che il giudizio essenziale (positivo) non è assolutamente in discussione. Non rimane che augurarsi che prevalgano le persone portatrici di questo giudizio.
Ragionando in questo modo, però, si corre il rischio di trascurare un fatto importante, e cioè il valore delle “parole” in politica. A differenza di altri ambiti, le parole in “politica”, avendo un peso specifico rilevante, hanno la possibilità di diventare esse stesse “fatti”. Soprattutto quando si tratta di “cose” che contrastano contro altre “cose” che, a loro volta, si trascura di riconoscere. Nel caso delle uscite di Romney, si tratta di affermazioni superficiali che omettono di riconoscere che l'Italia, pur vivendo una crisi che non ha causato (notoriamente innescata in USA e dagli USA), sta affrontando i suoi problemi senza chiedere aiuto a nessuno.
Infatti, lo stile “grillino” dell'esemplificazione di Romney (nella misura in cui in modo qualunquista mette tutto nel mazzo, compresa la Chrysler e Marchionne), prendendo di mira nel dibattito politico un Paese amico, sarebbe potuto passare solo se, per ipotesi, avesse mostrato la verità in tutti i suoi risvolti, e non ne avesse celato una parte. Invece, avendo attaccato in termini assoluti l'Italia ha mostrato solo superficialità e ignoranza o, peggio ancora, una facile polemica che nasconde una grave mancanza di sensibilità politica.
A parte l'analisi economica, la lacuna politica del candidato repubblicano – che nasconde il retro pensiero “Che c'importa dell'Italia che va alla malora?” – consiste nel non rendersi conto che, se l'Europa è il partner più naturale degli Stati Uniti, per storia ed etnia comuni, al suo interno l'Italia è quello strategicamente più importante. In questo dopoguerra, l'Italia non ha mai sfruttato la sua posizione geopolitica per creare problemi agli USA o all'ONU, dissociandosi di quando in quando oppure opponendosi o non partecipando direttamente alle operazioni se non intravedeva una convenienza diretta, come hanno fatto più volte altri partner europei.
La centralità dell'Italia è “fisica”: essa non ha bisogno di minacciare di mettersi di traverso nel Mediterraneo, perché è già di “traverso”. E assolve, con estrema naturalezza e responsabilità, a questo ruolo storico. Se tutta la storia italiana, dalla caduta dell'Impero romano all'Unità, è stata una storia di conquiste e la Penisola è stata sempre teatro d'interessi internazionali, ciò è avvenuto perché l'Italia fa da cerniera – non solo culturale, ma anche e politica ed economica – con quella vasta parte di mondo che parte dal nord dell'Africa e dal Medio Oriente e finisce nelle sponde del Pacifico.  Un Pacifico sul quale si affacciano popolazioni che non dimenticano di essere state angariate non solo dagli Europei, ma anche dai loro discendenti che s'insediarono nel continente nordamericano.
C'è qualcosa che conta più delle mere strategie commerciali momentanee o delle mutevoli convenienze politiche. Sono i legami di sangue, di razza, di etnia, di storia comune (i francesi furono decisivi per la riuscita della rivoluzione americana, come gli americani lo furono nel liberare l'Europa dalle dittature del XX secolo). Esse riguardano non solo quell'America del Nord, che è ancora fatta in maggioranza d'immigrati europei, ma anche la parte dei flussi di popolazione latina americana, che oggi la raggiungono risalendola dal sud; anch'essi sono spesso figli e nipoti di emigrati europei. Questi ultimi in particolare sono discendenti d'italiani e spagnoli, ossia dei Paesi che più degli altri sono finiti nel mirino del candidato presidente.
Gli italiani, e non solo con Cristoforo Colombo, sono stati tra i grandi protagonisti della costruzione di quello che oggi è ancora il primo Paese nel mondo. La Guardia, Caruso, Meucci, Sinatra, Di Maggio e tanti altri sono stati i nomi che, nei loro pur diversissimi campi, hanno fatto vibrare il cuore americano. E questo a tacere delle masse d'immigranti che hanno partecipato alla costruzione, anche materiale, del Paese. Un Paese, le cui istituzioni non sempre hanno corrisposto alle loro sofferenze con giustizia, come dimostra gli impiccati di New Orleans, i casi Sacco e Vanzetti, ecc.
E allora ci domandiamo: se scherzare con i musulmani può comportare stragi, bombe e rivolte di piazza, o con i cinesi e i giapponesi guerre commerciali, “scherzare” con valori come italianità (o ispanicità), significa non tanto andare contro gli “italiani”, ma soprattutto contro se stessi. Vale a dire contro la propria identità, quella nordamericana, che non è fatta solo da irlandesi o inglesi, i White Anglo Saxon Protestant, come si credeva nell'Ottocento, ma anche dalle folle di migranti che dopo di quelli provennero in gran parte dal meridione dell'Europa e non meno degli “wasp” fecero questa grande nazione.



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10 novembre 2012 6 10 /11 /novembre /2012 18:23

 

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Scuola di giornalismo
di Bari: allo scritto
è la débacle. 9 bocciati
su 16 allievi candidati

di Fortunata Dell'Orzo
www.quartino.it

Bari, 9 novembre 2012. Hanno pagato ottomila euro per due anni di corso. I loro docenti di giornalismo sono stati scelti dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia. Hanno frequentato un Master Universitario in Giornalismo per poter diventare professionisti senza mai essere assunti come praticanti. Un escamotage in tempi di crisi, che è costato alle famiglie ben ottomila euro, in tutto.

 

Ovviamente non vi è alcuna garanzia di assunzione, ma solo, in corso d’opera, alcuni “stage”, di solito in redazioni blindate e incarognite dove ci si guarda male fra colleghi e collaboratori, dove si impara poco e si chiacchiera moltissimo, visto il livello generalmente basso dell’editoria locale/nazionale.

 

Poi hanno affrontato il primo dei due esami di stato che avrebbe dovuto consacrarli “professionisti”. E allo scritto c’è stata la débacle: 16 partecipanti, 9 bocciati. Il 60 per cento. Proprio sulle materie del giornalismo, sulle tecniche di scrittura, di sintesi, di argomentazione. Le materie insegnate dai docenti scelti dall’Ordine pugliese.

 

Un giorno, chissà, riusciremo a stabilire quali criteri inducano la cupola dell’Ordine Pugliese a fare certe scelte e certe indicazioni. Un segnale chiarissimo, però, per chi voglia vedere le cose per come sono davvero: prima di buttare 8 mila euro, in questo tempo di crisi, pensateci e pensateci bene.

 

……………………………

 

Fortunata Dell'Orzo

 

Giornalista professionista dal 1994, ha iniziato prestissimo a tormentare il mondo (1974) con Bari Radio 1, mitica radio libera ormai pura leggenda. Ha lavorato per Telebari, il Roma, Puglia d'Oggi, di cui è ancora redattore. Ha creato e diretto Barilive.it per circa sei anni. Ha diretto, per poco più di un anno go-bari.it. Le piace fare domande di cui non conosce le risposte.

 

In http://www.quartino.it/scuola-di-giornalismo-di-bari-allo-scritto-e-la-debacle/

 


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7 novembre 2012 3 07 /11 /novembre /2012 08:19

 

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OBAMA RIELETTO ALLO STARS 'N' BARS

 

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I sosia dei candidati alla presidenza USA tra Kate Powers e Annette Anderson, Direttrice esecutiva dell'associazione Monaco-USA, travestita in Sarah PALIN, già candidata contro Barack Obama nel 2008 e Vice Presidente durante il mandato di George W. Bush!

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 The winner is: Barack Obama

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 Un momento della votazione allo Stars'n' Bars

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  Stephany Parker , a sinistra del DJ.

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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 23:12

 

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Braccio di ferro tra Guibal e Scajola sui territori transfrontalieri.


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In primo piano, a centro, il sindaco deputato di Mentone, Jan-Claude Guibal e l'On. Claudio Scajola. Alla sinistra dell'immagine, il senatore Giuseppe Menardi.

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La Presidente della Camera di Commercio Italiana di Nizza, Dr. Patrizia Dalmasso con il Direttore della Camera di Commercio Italiana, Dr. Agostino Pesce

Nella conferenza del 6 novembre nei saloni dell'Hôtel Boscolo  di Nizza, animata da Agostino Pesce, Direttore della Camera di Commercio Italiana di Nizza, dopo i discorsi di rito sull'anamnesi dall'agglomeramento regionale del sud-est francese (Var e Costa Azzurra) con quello opposto italico, ovvero il nord-ovest comprendente la Riviera dei Fiori, Piemonte e Val d'Aosta, un fiume di eccellenti iniziative da ambo i lati ma, in particolare quelle provenienti dal lato gallico con la linea ad alta velocità proposta dal sindaco deputato di Nizza, Estrosi, la discussione si è incentrata sui valori locali delle comuntà.

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Da un lato, l'intervento dell'ex Ministro dell'Industria Claudio Scajola che, pur con le dovute riserve, tendeva per un accelleramento del progetto volto a creare un approccio diretto verso il mediterraneo con la linea veloce Lione-Torino e la messa in atto del collegamento super-rapido da Marsiglia a Ventimiglia, quindi verso Genova per la futura creazione di un asse Marsiglia-Genova percorribile in due ore e mantenendo in pectore una futuribile asse rapida con Barcellona.

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L'On. Claudio Scajola

Dall'altro, il pragmatismo di Jean-Claude Guibal scettico nella fattibilità, almeno a medio termine come auspicata dagli altri oratori, di tale opera in territori da spianare a colpi di miliardi di euro e chiedendosi dove andarli a reperire specie nelle condizioni economiche e finanziarie in cui ci si trova già da un settennato in Europa.

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Dominique Estrosi-Sassone Vice-Sindaco di Nizza e Vice-Presidente della metropoli Nizza-Costa Azzurra

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Oltre alla reperibilità con illuminazione diogenesiana, Guibal temeva lo snaturarsi delle collettività e loro peculiarità createsi, mattone dopo mattone, lungo la costa delle due Riviere. L'invito del corso sindaco di Mentone proponeva uno status quo delle collettività in antitesi alle previsioni di crescita e conglobamento delle regioni in un'unica grande regione, un quasi Stato bilingue, Rhône-Var-Alpi-Costa Azzurra, da parte francese - Piemonte, Liguria e Val d'Aosta, da quella italiana.

 

Ai posteri l'ardua sentenza.

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6 novembre 2012 2 06 /11 /novembre /2012 08:46

 

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ALTALEX, RECORD
STORICO AD OTTOBRE:
1,5 mln di visitatori unici

Più di 1,5 milioni di visitatori unici nell’ultimo mese per un totale di quasi 7 milioni di pagine visitate

Firenze, 5 novembre 2012. 1.563.110 visitatori unici, 3.005.891 visite e 6.972.917 pagine visitate: sono questi i dati di accesso di Altalex (www.altalex.com) forniti da Nielsen nel rapporto relativo al mese di ottobre 2012. Sul portale giuridico nell’ultimo mese hanno navigato più di un milione e mezzo di visitatori unici per un totale di quasi 7 milioni di pagine visitate, dato grazie al quale Altalex si conferma il sito giuridico più popolare in Italia con un trend in costante crescita (+ 25,58 % rispetto a settembre). Fra i temi più seguiti ad ottobre segnaliamo la decisione della Corte Costituzionale sulla mediazione obbligatoria, la riforma forense, la legge di stabilità 2013 e i compensi degli avvocati dopo il superamento delle tariffe forensi. “Con quasi un milione di pagine di visitate in più rispetto al medesimo periodo dello scorso anno - commenta il direttore Avv. Alessandro Buralli - abbiamo consolidato il nostro ruolo di sito internet leader per i professionisti legali e più in generale di portale di riferimento per la legislazione e la giurisprudenza italiana”. Nel 2012 Altalex ha lanciato inoltre due nuovi progetti: AltalexPedia, la grande enciclopedia giuridica gratuita online, e MappeGiuridiche.it, ossia la metodologia delle mappe mentali applicata allo studio del diritto, particolarmente utile per la preparazione dell'esame di avvocato.

 

 

 

Per ulteriori informazioni:

 

Altalex Redazione

 

Dott. Andrea Gervasi

 

Via Aldo Rossi 41 - 51016 Montecatini Terme

 

Email: redazione@altalex.com - Tel. 0572.772116

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  • : ROYAL MONACO RIVIERA ISSN 2057-5076
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