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10 décembre 2015 4 10 /12 /décembre /2015 08:52

FEMMES DE L’ÉCONOMIE – CINQ AZURÉENNES AU PALMARÉS NATIONAL

by Brigitte & Jean Jacques Rolland - © photos Brigitte Lachaud

Un événement exceptionnel. La Finale Nationale des Territoires  des Trophées, a eu lieu ce 27 novembre 2015 et a réuni les lauréates de chaque grand territoire, les partenaires nationaux et les membres du grand jury.

Tous se sont retrouvés dans un lieu, ô combien prestigieux : l'Assemblée Nationale. 

Dans la catégorie Femme Dirigeante, la lauréate de bronze, Isabelle Collet, cadre dirigeante associée du groupe Serafel, lauréate d'argent, Mayse Duval, Directrice générale du groupe SOS, lauréate d'or, Sophie Monège, des laboratoires Thea.

Isabelle Collet ( grand Ouest) laur+®ate de bronze femme Dirigeante et Sophie Momege laur+®ate d'or (

Elles ont reçu leur prix par Benoît Malraison et Céline Vaisse, respectivement Directeur délégué emploi et Directrice commerciale des régions du groupe Figaro Classifieds.

Dans la catégorie Femme Chef d'Entreprise Prometteuse, lauréate de bronze, ChristelLe Coq, présidente d'E.Sensory, Lauréate d'argent, Mélissa Farinelli, Directrice générale et fondatrice d'E-phy-science. Lauréate d'or, Stéphanie Marquez, co-gérante de Mi-hôtel.

Elles ont reçu leur prix par Sébastien Arcos, Directeur de l'Idrac Business school, Campus de Paris et d'Annie Beulin-Weber, présidente de Femmes 3000 et membre du jury.

Dans la catégorie Femme Communicante, la lauréate de bronze est  Emilie Moronvalle, Dirigeante d'ExpertinBox. Lauréate d'argent, Frédérique Barteau, Dirigeante et gérante de la concession automobile Alfa Vendée. Lauréate d'or, Mariam Cousin, Directrice des relations extérieures et de la communication scientifique de l'Observatoire Océanologique de Villefranche-sur-Mer.

Elles ont reçu leurs prix, par Virginie de Junca, Directrice Commerciale Régionale Rhône-Alpes et PACA de Lagardère Métropoles et Isabelle Leroux, Directeur du développement des compétences du groupe Actual.

 

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8 décembre 2015 2 08 /12 /décembre /2015 18:08

ROMA. Premio giornalistico internazionale “Argil: uomo europeo” (Sesta edizione 2015). Cerimonia di premiazione venerdì 11 dicembre. Riconoscimenti a Franco Abruzzo per il web; Sandro Gozi per Comunicare l’Europa; Andrea Armaro per Comunicare l’Italia; Sabrina Florio per i Valori & umanità; Sergio Lepri per la carriera; Roberto Cotroneo per la Cultura; Valentina Bendicenti per la Televisione; Piero Angela per la Comunicazione scientifica; Vittorio Macioce per la sezione Editorialista; Alberto di Majo per la Cronaca; Mario Viola per la sezione Addetto stampa e R.E.; Piercarlo Presutti per lo Sport mentre a Laura Cancellieri la Giuria presieduta da Gino Falleri) ha attribuito una menzione speciale.

Roma, 8 dicembre 2015. La giuria del Premio giornalistico internazionale “Argil: uomo europeo”, giunto alla sesta edizione, ha proclamato vincitori delle sezioni, in cui si articola il premio, l’on. Sandro Gozi per Comunicare l’Europa; Andrea Armaro per Comunicare l’Italia; Sabrina Florio per i Valori & umanità; Sergio Lepri per la carriera; Roberto Cotroneo per la Cultura; Valentina Bendicenti per la Televisione; Piero Angela per la Comunicazione scientifica; Vittorio Macioce per la sezione Editorialista; Franco Abruzzo per il Web; Alberto di Majo per la Cronaca; Mario Viola per la sezione Addetto stampa e R.E.; Piercarlo Presutti per lo Sport mentre a Laura Cancellieri la giuria ha attribuito una menzione speciale. La cerimonia di premiazione dei vincitori avrà luogo venerdì 11 dicembre 2015, dalle 11 alle 13, nel prestigioso "Spazio Europa", gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea in via IV Novembre 149 in Roma. La giuria è composta da Gino Falleri, Carlo Felice Corsetti, Giorgio Bartolomucci, Romano Bartoloni, Alessandro Butticè, Romano Dalla Chiesa, Fabio Morabito, Tommaso Polidoro e Roberto Rossi.

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PREMIO GIORNALISTICO INTERNAZIONALE "ARGIL: UOMO EUROPEO" SESTA EDIZIONE 2015. - Il Premio intende valorizzare a livello europeo la professione del giornalista/comunicatore ed il suo ruolo primario nel processo di unificazione dell'Europa. Il logo del premio si collega idealmente al patrimonio informativo di ARGIL (c.d."nonno d'Europa"), nome dato ai resti umani fra i più antichi d'Europa (400.000 anni) ritrovati nel Lazio meridionale (Ceprano): dall'incisione dei graffiti con punta di selce alla piuma d'oca e all'elegante pennino della stilografica.

La cerimonia di premiazione dei vincitori, come negli ultimi 3 anni, avrà luogo venerdì 11 dicembre 2015, dalle ore 11.00 alle 13.00, nel prestigioso "Spazio Europa", gestito dall'Ufficio d'informazione in Italia del Parlamento europeo e dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, in Via IV Novembre 149, Roma (al piano terra). L'iniziativa è promossa dall'EAPO&IC (European Association of the Press Office and Institutional Communication, con sede a Bruxelles e Roma), dal GUS (Giornalisti uffici stampa), dall'UGEF (Unione giornalisti europei per il federalismo secondo Altiero Spinelli) e dall'ANGPI (Associazione nazionale giornalisti pubblicisti italiani), nonché dal SCR (Sindacato cronisti romani), con il patrocinio di Enti ed Istituzioni varie.

Le prime tre sezioni "Comunicare l'Europa", "Valori & Umanità" e "Comunicare l'Italia" sono dedicate a forme particolari di comunicazione/informazione di interesse generale, non limitate ai giornalisti. Le altre sezioni sono riservate ai giornalisti: - "Carriera"- "Cultura" - "Esteri" - "Cronaca" - "Addetto Stampa" - "Giornalista televisivo" - "Web" - "Sport".

In particolare "Comunicare l'Europa" è dedicata alla memoria del magistrato tedesco Franz - Hermann Bruner, primo direttore generale dell'OLAF (Ufficio europeo per la lotta alla frode), che ha fortemente sostenuto l'ideazione e lo sviluppo, per un decennio, della Rete dei Comunicatori Anti-Frode (OAFCN), improntata ai valori dell'informazione e della comunicazione come servizio per i cittadini, ma sempre nel rispetto dei diritti di tutti, e quindi scevra da ogni protagonismo "investigativo - mediatico" o di "giustizia - spettacolo", e strumento di prevenzione della corruzione e della frode ai danni degli interessi finanziari dell'unione Europea.

La Giuria è composta dai seguenti giornalisti: Gino Falleri (Presidente dell'Eapo&IC-European Association of the Press Office and Institutional Communication-Bruxelles/Roma,Presidente Nazionale del Gus-Giornalisti Uffici Stampa, Vice Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Lazio), ideatore e Presidente; Carlo Felice Corsetti (Vice Presidente Vicario dell'Eapo&ic, Consigliere del Gus romano e Consigliere Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti), ideatore; Giorgio Bartolomucci (Direttore di Testate), Segretario; Romano Bartoloni (Segretario del Sindacato Cronisti Romani); Alessandro Butticè (Capo dell'Unità Risorse Umane della Direzione Generale "Mercato Interno, Industria, Imprenditoria e PMI" della Commissione Europea-Bruxelles e Vice Presidente dell'Eapo&ic); Fabio Morabito (Presidente del Sindacato Cronisti Romani ); Tommaso Polidoro (Presidente Formazione Gus romano, Delegato Formazione Eapo&ic e Docente Universitario); Roberto Rossi (Segretario Generale Eapo&ic).

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7 décembre 2015 1 07 /12 /décembre /2015 16:39
HO SPOSATO MIA FIGLIA

Ischia fa parlare di se in genere per avvenimenti legati al turismo, alle acque termali o allo sport. Questa volta è in primo piano per un evento eccezionale legato alla fede e alla famiglia. Infatti, per la prima volta è accaduto che un padre sposasse la propria figlia. In realtà si tratta non solo di un gioco di parole sul significato di sposare inteso questa volta come celebrare un matrimonio ma anche come vero e proprio accadimento perché a memoria d’uomo non si ricorda che un ministro di Dio, nel nostro caso un Diacono, celebrasse il matrimonio della propria figlia sull’isola d’Ischia. Nell’affascinante cornice del Santuario di Montevergine, la chiesa di San Francesco di Paola a Forio, due giovani, Francesca Pia e Mariano hanno coronato il loro sogno d’amore.

A officiare il rito nuziale, il parroco Don Beato, ed eccezionalmente, direttamente dalla Santa Sede, Padre Giuliano Di Renzo, officiale emerito dell’Elemosineria Apostolica e inoltre il Diacono Don Luigi Saviano padre della sposa Francesca Pia. Durante l’omelia Padre Giuliano ha lanciato il messaggio della sacralità della famiglia e illustrato il significato di Sacramento, partendo dall’etimologia del vocabolo come giuramento di fedeltà e indissolubilità. Ha ricordato inoltre la figura di mamma Luisa, al secolo Luisa Del Giudice, animatrice dei gruppi di preghiera Padre Pio di Napoli, recentemente scomparsa, e assidua frequentatrice dell’Isola che in molti ricordano affettuosamente per i tanti benefici consigli.

Da una breve intervista al Diacono Don Luigi si evince la grande soddisfazione, non solo per l’intima felicità, ma anche per questo singolare primato.

Don Luigi si è realizzato un sogno. Come vive questo giorno?

“Benissimo. Ho un solo rammarico quello di aver impiegato tanto per far crescere mia figlia e in un giorno se la sono presa.

Beh! Questo è il destino di quasi tutti i genitori. Ma che emozioni ha provato nel celebrare il matrimonio di sua figlia?

“Penso che questo sia stato il primo matrimonio, celebrato nella Diocesi di Ischia, dove un Diacono sposa la propria figlia. Anche perché gli altri Ministri di Dio spesso non sono sposati, oppure i loro figli erano già sposati o troppo piccoli quando sono diventati Diaconi.”

Quindi Ischia passa in prima linea?

“Ischia lo è sempre in prima linea.”

Che cosa vuole augurare a Francesca e Mariano?

“Auguro una grande felicità e salute, poi se il Signore manda qualche figlio, ben venga. Aumenterà certamente il calore della famiglia.”

Don Luigi è d’accordo sul tradizionale “auguri e figghj meschele”?

“No. Basta che stiano bene i bimbi. Poi il Signore ci mandi quello che vuole.”

Grazie Don Luigi e auguri a Francesca e Mariano.

SOURCE: IL DISPARI (ISCHIA)

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6 décembre 2015 7 06 /12 /décembre /2015 19:56
L'ancienne Premier Ministre Aminata Touré entourée du premier ministre togolais, Komi Sélom Klassou (gauche) et du ministre de la communication, Guy Lorenzo (droite). Sur la photo en première ligne, le président de l'UPF, Madiambal Diagne et le secrétaire général, Jean Kouchner

L'ancienne Premier Ministre Aminata Touré entourée du premier ministre togolais, Komi Sélom Klassou (gauche) et du ministre de la communication, Guy Lorenzo (droite). Sur la photo en première ligne, le président de l'UPF, Madiambal Diagne et le secrétaire général, Jean Kouchner

Loin d'être toujours des victimes passives, les femmes journalistes sont parfois aussi les artisanes des mécanismes qui les dévalorisent dans les rédactions en faisant primer leur rôle domestique sur les exigences de leur profession, a affirmé l'ancienne Première ministre sénégalaise Aminata Touré

Appuyer la présence des femmes dans les postes de décision.

Les 44èmes assises de l’Union internationale de la Presse Francophone (UPF) ont clôturé leurs travaux, samedi 28 novembre à Lomé, avec l’adoption d’une série de recommandations visant l’appui de la présence des femmes dans les postes de décision, particulièrement dans les salles de rédaction.
Les assises de l’UPF tenue du 25 au 28 novembre avaient pour thème principal : « la place des femmes dans les médias francophones ».
Plus de 300 journalistes, venus de 39 sections de l’UPF dans différents pays du monde francophone, ont examiné des questions relatives à la place des femmes dans les médias, leur influence éditoriale mais aussi l’image des femmes véhiculée par les médias.
Dans son message adressé à la conférence, Michaelle jean, Secrétaire générale de l’Organisation internationale de la francophonie (OIF), a fait part d’un ensemble d’initiatives en direction des médias africains pour renforcer la place des femmes, l’égalité des chances mais aussi pour améliorer l’image de la femme dans les médias.
Les journalistes, femmes et hommes, participant aux assises ont appelé à bannir les pratiques sexistes dans les salles de rédaction et à accroître la formation des journalistes à la question genre et au management.
Au plan éditorial, les journalistes ont insisté sur la responsabilité sociale des médias, affirmant la nécessité de développer les genres journalistiques qui tiennent compte des aspects sociaux en raison de leur potentiel de changement dans la société.
Il s’agit de prévoir aussi des formations des femmes journalistes dans les techniques du commentaire et de l’analyse pour apporter le plus dans la production médiatique.
Un appel a été aussi lancé pour l’adoption par les médias « de pratiques volontaristes » en procédant à un monitoring de leur propre production journalistique et en veillant à la collecte de données chiffrées sur la situation de la femme journaliste dans leurs rédactions respectives afin de pouvoir évaluer la situation de la femme journaliste dans les salles de rédaction. Entre autres recommandations, les 44e assises de la presse francophone ont appelé à accroître le rôle des médias francophones ; inciter les femmes journalistes à se spécialiser dans les différents domaines de la vie, doter les journalistes qui travaillent dans les zones de conflits d’un kit de sécurité, mettre sur pied des lois sur l’égalité des chances, le harcèlement, créer des observatoires de la parité. relayer les informations provenant des zones de conflits.
Les assises de Lomé marqueront une nouvelle relance de l’UPF, créée il y a plus d’un demi-siècle déjà.
Plusieurs amendements ont été apportés à ses statuts en vue d’accroître la présence des femmes dans les structures dirigeantes de l’Organisation, assure Madiambal Diagne, président international de l’UPF.
Le même message a été affirmé par Jean Kouchner, secrétaire général de l’UPF, appelant les sections de l’organisation à encourager la candidature des femmes à la tête des sections nationales.
Source : APS

LES 44E ASSISES EN IMAGE

 

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5 décembre 2015 6 05 /12 /décembre /2015 11:33

Vatileaks: slitta il processo. La procura di Roma indaga Chaouqui. Per Papa Francesco, "la stampa libera, laica ma anche confessionale" è "importante che dia le notizie sulla corruzione". "E' importante la denuncia della corruzione - ha insistito -, è un bel lavoro; la stampa deve dire tutto, senza i suoi tre peccati, che sono disinformazione, calunnia e diffamazione".

di Fausto Gasparroni e Nina Fabrizio/ANSA

CITTA' DEL VATICANO, 30 noveembre 2015. Il processo in Vaticano per la fuga dei documenti riservati slitta di una settimana, al 7 dicembre, vigilia dell'apertura della Porta Santa da parte del Papa, per i termini a difesa concessi su richiesta del nuovo difensore di Francesca Immacolata Chaouqui, l'avvocato Laura Sgrò. Ma intanto la lobbista italo-marocchina è indagata anche dalla Procura di Roma, insieme al marito Corrado Lanino, per la vicenda legata alla compravendita del castello di San Girolamo, a Narni. Il procedimento è stato avviato sulla base degli atti giunti per competenza dalla Procura di Terni, che indagava per i reati di estorsione e intrusione informatica. Nell'ambito dell'inchiesta dei magistrati ternani sul dissesto della Curia locale e su una serie di operazioni immobiliari, intercettazioni telefoniche hanno portato all'iscrizione della Chaouqui e del marito. Dagli accertamenti sarebbero poi emerse possibili intrusioni in computer legati al Vaticano. A Roma il fascicolo è affidato ai pm Stefano Pesci e Nicola Maiorano. Intanto il Papa, sull'aereo che lo ha riportato a Roma da Bangui, è intervenuto sulla vicenda 'Vatileaks 2'. "Credo che è stato fatto un errore" scegliendo Vallejo e Chaouqui per la Commissione Cosea, ha detto; lui è stato scelto perché era segretario della Prefettura, "e lui ha scelto la donna". E' una vicenda che "non mi ha tolto il sonno", e ha fatto vedere che "con il C9 è cominciato un lavoro" che va avanti. Per Bergoglio, inoltre, "la stampa libera, laica ma anche confessionale", è "importante che dia le notizie sulla corruzione". "E' importante la denuncia della corruzione - ha insistito -, è un bel lavoro; lì c'è corruzione, poi il responsabile deve fare il giudizio, ma la stampa deve dire tutto, senza i suoi tre peccati, che sono disinformazione, calunnia e diffamazione". La seconda udienza del processo 'Vatileaks 2', che oggi avrebbe dovuto vedere gli interrogatori di mons. Lucio Vallejo Balda, ex segretario della Commissione Cosea sulle finanze vaticane, e della stessa Chaouqui, è durata meno di un quarto d'ora. Registrata la presenza di tutti e cinque gli imputati - oltre a Vallejo e Chaouqui l'ex collaboratore della Cosea, Nicola Maio, e i due giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi - il presidente Giuseppe Dalla Torre ha comunicato che l'avv. Sgrò, nominata di fiducia dalla Chaouqui dopo la revoca del precedente difensore Agnese Camilli, aveva chiesto un rinvio di almeno cinque giorni per studiare le carte e proporre i propri atti difensivi. Non avendo il promotore di giustizia Gian Pietro Milano fatto opposizione, il Tribunale - dopo dieci minuti di camera di consiglio - ha concesso i termini a difesa richiesti, fissando a sabato 5 dicembre la scadenza per il solo avvocato Sgrò per proporre prove e testimoni a discarico e a lunedì 7 la nuova data per l'inizio del dibattimento. "Non capisco niente. Non c'è una prova contro di me. Dobbiamo scoprire in questi cinque giorni perché sono qua", ha dichiarato a caldo la pierre, oggi in abito nero, stivaletti con tacco, truccata e fresca di parrucchiere - in aula non si è seduta vicino a mons. Vallejo, suo ex amico e ora su fronti opposti - imputata come una dei presunti "corvi" che hanno fornito le carte per i libri di Nuzzi e Fittipaldi. "Oggi vedere Balda sorridere e non vergognarsi di quelle bugie che ha scritto mi ha disgustato più delle bugie stesse", ha poi postato su Facebook. Il riferimento è al memoriale scritto in cella da mons. Vallejo, allegato agli atti del processo, in cui il prelato spagnolo confessa i suoi rapporti, anche carnali, con la Chaouqui, oltre a esprimere una serie di preoccupazioni sui suoi legami: "lei era dei servizi segreti". Tra i passaggi dell'indagine 'Vatileaks 2' - apprende l'ANSA - c'è quello che il 31 ottobre scorso, giorno in cui Chaouqui è stata convocata in Vaticano per l'interrogatorio, cui poi è seguito l'arresto, la donna avrebbe avuto una crisi, che ha fatto sì che fosse chiamato un medico per sottoporre la donna a una visita sul suo stato psichico: l'esito è stato che le condizioni dell'indagata consigliavano che lei fosse dapprima ospitata in una casa di suore e poi rimessa in libertà, poiché in uno stato di detenzione potevano esserci pericoli per la sua stessa persona. Su mons. Vallejo e sul suo arrivo in Vaticano si è appreso invece che all'origine, durante la visita di papa Benedetto XVI a Madrid per la Gmg 2011, c'è la richiesta del card. Tarcisio Bertone all'arcivescovo di Madrid Antonio Maria Rouco Varela se in Spagna avessero un buon amministratore. Il cardinale iberico fece proprio il nome di Vallejo, che tra l'altro aveva contribuito alla gestione economica della stessa Gmg. Bertone lo fece poi venire a Roma, presentandolo prima al card. Giuseppe Versaldi, presidente della Prefettura degli Affari economici, che ne ebbe un'ottima impressione, e poi a Benedetto XVI per la nomina come segretario della Prefettura. Nei mesi scorsi si sapeva poi oltre le Mura leonine che Vallejo aveva preso ad andare al Collegio spagnolo per allenarsi con un istruttore in arti marziali: a quanto pare ci andava sempre accompagnato da un uomo, una sorta di scorta personale. Tanto che a un certo punto il Collegio, non gradendo, gli ha chiesto di non andare più. Intanto - apprende sempre l'ANSA - sarebbe pronto per Vallejo un posto in un monastero in Spagna, non lontano dalla sua ex diocesi di Astorga. L'idea è che vi trascorra almeno cinque anni in preghiera ed espiazione. (ANSA)

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 21:47
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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 15:33
MOHAMED ABRINI - RICERCATO IN BELGIO

MOHAMED ABRINI - RICERCATO IN BELGIO

Nov 2015 14.44

Il terrorismo jihadista ci spaventa ma è niente in confronto a una vera guerra


 

Per pura coincidenza, il mio libro Don’t panic: Islamic state, terrorism and today’s Middle East (Niente panico: lo Stato islamico, il terrorismo e il Medio Oriente odierno) è uscito appena prima degli attentati terroristici di Parigi. E quindi, naturalmente, tutti quelli che mi hanno intervistato a proposito del libro mi hanno chiesto se ora non fosse venuto davvero il momento di farsi prendere dal panico. Non hanno resistito. E naturalmente ho risposto che no, non è il momento di avere paura.

Se un treno deragliasse nella metropolitana di Parigi, uccidendo 130 persone e ferendone più di trecento, la notizia dominerebbe l’attualità francese per 24, al massimo 48 ore. In altri paesi sarebbe sicuramente una notizia di un giorno: l’ennesimo incidente in un mondo in cui, di tanto in tanto, i treni si scontrano, gli aerei si schiantano e le navi affondano.

Ma quando non si tratta di un incidente, se sono cioè degli esseri umani a provocare volontariamente quelle morti, allora i mezzi d’informazione cominciano ad amplificare a dismisura la notizia. L’evento riceve una copertura venti volte maggiore e può dominare i palinsesti dei notiziari per giorni e giorni. La gran parte delle persone – in Europa, in Nordamerica e in Medio Oriente – ha visto almeno qualche ora di trasmissioni relative agli eventi di Parigi e alle loro conseguenze, e anche in aree più distanti del mondo si è trattato del fatto della settimana.

Non c’è da sorprendersi. È normale che le persone siano più interessate a degli omicidi che a dei guasti meccanici. Ma l’impressionante copertura giornalistica sembra trasformare un attentato terroristico in un evento più grande di quanto non sia in realtà. Anche quando si vive molto lontano da dove si svolgono i fatti.

Se vivi in Siria, la minaccia non è solo il terrorismo. Il gruppo Stato islamico (Is) è già una minaccia per i molti siriani che prende di mira (sciiti, cristiani, drusi e anche quei musulmani sunniti che hanno lavorato per il governo o combattuto nell’esercito). Se l’Is ottenesse il controllo di tutto il paese, il numero di rifugiati siriani raddoppierebbe o triplicherebbe.

Se vivi in Iraq corri meno rischi, dal momento che l’Is ha poche speranze di espandersi nelle zone del paese a maggioranza sciita che sono ancora sotto il controllo di Baghdad, o nelle are controllate dai curdi.

Se vivi in Turchia o in altri paesi arabi – anzi, a dire il vero in qualsiasi altro paese musulmano – è possibile che tu debba affrontare una grave minaccia proveniente da terroristi cresciuti nel tuo paese, i quali però riceveranno dall’Is solo incoraggiamento o al massimo un po’ di addestramento. Si tratta insomma di un problema interno al paese.

Se vivi in Francia, negli Stati Uniti o in Cina, la tua unica preoccupazione è l’attentato terroristico occasionale che può essere stato incoraggiato dall’Is, ma le persone che s’incaricano di effettuarlo sono perlopiù cittadini del paese colpito. E le misure con cui si cerca di arginare questo genere di cose sono le stesse di sempre in caso di minaccia terroristica: controlli alle frontiere, misure di sicurezza rafforzate negli eventi pubblici e una buona intelligence.

Gli unici che stanno combattendo l’Is sul terreno sono i curdi e quanto rimane dell’esercito siriano

Se le forze aeree occidentali vorranno bombardare l’Is, lo faranno, ma si troveranno a farlo da sole. Gli stati arabi che in teoria fanno parte della “coalizione” guidata dagli Stati Uniti hanno ritirato i loro aerei per bombardare lo Yemen (spinti dall’errata convinzione che le tribù dello Yemen del nord siano in realtà al servizio dell’Iran). Mentre i turchi stanno bombardano quasi unicamente i curdi, inclusi quelli che combattono l’Is.

I bombardamenti russi e della “coalizione” (perlopiù statunitensi) ai danni dell’Is hanno smesso d’intensificarsi, almeno per ora. I recenti attacchi aerei contro i camion-cisterna che trasportano il petrolio destinato al mercato nero hanno sicuramente danneggiato l’economia dell’Is, che però non è certo prossima a crollare.

Per quanto riguarda infine un attacco di terra, scordatevelo. Le uniche persone che stanno combattendo l’Is sul terreno sono i curdi e quanto rimane dell’esercito siriano dopo quattro anni di guerra. L’esercito siriano era sull’orlo del baratro l’estate scorsa, prima che i bombardamenti russi venissero in suo soccorso, e continua a non avere la forza necessaria a riconquistare porzioni significative di territorio. L’Is, quindi, continuerà a esistere per un bel po’.

Rispetto al passato, oggi è ridicolo anche solo parlare di guerra, eppure i paesi occidentali si agitano come polli impauriti

Interrompere gli attacchi aerei occidentali contro l’Is potrebbe evitare alle città occidentali alcuni attentati terroristici, ma non c’è comunque alcuna garanzia. L’Is è in gara con Al Qaeda per ottenere il sostegno delle popolazioni nel mondo islamico e soprattutto arabo, e gli attentati spettacolari sono un efficace strumento di reclutamento. L’Is è inoltre convinto di eseguire un disegno divino e quindi i normali calcoli strategici non valgono più di tanto.

Questo significa che gli attentati terroristici organizzati dall’Is continueranno per mesi, forse anni, indipendentemente da quello che farà l’occidente? È probabile.

I paesi occidentali hanno combattuto vere guerre, il cui ricordo è ancora fresco, che hanno ucciso milioni di loro cittadini, ma non hanno ceduto di fronte alle difficoltà. Le dimensioni della minaccia che hanno di fronte oggi sono talmente inferiori che è ridicolo anche solo parlare di guerra, eppure si agitano come polli impauriti.

Se attacchi terroristici delle dimensioni di quelli parigini sono la principale minaccia che i paesi occidentali devono affrontare, allora sono davvero fortunati.

(Traduzione di Federico Ferrone)

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25 novembre 2015 3 25 /11 /novembre /2015 08:53
VIDEO AGGHIACCIANTE DEL MASSACRO A PARIGI

FRANCIA: 50MILA EURO PER IL VIDEO AGGHIACCIANTE DEL MASSACRO. 'Venduti al Daily Mail. Nella bufera il gestore della pizzeria "Cosa Nostra''. A svelare il "business" in diretta al Petit Journal di Canal Plus Djaffer Ait Aoudia, un giornalista che era presente sul posto e che ha ripreso - con telecamera rigorosamente nascosta - la lunga trattativa.

di Paolo Levi/ANSA

PARIGI, 23 novmbre 2015. Cinquantamila euro sul sangue dei morti: polemiche in Francia per il macabro business del gestore della pizzeria Casa Nostra, uno dei locali colpiti dalle stragi di venerdì 13 novembre a Parigi, che avrebbe intascato questa somma stratosferica dal Daily Mail in cambio dell'agghiacciante filmato dell'assalto jihadista al locale. A svelarlo questa sera in diretta al Petit Journal di Canal Plus e' stato Djaffer Ait Aoudia, un giornalista che era presente sul posto e che ha ripreso - con telecamera rigorosamente nascosta - la lunga trattativa tra i giornalisti britannici e il gestore del ristorante colpito dalla pioggia di fuoco dei kalashnikov. Nel video di Djaffer Ait Aoudia si vede il gestore di 'Casa Nostra' - "di origini algerine come me", ha raccontato al Petit Journal - mostrare le tragiche immagini della videosorveglianza ai reporter del grande tabloid britannico giunti a Parigi per coprire la cronaca delle stragi. Per Djaffer, nel corso di un negoziato durato ore, si e' passati da una prima offerta di 12.000 euro fino ai 50.000 euro in bigliettoni cash lasciati sul tavolo dell'esercente. Per poter leggere il filmato della videosorveglianza, criptato da un codice di sicurezza della polizia, e' stato anche necessario l'intervento di un hacker. Alla fine della trattativa i giornalisti avrebbero chiesto di distruggere l'hard disk per essere sicuri di avere l'esclusiva, ha aggiunto Djaffer Ait Aoudia. Tra l'altro, il Daily mail e' l'unico media ad essere riuscito a raccogliere la testimonianza della diciottenne italiana Barbara Serpentini, scampata miracolosamente alla strage mentre si trovava ai tavolini della pizzeria insieme alla sua amica quarantenne Sophia Bejali quando uno dei terroristi scesi dalla Seat nera della morte e armato di Ak47 comincio' a sparare a raffica contro il locale.

"In questo contesto molto difficile di terrorismo volevo che questa storia venisse alla luce - ha affermato Ait Aoudia in diretta tv - Penso che prima di trasmettere certe immagini si dovrebbe riflettere, tanto piu' che si tratta di elementi utili per l'inchiesta". Interpellato dal Petit Journal il quotidiano britannico ha replicato con un secco "no comment", ha riferito il conduttore della trasmissione Yann Barthes. Silenzio anche da parte del gestore del ristorante. Mentre la rete si indigna: "Cinquantamila euro per il filmato dell' assassinio di cinque morti innocenti. Da vomitare", scrive su Twitter Carrie. "Ora doni quei soldi alle famiglie delle vittime", gli fa eco Le Willy. Mentre alcuni si interrogano se quest'uomo "senza scrupoli" non sia il gestore di "Casa nostra o piuttosto di Cosa nostra". (ANSA).

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24 novembre 2015 2 24 /11 /novembre /2015 14:08

di Federico CIMATTI

Milano – Non è insolito, di questi tempi, confrontarsi con studenti italiani che si dicono frustrati dall’insufficiente preparazione pratica che, almeno in alcuni particolari settori didattici, viene fornita dagli atenei. L’accesso al mondo del lavoro risulta così spesso complicato, perché lo studente si approccia a questo mercato con ottime (in molti casi) conoscenze teoriche ma sostanzialmente nessuna esperienza pratica e scarsissima conoscenza di ciò che davvero può fare la differenza in campo lavorativo. Ed è qui che possono risultare decisive in positivo alcune esperienze parallele alle università. Su tutte spicca il modello delle Junior Enterprise, associazioni composte unicamente da studenti universitari che, senza alcuna retribuzione, svolgono un servizio professionale rivolto a clienti provenienti dal mondo del lavoro i quali possono così beneficiare, a costi contenuti, di determinati progetti e supporto in svariati campi.

E’ proprio in questo contesto che lunedì 23 novembre, nell’elegante Sala delle Colonne della sede principale (via San Paolo) della Banca Popolare di Milano, si è svolto un incontro dal tema “Le Junior Enterprise – Una soluzione per ridurre il divario tra università e mondo del lavoro”. L’evento è stato organizzato, oltre che dalla stessa Banca Popolare di Milano, da JECatt, una delle Junior Enterprise presenti nel panorama universitario italiano. JECatt è, più nel dettaglio, la Junior Enterprise dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La sua struttura attuale prevede un Consiglio di Amministrazione composto da tre membri – Guia Targioni, Presidente; Francesco Zambelli, tesoriere; Sarah Lenggenhager, segretario generale – e più in generale consente di fornire supporto alle aziende in aree quali marketing, organizzazione e sviluppo d’impresa. La logica posta alla base dell’operato di JECatt (e, in generale, delle Junior Enterprise italiane ed europee) è quella del learning by doing, come è stato esposto durante l’incontro. Il tutto porta lo studente universitario a scontrarsi fin da subito con i diversi aspetti del mondo del lavoro, dalla necessità di saper lavorare in gruppo alla risoluzione di problemi.

L’evento organizzato nel centro storico di Milano aveva l’obiettivo di promuovere il modello delle Junior Enterprise, che in Italia è un fenomeno in crescita ma ancora non radicato – e, soprattutto, conosciuto – come in altri Paesi quali la Francia, dove nel 1967 fu fondata a Parigi la prima JE. L’incontro, interamente moderato dalla firma del Corriere della Sera Fabio Savelli, è stato così diviso in due fasi precedute da un’introduzione ad opera di Dino Piero Giarda, Presidente del Consiglio di Sorveglianza BPM, e dell’Onorevole Ivan Scalfarotto, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme Costituzionali e Rapporti con il Parlamento. Inizialmente è stato esposto il modello delle Junior Enterprise, con particolare attenzione alla struttura di JECatt esposta dalla Presidente Guia Targioni, a cui ha fatto seguito la presentazione dei network JADE (ad opera della Presidente Daniela Runchi) e JADE Italia (ad opera del Presidente Fabio Casali), che di fatto rappresentano rispettivamente a livello europeo ed italiano la Confederazione delle JE. In particolare, Daniela Runchi ha ben illustrato quello che è il contesto in cui JADE opera: i Paesi coinvolti sono 14, la stessa JADE lavora a contatto con organi quali la Commissione Europea e i Junior Entrepreneur presenti nel panorama mondiale sono circa 40mila (di cui 20mila in Europa).

Giulio Veggi, Project Manager di JADE Italia nonché consulente associato di Jeme (la JE dell’Università Bocconi, la prima ad essere fondata in Italia nel 1988), ha poi presentato il progetto di inquadramento giuridico delle Junior Enterprise. Lo scopo di questa iniziativa è quello di portare ad uno specifico riconoscimento giuridico e ad un riordino del modello delle JE in Italia, cercando di “agevolare l’inserimento di queste associazioni nel tessuto imprenditoriale e sociale” e ottenendo così aiuti ad esempio sotto forma di sgravi fiscali. A ciò va aggiunta anche la richiesta di riconoscimento della figura dello studente-consulente, che andrebbe definita tramite un accordo da stipulare tra Ministero dell’Istruzione, università e JADE Italia. Un altro ambito a cui infine si rivolge il progetto è quello dell’alternanza scuola –lavoro, e in tal senso si è pensato ad una proposta che permetta agli studenti del quarto e quinto anno dei licei di fare esperienza in un contesto come quello delle JE, il che potrebbe aiutare non solo la formazione ma anche l’orientamento dei ragazzi.

Nella seconda fase dell’incontro ha poi avuto luogo una tavola rotonda, a cui fra gli altri hanno preso parte Marcello Priori ed Emiliano Novelli, rispettivamente Vice Presidente del Consiglio di Sicurezza BPM e Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori. Il primo ha sottolineato come il modello delle JE possa effettivamente aiutare gli studenti ad approcciarsi al mondo del lavoro, sviluppando in particolare la capacità di lavorare in gruppo; Novelli ha invece espresso in poche parole il suo pensiero relativo agli esponenti di JECatt e delle altre JE: “Abbiamo davanti dei fenomeni”. L’intero network delle JE, ha poi evidenziato lo stesso Novelli, è completamente autosufficiente e rappresenta di fatto un enorme e perfettamente funzionante modello di Start-up. Il Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori ha quindi chiuso l’incontro mostrando nuovamente tutta l’ammirazione per questi ragazzi e i risultati da loro ottenuti fin qui invitandoli a “smetterla di parlare di futuro. Perché voi siete il presente”.

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19 novembre 2015 4 19 /11 /novembre /2015 14:50
DINO NARDI
DINO NARDI

SULLA CASA IN ITALIA
I BENEFICI ANCHE AI PROPRIETARI DI PIÙ IMMOBILI
Nell’applicazione dei benefici fiscali (IMU-TASI-TARI) sulla casa in Italia ai pensionati italiani iscritti all’AIRE - previsti dall’articolo 9-bis del Decreto Legge 28 marzo 2014 n. 47 convertito dalla legge 23 maggio 2014, n. 80 - vi sono stati alcuni Comuni italiani che non hanno riconosciuto tali benefici a quanti erano proprietari in Italia di più immobili, anche se tenuti a propria disposizione (quindi non affittati), dando una loro particolare interpretazione alla frase “(..) è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare (..)” contenuta nel primo comma del citato Decreto Legge.
Sollecitati dalla UIM, perché in disaccordo con questa interpretazione restrittiva della legge, i Deputati del PD eletti nella Circoscrizione Estero hanno quindi richiesto un chiarimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Chiarimento che il MEF ha trasmesso agli interroganti lo scorso 5 novembre. Ebbene - come scrive il MEF nella sua risposta - la UIM aveva ragione poiché i benefici in questione spettano anche a quei pensionati proprietari di più immobili, i quali devono semplicemente stabilire su quale degli immobili posseduti chiederne l’applicazione. Pertanto tutti quei pensionati iscritti all’AIRE, proprietari di più immobili, che si sono visti negare dal loro Comune i benefici fiscali sulla casa potranno richiederli nuovamente ed in caso di reiterato rifiuto contattare il CAF UIL più vicino.

Art. 9-bis del DECRETO LEGGE 28 marzo 2014, n. 47 1. - All'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, al settimo periodo, le parole da: "l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti" fino a: "non risulti locata" sono soppresse e dopo l'ottavo periodo è inserito il seguente: "A partire dall'anno 2015 è considerata direttamente adibita ad abitazione principale una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso". 2. - Sull'unità immobiliare di cui al comma 1, le imposte comunali TARI e TASI sono applicate, per ciascun anno, in misura ridotta di due terzi. 3. - Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui al presente articolo, pari a 6 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2015, di cui 2 milioni di euro annui a copertura delle minori entrate dei comuni, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014 allo scopo utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
Dino Nardi - Coordinatore UIM Europa (uimeuropa@bluewin.ch).

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18 novembre 2015 3 18 /11 /novembre /2015 06:06
Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera !

E’ in piedi, ha la schiena dritta, accanto a lei la fontana posta al centro della piazza. Il capo è coperto, sul volto le si possono leggere determinazione, probabilmente rabbia per quanto è successo, di certo fierezza e fede nei suoi valori. E’ una ragazza musulmana, il nome ci è ignoto, e regge in mano un cartello che recita un passo del Corano: “Chiunque uccida un uomo sarà come se avesse ucciso l’umanità intera “. Poche ma chiare parole, in netta controtendenza con quello che meno di 24 ore prima è successo a Parigi. L’espressione della ragazza appare rassicurante, quasi a voler dire “tranquilli, al mondo non tutti sono cattivi”. La foto è stata da noi scattata sabato pomeriggio a Milano, in Piazza Fontana (a due passi da Piazza del Duomo), in occasione della manifestazione di solidarietà verso Parigi alla quale hanno aderito diversi gruppi e persone di tutte le età e le etnie. Non tantissime forse, ma in questo caso l’aspetto numerico non conta. Fiori e candele appoggiati alla fontana, a cui si aggiungono lettere e cartelli solidali; c’è fra le altre una bandiera firmata dai Giovani Musulmani d’Italia, su di essa è appoggiato un crisantemo.

Sono quasi le 16.30 e i presenti, fra i quali si contano anche alcuni studenti francesi in Erasmus, intonano la Marsigliese. E’ un modo per mostrarsi vicini al popolo transalpino – che purtroppo, come apprenderemo con il passar delle ore, non è l’unico a dover piangere dei caduti in seguito agli attacchi di Parigi – ma è anche una via per esorcizzare la paura. La strategia del terrore d’altronde prevede proprio la diffusione del panico e della tensione; e allora possiamo affermare che a Milano si è avuta una piccola prova di quanto avvenuto negli ultimi due giorni a Parigi, con i francesi forse spaventati, certo, ma fieri e uniti di fronte al terrorismo. Perché la speranza non può e non deve essere perduta, nemmeno dopo le brutalità di venerdì notte, e non ci si può lasciar soffocare dalla paura.

Federico CIMATTI

Milano

Royal Monaco

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16 novembre 2015 1 16 /11 /novembre /2015 17:04
Après les attaques de Paris, les élus de Menton unis pour la sécurité de la population - Attaques de Paris : le Festival de l’humour de Menton annulé
Après les attaques de Paris, les élus de Menton unis pour la sécurité de la population - Attaques de Paris : le Festival de l’humour de Menton annulé

Après les attaques de Paris, les élus de Menton unis pour la sécurité de la population

Samedi 14 novembre à 18 heures, le Député-Maire de Menton a réuni les élus mentonnais, tous partis confondus, après les attaques dramatiques qui ont endeuillé la ville de Paris et notre pays.

Une assemblée exceptionnelle pour faire état, d’une part, de la réunion de sécurité tenue en milieu de journée au palais préfectoral de Nice. Jean-Claude Guibal s’y était rendu aux côtés d’autres élus azuréens, afin d’évoquer avec le préfet Albert Colrat les implications de l’entrée en vigueur de l’état d’urgence dans notre département. D’autre part, le premier magistrat a annoncé aux élus mentonnais et aux chefs de service présents une première série de décisions locales.

Pour commencer, la commune s’est bien évidemment associée au deuil national de trois jours. Dès samedi, les drapeaux des édifices communaux ont été mis en berne. De plus, une minute de silence a été observée lundi midi, comme partout en France, par les élus du Conseil municipal représentant le Député-Maire, présent au Congrès de Versailles, et les agents territoriaux. Réunis devant la mairie, ils ont été rejoints par la population, invitée à y participer sur place et plus largement où que chacun soit, ainsi que par les pompiers de Menton. On notait également la présence de Mme Véronique Laurent-Albesa, Sous-Préfète Nice Montagne. Ce rassemblement avait été précédé, dimanche matin, par un dépôt de gerbes à Vintimille à l’initiative des élus italiens (lire encadré).

Si le maintien ou non des manifestations a été laissé à l’appréciation des communes, la Ville de Menton n’entend pas annuler la plupart d’entre elles, afin de ne pas céder à la menace et de maintenir sa vie culturelle très active, contre l’obscurantisme. Ont donc été confirmés : l’exposition Photomenton (du 21 au 29 novembre), le nouvel accrochage du musée Jean Cocteau collection Séverin Wunderman, et l’exposition consacrée à Rudy Ricciotti (à partir du 28 novembre). En revanche, le « Festival de l’humour – Menton fait sa comédie », initialement prévu du 19 au 21 novembre, a été annulé, par respect de la période de deuil et alors même que des centaines de blessés luttent encore pour leur survie.

En termes de sécurité, l’État a rétabli des contrôles renforcés à l’aéroport, dans les gares et aux frontières, comme celles de Saint-Ludovic et Saint-Louis, entre la France et l’Italie. Menton accroîtra encore de son côté les patrouilles de sa Police municipale. Enfin, dès ce week-end , des barrières ont été disposées devant les établissements scolaires ou à leur proximité, comme dans la rue Pasteur (partie nord).

Enfin, l’Académie de Nice a indiqué dans un communiqué que les sorties scolaires régulières sont maintenues sauf si elles nécessitent la prise de transports en commun. Les sorties scolaires occasionnelles sont quant à elles interdites jusqu’au dimanche 22 novembre inclus. A noter enfin que des échanges sont prévus en classe, entre les enseignants et leurs élèves, pour parler des tragiques évènements. Des ressources pédagogiques sont mises là encore à disposition par l’Académie sur le site Éduscol (http://eduscol.education.fr/cid95370/savoir-accueillir-la-parole-des-eleves-apresles-attentats-terroristes-en-ile-de-france.html)

Jean-Claude Guibal a conclu la réunion en présentant une fois encore les condoléances de la population aux victimes, et en demandant que chacun fasse preuve d’unité. A ce titre, les élus de la majorité comme de l’opposition ont exprimé leur consensus sur ces mesures, se disant solidaires de ces décisions prises par le Député-Maire pour la population mentonnaise.

Après les attaques de Paris, les élus de Menton unis pour la sécurité de la population - Attaques de Paris : le Festival de l’humour de Menton annulé
Après les attaques de Paris, les élus de Menton unis pour la sécurité de la population - Attaques de Paris : le Festival de l’humour de Menton annulé

Attaques de Paris : le Festival de l’humour de Menton annulé

Suite aux attaques de Paris survenues le 13 novembre 2015, et dans un contexte de deuil national en mémoire des nombreuses victimes, la Ville de Menton a pris la décision d’annuler la manifestation « Menton fait sa comédie », prévue du 19 au 21 novembre. En effet, bien qu’il soit souhaitable de poursuivre les évènements culturels face à l’obscurantisme et à la barbarie, un tel festival de l’humour ne peut être maintenu alors que des centaines de blessés se battent encore pour leur survie.
Les spectateurs qui avaient réservé leurs billets seront remboursés, en s’adressant à la société de production ou aux organismes de billetterie qu’ils ont sollicités, parmi lesquels l’Office de tourisme de Menton. La Ville de Menton salue le travail des organisateurs et des artistes, et remercie le public pour sa compréhension.

Renseignements : 04 92 41 76 76

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15 novembre 2015 7 15 /11 /novembre /2015 14:40

Milano, 13.10.2015 - «Ciao, ciao carta stampata…È ora di sbarcare sul web!». Dopo una lunga esperienza a Cosmopolitan, Grazia e altre riviste femminili Marzia Schiano, lancia il suo sito: www.marziaschiano.com Only Lovely News dedicato a chi e cosa fa tendenza nell’universo Moda, Beauty, Design. Tre le sezioni presenti nel menù: cose di Moda- in Bellezza-belle Notizie,aree tematiche dove trovano spazio oggetti sorprendenti, eventi creativi, personaggi extra-ordinari. Notiziescelte con rigore giornalistico,da scorrere rapidamente in 2 minuti e mezzo. Per ogni news, tre/cinque immagini, titolo e untesto breve.Gli scatti sono realizzati da Marzia con l’iPad. Le fonti:«Una fitta rete di contatti e relazioni, tessuta in anni di lavoro giornalistico». Target di riferimento: le giovani donne di tutte le età. Uscite previste: 9 news spalmate su 3 giorni. E la domenicala“Loveliest news”settimanale.

COSA TROVATE SUL SITO

1) Allestimenti creativi ed eventi spettacolari

2) Moda di alto livello e cose più semplici, mixate con abilità.

3) Cibi erotici, esotici, raffinati

4) Campagne pubblicitarie ad alto tasso di creatività. Possibilmente interattive

5) Lo spazio del sogno, della fiaba, dell’invenzione...

6) Sfilate di moda dal mondo

7) Il design che migliora la vita, la casa, l’ufficio

8) Grandi mostre

9) Luxury Hotel e Boutique Hotel da sogno. Ma dove non bisogna accendere un mutuo per pernottare

10) Luoghi da scoprire vicini e lontani

11) Le ultimissime trovate della cosmetica e della medicina estetica

12) Musicisti, chef, fioristi.. ma anche studenti, designer, artisti del web … che realizzano qualcosa di nuovo, di bello, di singolare

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15 novembre 2015 7 15 /11 /novembre /2015 14:37

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7 novembre 2015 6 07 /11 /novembre /2015 16:56
EMILIO FEDE RINVIATO A GIUDIZIO PER PRESUNTI RICATTI A MEDIASET CON FOTO FALSE.
EMILIO FEDE RINVIATO A GIUDIZIO PER PRESUNTI RICATTI A MEDIASET CON FOTO FALSE.


EMILIO FEDE RINVIATO A GIUDIZIO PER PRESUNTI RICATTI A MEDIASET CON FOTO FALSE. Il suo ex personal trainer condannato a 3 anni e 10 mesi, 2 patteggiano 2 anni e 4 mesi.

MILANO, 6 novembre 2015. Emilio Fede e' stato rinviato a giudizio per la vicenda con al centro alcuni fotomontaggi 'hot' e presunti ricatti ai vertici di Mediaset, quando l'allora direttore venne licenziato dal Tg4. Lo ha deciso il gup di Milano Elisabetta Meyer fissando la prima udienza del processo per il prossimo 2 febbraio davanti alla sesta sezione penale. Il giudice oggi ha anche condannato a 3 anni e 10 mesi Gaetano Ferri, ex personal trainer del giornalista, che aveva scelto il rito abbreviato. Altre due persone hanno patteggiato. Fede e' accusato di aver dato mandato nel 2012 a Ferri e a due donne, Maria Madeo e Michela Faioni (hanno patteggiato oggi 2 anni e 4 mesi), di assemblare dei fotomontaggi falsi e compromettenti che ritraevano il direttore dell'informazione di Mediaset, Mauro Crippa, parte offesa nel procedimento (non si e' costituito parte civile) cosi' come Fedele Confalonieri. Fotomontaggi che, secondo il pm di Milano Silvia Perrucci, titolare dell'inchiesta, sarebbero serviti per costringere Mediaset a sottoscrivere un accordo transattivo piu' favorevole a Fede rispetto alle condizioni del licenziamento. L'ex direttore e' stato mandato a processo, oltre che per l'accusa di estorsione, anche per quella di violenza privata per alcuni presunti sms minatori nei confronti di Ferri, il quale si sarebbe dissociato dal presunto progetto di "estorcere a Berlusconi due milioni di euro per evitare la diffusione di foto compromettenti di Crippa".Ferri, invece, e' stato condannato per l'estorsione ai vertici Mediaset, che avrebbe attuato assieme a Fede, e anche per quella ai danni dello stesso Fede (il risarcimento per il giornalista, parte civile contro di lui, dovra' essere quantificato in sede civile) da cui avrebbe incassato 700 euro con la minaccia di diffondere alcuni audio che lo riguardavano. Le due indagate che hanno patteggiato per l'estorsione ai vertici Mediaset, invece, sono state prosciolte, cosi' come lo stesso Ferri, da un'altra accusa che veniva contestata nel procedimento, la violazione della privacy.La difesa dell'ex direttore del Tg4, rappresentata dagli avvocati Maurizio Paniz e Giuseppe Lucibello, aveva sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale a favore di Monza per il reato di violenza privata nei confronti di Ferri e chiesto il proscioglimento dall'estorsione. Il gup, invece, ha mandato a giudizio l'ex direttore. Il processo iniziera' il 2 febbraio. (ANSA).

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5 novembre 2015 4 05 /11 /novembre /2015 06:48
LEZIONE DI GIORNALISMO SCIENTIFICO CON IL CAPOREDATTORE DI FOCUS VITO TARTAMELLA ALLO IULM DI MILANO

Comunicato ricevuto da Franco Abruzzo e pubblicato sul Royal Monaco da Luigi Mattera (laurea IULM - Milano)

MILANO: A LEZIONE DI GIORNALISMO SCIENTIFICO CON IL CAPOREDATTORE DI FOCUS VITO TARTAMELLA. ALLO IULM UN CORSO DI FORMAZIONE (7 CREDITI) PER ORIENTARSI NELL’INFORMAZIONE SCIENTIFICA.

Milano, 14 ottobre 2015. Le stagioni “impazzite” e il riscaldamento globale. Le epidemie o le nuove cure con le staminali. Le energie davvero pulite. Gli Ogm o i veleni nei cibi…

Sempre più spesso i giornalisti sono chiamati a occuparsi di temi scientifici. Argomenti complessi, nei quali occorre muoversi – spesso in tempi stretti – col rischio di cadere in bufale, pregiudizi, interessi economici. Come trovare esperti davvero affidabili e competenti? Come valutare la serietà di una pubblicazione scientifica? Come spiegare efficacemente le scoperte?

Lo spiegherà il corso di giornalismo scientifico tenuto da Vito Tartamella, caporedattore di Focus, il mensile di scienza più letto in Italia. Il corso di formazione, svolto all’università Iulm di Milano, racconterà come funziona la scienza oggi, con diapositive ricche di esempi tratti dall’esperienza professionale. Ai frequentatori saranno assegnati 7 crediti formativi. E’ un corso pratico: la lezione, una full immersion interattiva con esercitazioni in aula, fornirà ai partecipanti una “cassetta degli attrezzi” per orientarsi efficacemente nell’informazione scientifica.

Fra gli argomenti del corso (tenuto in 3 date diverse): le fonti del giornalismo scientifico, come difendersi dal rischio di frodi e manipolazioni, come funziona la scienza, la storia della divulgazione, i numeri della scienza in Italia, cosa vuole (e cosa sa) il pubblico. La scheda del corso:

· Dove: Università Iulm (edificio principale, 3° piano, aula informatica 1), via Carlo Bo, 1, Milano

· Quando: 3 edizioni (martedì 17 novembre, venerdì 4 dicembre o venerdì 11 dicembre), dalle ore 9 alle ore 17

· Crediti formativi: 7

· Costo: 130 euro

· Partecipanti: 20-28

· Iscrizioni: piattaforma Sigef (https://sigef-odg.lansystems.it/sigef/ ), corsi enti terzi, giornalismo scientifico

· Informazioni: tutor.giornalismo@iulm.it, tel. 02-891412771

.VITO TARTAMELLA: laureato in Filosofia, giornalista professionista, ha 30 anni di esperienza nel giornalismo, di cui 20 nel giornalismo scientifico. E' caporedattore di Focus (il mensile di scienza più letto in Italia) da 11 anni. Da 6 anni insegna giornalismo scientifico al Master di giornalismo dell'università Iulm di Milano. Ha insegnato comunicazione scientifica per scienziati alla Statale di Milano. E' stato corrispondente di sanità per il quotidiano il Giorno e consulente dell'azienda ospedaliera San Gerardo di Monza. E' autore di varie pubblicazioni e di un blog, parolacce.org, citato da Science e Scientific American.

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4 novembre 2015 3 04 /11 /novembre /2015 14:17
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Dott.sa Serena Lippi Della Torre
Dott.sa Serena Lippi Della Torre

Nell’ambito delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra, la Ville de Nice ha organizzato, in collaborazione con il Consolato Generale d’Italia a Nizza, una cerimonia per rendere omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi, morti per la Francia durante i combattimenti dell’Argonne il 26 dicembre 1914 e il 5 gennaio 1915. In rappresentanza del Député Maire di Nizza, Christian Estrosi, era presente l’Adjoint au Maire et Député, Rudy Salles, accompagnato dai Consiglieri Municipali, Jean Marc Giaume e Laurence Navalesi.

Nella sua allocuzione, il Console Generale d’Italia a Nizza, Serena Lippi Della Torre, ha ricordato che, quando l’Italia non era ancora entrata in guerra, il 5 novembre 1914 fu costituito il 4° reggimento nell’ambito della Legione straniera, chiamato “Reggimento dei Garibaldini” in memoria di Giuseppe Garibaldi. Il fronte francese rappresentò un grande sacrificio umano per il l’Italia, con oltre 5000 vittime e 4000 feriti, e per questo è importante dedicare alcuni istanti di raccoglimento alla commemorazione dei numerosi e valorosi soldati italiani, che riposano nella necropoli di Bligny-Chambresy, la più grande necropoli militare italiana di Francia.

Prima della deposizione delle gerbe di fronte allo splendido monumento a Garibaldi sull’omonima Piazza, il Console ha voluto rivolgere anche un pensiero a tutti i soldati, indipendentemente dalla nazionalità e religione, che sono caduti sui campi di battaglia in difesa dell’ideale supremo della libertà, la nostra libertà di oggi e quella di domani.

Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi
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Nizza: Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra -  Omaggio alla memoria di Bruno e Costante Garibaldi

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1 novembre 2015 7 01 /11 /novembre /2015 07:27
Luigi Mattera e Giacomo PASCALE, Sindaco di Lacco Ameno
Luigi Mattera e Giacomo PASCALE, Sindaco di Lacco Ameno

http://www.royalmonaco.net/2015/09/luigi-mattera-fondatore-del-royal-monaco-riceve-il-premio-coppa-di-nestore-a-lacco-ameno-d-ischia.html

da: http://thebizloft.com/blogger-diventare-giornalista-tesserino/

Uno dei possibili approcci a questo tema riguarda l’etica. In Italia, Paese di leggi e regolamenti, giornalisti sono tutelati da un ordine professionale e devono, o dovrebbero, attenersi a un codice etico. Si chiama Carta dei Doveri del Giornalista ed è stato redatto nel 1993 a seguito di un dibattito fra l’Ordine dei Giornalisti e la Federazione della Stampa. Mille e ottocento parole che dicono sostanzialmente cinque cose: un giornalista deve sempre verificare le fonti delle notizie che pubblica, rispettare la dignità delle persone, evitare di diffamarle arbitrariamente e senza prove concrete, rifiutare regali più o meno palesi di usare a proprio favore le informazioni di cui dispone. Nel caso commetta un errore, inoltre, un giornalista è tenuto a garantire il diritto di replica, cioè a consentire alla parte lesa di dire la sua nello stesso ambito su cui l’articolo è stato pubblicato.

Per i blogger non esiste niente del genere. Niente regole, niente codice etico. E nemmeno niente obblighi, fatta eccezione per quelli previsti dalla Legge. La diffamazione, per esempio, è un reato e si applica a chiunque, blogger e giornalisti compresi.

La comunità dei giornalisti italiani, tradizionalmente elitaria e affezionata ai propri privilegi, non ha dei blogger un’opinione particolarmente positiva. Gran parte di essa tende ancora oggi a considerarli come individui qualunque che esprimono la propria opinione usando Internet come megafono e il SEO come trucco per emergere. È una posizione non soltanto retrograda, ma anche piena di falle pericolose. Non per i blogger, ma per il futuro stesso del giornalismo. Infatti, mentre gran parte dei 110 mila giornalisti italiani “con la G maiuscola” lottano per mantenere i propri privilegi, i blogger prendono, giorno alla volta, il loro posto.

Essere un giornalista non significa fare giornalismo. E vice versa

Ed eccoci di fronte a un paradosso. I giornalisti ufficiali faticano a trovare lavoro e hanno sempre meno spazio di manovra. Dovrebbero rispettare un codice etico, ma spesso, troppo spesso, non lo fanno (se non sei d’accordo scrivilo nei commenti: ti dimostrerò che ho i miei buoni motivi per dirlo). Anche nei grandi giornali, la verifica delle fonti è diventata virtualmente impossibile per svariati motivi.

Pensa che all’inizio del Secolo scorso più dell’80% delle notizie era prodotto dai giornalisti, mentre oggi la situazione si è ribaltata e sono gli uffici stampa, privati e pubblici, a produrre le notizie che vengono poi usate dai giornalisti. Perfino le agenzie di stampa, che teoricamente dovrebbero essere le fonti più neutrali, risentono spesso della pressione di governi e grandi aziende. I giornalisti italiani non possono farsi pagare viaggi dalle aziende ed effettivamente, da qualche anno a questa parte, non lo fanno più: hanno aggirato il problema mandando i freelance al loro posto.

E intanto i blogger, privi di vincoli legali e spesso lontani dai riflettori, si sostituiscono ai giornalisti in quello che è il loro vero lavoro: imparare cose da chi le sa, verificarle e trasmetterle al maggior numero di persone possibile. Come fanno? Hanno scelto di imparare due lingue invece di una: quella del giornalismo e quella di Internet. Usano WordPress, imparano a usare le parole chiave. Attenzione: non parlo di tutti i blogger, ma di quelli che hanno preso sul serio questa attività.

Quando cerchi un’informazione fai presumibilmente come me: apri il tuo browser e scrivi quello che stai cercando. Diciamo che ti interessa sapere chi è Matteo Renzi? Apri Google, e scrivi “chi è Matteo Renzi”.

I risultati cambiano rapidamente su Google, ma mentre scrivo ho trovato quanto segue. Il primo risultato in assoluto non è Wikipedia (cosa che di solito accade), ma un blog: quello di Matteo Renzi, in cui lo stesso Renzi spiega chi è. Al secondo posto c’è un post di un’organizzazione politica che contraddice essenzialmente ciò che Renzi dice si sé. Terzo posto: Il Portaborse: uno dei blogger più noti d’Italia. E poi Il Fatto Quotidiano (nota testata giornalistica), Giornalettismo (altra testata registrata che assomiglia però più a un blog che ha un giornale della proprio) e via discorrendo. Insomma: ho cercato la risposta a una domanda di grande rilevanza e attualità e ho trovato la maggior parte delle risposte non sui giornali, ma sui blog.

Detto questo, la domanda rimane: un blog è un giornalista oppure no?

I blogger sono giornalisti? Negli Stati Uniti sì, in Italia no

In Italia, ufficialmente, non lo è. La Cassazione ha sancito nel 2012 che i blog non sono soggetti alla legge sull’editoria e non possono essere considerati nemmeno stampa clandestina. Non solo. Avendo pubblicato la stessa notizia, nel 2014 un giornalista professionista e un blogger hanno ottenuto trattamenti opposti. Il giornalista è stato assolto, mentre il blogger è stato condannato per diffamazione e rischia il carcere.

Nel 2007, durante il governo Prodi, è stato proposto un disegno di legge che avrebbe equiparato i blog alle testate giornalistiche. Un bene, almeno in teoria. Solo che in Italia, dove tutto sembra diventare più complicato di come potrebbe essere, gli stessi blogger si sono ribellati perché il disegno di legge prevedeva che ogni blogger venisse registrato presso il tribunale di appartenenza e avesse un direttore responsabile, che secondo la legge italiana deve essere un giornalista professionista. Una contraddizione logica che ha infatti affondato quello che è stato definito il decreto ammazzablog.

I giornali stanno diventando aggregatori di blog

Paese, diventare giornalista pubblicista, o addirittura professionista, resta un obiettivo per migliaia di ragazze e ragazzi. Ma mentre in Italia pare si faccia di tutto per mantenere una netta distinzione fra i blog e le testate giornalistiche, nel mondo (Italia compresa) stanno accadendo due cose molto importanti.

La prima: negli Stati Uniti la Corte Suprema si è espressa nel gennaio del 2014 dichiarando che un blogger ha gli stessi diritti e doveri di un giornalista, almeno per quanto riguarda il primo emendamento della Costituzione che riguarda la libertà di espressione. Nella sentenza si legge, cito testualmente:

Il primo emendamento non consente di applicare una distinzione tra la stampa istituzionale e altri soggetti. Con l’avvento di internet e il declino della carta stampata, la linea che separa i media da altri soggetti che commentano temi politici e sociali diventa ogni giorno più sfumata

In America, insomma, dove non esiste un Ordine Professionale per chi scrive su un giornale, i blogger hanno gli stessi diritti e doveri dei giornalisti. Un giornalista politico si confronta quotidianamente con blogger che non hanno mai svolto un praticantato giornalistico e che un tesserino da pubblicista non sanno nemmeno cosa sia.

La seconda cosa che sta accadendo è ancora più importante, per i blogger, i giornalisti e coloro che li leggono. Il concetto di redazione, che è stato per più di un secolo il cuore dei giornali, sta morendo. Questo perché le fonti di informazione assomigliano sempre di meno a un giornale e sempre di più a un insieme di blog. Meno brainstorming quindi, meno riunioni di redazione e meno scambio di informazioni fra chi scrive.

Non è una buona notizia, ma il processo in atto è incontrovertibile: i giornali più letti assomigliano sempre di meno a una testata tradizionale e sempre di più a un insieme di blog indipendenti.

Vediamo se è vero. Secondo Alexa (una specie di Auditel mondiale per i siti web) l’Huffington Post è il 181° sito italiano. Il paragone più naturale sarebbe con l’edizione online de L’Espresso, che appartiene allo gruppo editoriale e ha un’audience simile, Ma È stato inserito nel dominio di Repubblica.it, Il che rende il paragone poco indicativo. Ma Panorama.it il suo concorrente, è, secondo Alexa, solo al 256º posto.

Sia Panorama che l’Huffington Post pubblicano notizie e opinioni. Sono considerati entrambi da Google come fonti accreditate di notizie. Ma l’Huffington Post non è un giornale. Fin dalla sua nascita, nel 2005, è sempre stato un aggregatore di blog, un sito che assembla notizie e pareri prodotti da singoli individui e non coordinati all’interno del processo classico di una redazione.

Lo storico settimanale americano Newsweek, affondato nei propri debiti, è stato comprato nel 2010 dal blog The Daily Beast, che l’ha rivenduto due anni più tardi alla casa editrice Ibt Media un editore specializzato.

E quindi, ti chiederai: chi sono i blogger?

Al di là dei cavilli legislativi, della tutela dei privilegi acquisiti e purtroppo anche della crisi del concetto di relazione, i blogger sono giornalisti a tutti gli effetti. Svolgono lo stesso ruolo nella società, producono in molti casi informazione di qualità maggiore rispetto a quella prodotta dai giornali tradizionali, realizzano inchieste di grande spessore, esprimono opinioni autorevoli.

Inoltre, hanno un vantaggio abissale rispetto ai giornali tradizionali: costano infinitamente di meno e quindi sono meno vincolati dagli investitori pubblicitari, il che li rende paradossalmente più indipendenti dei grandi giornali come il New York Times, il Guardian, il Corriere della Sera e le testate più accreditate del mondo.

Vuoi il tesserino? Non ti servirà

L’Ordine italiano dei Giornalisti non è ancora morto, lo sarà molto presto. Se vuoi diventare giornalista, non pensare al tesserino e soprattutto non aspettare che un giornale ti assume: non accadrà. Concentrati invece sui contenuti: apri un blog o partecipa a un aggregatore, scrivi cose interessanti, originali e approfondite.

Verifica le tue fonti, esci di casa e non limitarti a cercare su Internet, abbi rispetto per gli altri ed evitare di scrivere cosa pensi solo perché lo pensi. E quando lo avrai fatto, fai il modo di essere letto dal maggior numero di persone possibile. Impara quindi la lingua di Internet: trova il modo per posizionare ciò che scrivi in più in alto possibile nella classifica di Google, senza cedere alla tentazione di scrivere per Google invece che per i tuoi potenziali lettori.

E quando da blogger incontrerai qualcuno che sbandiera il proprio tesserino da giornalista non essere in soggezione: è possibile che il tuo ultimo post sia più utile, interessante e autorevole dell’ultima notizia che quel giornalista ha pubblicato sul suo giornale.

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24 octobre 2015 6 24 /10 /octobre /2015 15:43
CAFÉ DE PARIS 23.10.2015 OKTOBER FEST ET LES ANGES GARDIENS DE MONACO
CAFÉ DE PARIS 23.10.2015 OKTOBER FEST ET LES ANGES GARDIENS DE MONACO

CAFÉ DE PARIS 23.10.2015 OKTOBER FEST EN PRÉSENCE DE NOTRE PRINCE ALBERT II

UNE SOIRÉE DE PARTAGE, D’ÉLÉGANCE ET DE BELLES PERSONNES !!!!

UN GRAND GRAND BRAVO A NOTRE DIRECTEUR STEFANO BRANCATO ET A TOUTE SON ÉQUIPE POUR L'ORGANISATION ET LEUR PROFESSIONNALISME.

UN ÉCHANGE COMPLICE ENTRE BRUNA ET NOTRE PRINCE QUI FÉLICITE TOUTE L'ASSOCIATION LES ANGES GARDIENS DE MONACO POUR LEUR TRAVAIL ET IMPLICATION DANS NOTRE COMBAT HUMANITAIRE

CAFÉ DE PARIS 23.10.2015 OKTOBER FEST ET LES ANGES GARDIENS DE MONACO

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23 octobre 2015 5 23 /10 /octobre /2015 16:20

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